Il Chieti batte L’Aquila nel derby dei veleni

Decide il neroverde Forgione (ma colpisce con la mano). Tensione in campo e caos al rientro delle squadre negli spogliatoi
CHIETI. Il derby dei veleni. Il Chieti batte L’Aquila 1-0 con un gol di mano di Forgione. Nervosismo alle stelle, polemiche per le decisioni arbitrali e un finale incandescente con rissa al rientro delle due squadre negli spogliatoi. Lo spettacolo, al contrario di quanto è avvenuto in campo, è tutto sugli spalti. All’Angelini c’è una cornice di pubblico di categoria superiore con circa tremila spettatori e una curva Volpi colorata di neroverde come non si vedeva da tempo. A decidere il derby è un gol irregolare dei teatini al 10’. Sul corner di D’Ancora, Forgione spinge in rete il pallone con la mano sinistra, ma l’arbitro e l’assistente non si accorgono di nulla. È solo il primo di una serie di episodi da moviola e decisioni del fischietto Palmieri di Avellino che esasperano gli animi in campo e accendono il derby. Oltre al gol evidente di mano, i rossoblù protestano per un gol fantasma di Brunetti: al 34’ sugli sviluppi di un corner Serra compie il miracolo sul colpo di testa del difensore aquilano. Secondo i rossoblù la palla è entrata, non secondo l’arbitro e l’assistente. Le immagini televisive non chiariscono. A recriminare sono anche i neroverdi perché mancano due rigori, uno su Salvatore (trattenuta di Lorenzoni) e uno su Barlafante nel finale. Alla fine, a conti fatti, l’arbitraggio non soddisfa nessuno. La sconfitta è immeritata per L’Aquila che avrebbe meritato molto e deve recriminare per le diverse occasioni da gol sprecate, di cui una clamorosa con l'ex Alessandro. Per i rossoblù anche una traversa colpita da Angiulli su punizione. Epifani deve rinunciare a Banegas, assente dell’ultima ora per problemi fisici, sostituito dall’ex Sarritzu nel tridente offensivo. Chianese risponde con il 4-3-3 e con le novità Ardemagni e Salvatore in attacco e Benigni e Forgione a centrocampo. L’approccio è migliore per i neroverdi che partono subito forte e trovano il gol (irregolare) su palla inattiva. Dopo un avvio timoroso, esce fuori L’Aquila che prende in mano la partita e mette in grossa difficoltà il Chieti. L’occasione più nitida capita sulla testa di Brunetti (secondo episodio da moviola), poi Serra chiude la porta a Sarritzu e Ouali, il più pericoloso dei rossoblù. Nella ripresa, Chianese corre ai ripari: fuori Spinelli, già ammonito, e dentro Vesi con Postiglione spostato terzino sinistro. Nel secondo tempo il Chieti si abbassa troppo e pensa solo a difendere il vantaggio. È un assedio dell’Aquila che spreca una clamorosa occasione al 72’: l’ex Alessandro è solo davanti a Serra, ma il suo pallonetto finisce alto. Ai rossoblù manca la stoccata vincente e anche un pizzico di fortuna quando all'80' è la traversa a negare la gioia del gol ad Angiulli su punizione. Il Chieti resiste agli assalti e dimostra di avere lo spirito da combattente del tecnico Chianese: i neroverdi mettono in mostra compattezza, sacrificio e tanto cuore. Un esempio su tutti è Forgione che gioca gli ultimi 20’ con i crampi stringendo i denti non avendo Chianese a disposizione altri cambi. A festeggiare, pur soffrendo e tra mille polemiche, è il Chieti. Ma L’Aquila esce a testa alta e tutt’altro che ridimensionata.
Giammarco Giardini
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