Il Chieti applaude Ronci: «Vogliamo la promozione»

29 Settembre 2015

Le mosse del tecnico decisive a Campobasso. Il patron Pomponi: «E’ la svolta» Domani la coppa: i neroverdi contro il Giulianova. E c’è Avezzano-Amiternina

CHIETI. Un capolavoro tattico. Lavora ai fianchi e colpisce alle spalle. Il senso dell'impresa del Chieti a Campobasso (0-4), che vale la prima vittoria esterna, sta nel nuovo modulo, il 3-5-2. Suriano che si abbassa e porta via il difensore centrale, le mezzali Varone (2 assist e 1 gol) e Riccucci (1 assist) che si buttano dentro, gli esterni alti Del Grosso e Nairo che creano superiorità numerica sulle fasce. E Dos Santos che gonfia la rete tre volte. La partita perfetta. Ronci dà una lezione di calcio a Cappellacci, ridimensiona un Campobasso presuntuoso senza né capo né coda e rilancia un Chieti che adesso sogna in grande ed è a -5 dalla vetta. «Da Campobasso è partita la rincorsa, Fano e Sambenedettese sono avvisate», carica il patron Giorgio Pomponi. «Questa vittoria svolterà la nostra stagione. Il vero campionato del Chieti inizia adesso. Dicevano tutti che il Campobasso avrebbe vinto il girone a mani basse, ma ho sempre detto che il pallone è rotondo. Ci siamo anche noi per il primo posto e dobbiamo rimanere nella parte alta della classifica fino a dicembre, quando valuteremo se e come intervenire sul mercato per giocarci lo sprint finale».

Il mercato per adesso è chiuso. «Tutti mi dicevano di prendere un altro attaccante. Ma Dos Santos è uno dei cinque centravanti più forti della D perché è completo e fa reparto da solo. E poi abbiamo Menegussi che dimostrerà il suo valore».

Quella neroverde è una squadra camaleontica che ha cambiato finora quattro moduli (4-3-3, 3-4-3, 4-2-3-1 e 3-5-2) e si adatta bene, a seconda degli avversari, a tutti i sistemi di gioco. Ronci ha lavorato molto sui concetti base e nel 3-5-2 di Campobasso ha riproposto il play del 4-3-3 (Diop), i due contro uno sugli esterni del 3-4-3 (Del Grosso e Varone) e i due attaccanti del 4-2-3-1 (Dos Santos e Suriano). Il tecnico teatino merita applausi. «Ronci ha compiuto un capolavoro tattico», spiega Pomponi, «ma tutto lo staff sta facendo un grande lavoro. Dal preparatore atletico Marini, che fa correre la squadra più delle altre, fino al ds Trovarello che è un valore aggiunto. Stiamo programmando il futuro perché vogliamo subito la Lega Pro. Stiamo risanando la società e abbiamo già pagato 108mila euro per gli stipendi dei giocatori relativi alla scellerata gestione precedente». Domani di nuovo in campo per il turno preliminare della Coppa Italia: all'Angelini (ore 15) arriva il Giulianova, mentre l'Avezzano riceve l'Amiternina (ore 18). In casa marsicana, Lucarelli striglia la squadra dopo la sconfitta di Castelfidardo. «Sono arrabbiato con i miei giocatori», spiega il tecnico dell'Avezzano, «perché hanno sbagliato approccio. E' stata la peggiore prova della stagione». Umori diversi nel San Nicolò che ha conquistato la prima vittoria stagionale interrompendo la striscia positiva del Monticelli. «Finalmente ci siamo sbloccati», sorride il tecnico Epifani, «ma non eravamo in crisi perché la squadra ha sempre giocato bene e raccolto poco. Questa vittoria ci permette di lavorare con più tranquillità». Il San Nicolò non giocherà in Coppa Italia domani, ma accede direttamente al primo turno (28 ottobre).

Giammarco Giardini

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