Il Chieti iscritto in D, ma il futuro resta un’incognita

27 Luglio 2016

Il patron Pomponi ribadisce: «Io non andrò avanti Finora tante chiacchiere, ora aspettiamo fatti dalla città»

CHIETI. Il colpo di scena arriva quando già sembravano scorrere i titoli di coda. Giorgio Pomponi ci ripensa e iscrive in extremis il Chieti in serie D. Ieri pomeriggio, prima della scadenza, il patron neroverde ha completato la domanda d'iscrizione alla quarta serie nazionale, depositando presso la Covisod la fideiussione da 31mila euro e allegando un assegno circolare di circa 18mila euro. Il Chieti salva la categoria, ma il futuro resta incerto. Pomponi, che fino a lunedì sera aveva dichiarato che non sarebbe stato lui a completare l'iscrizione, ribadisce la volontà di lasciare la società. E allora perché iscrivere la squadra? «Non andrò avanti», conferma l'imprenditore romano, «ho iscritto il Chieti perché non volevo far morire una cosa nella quale ho buttato soldi e speso energie. L'ho fatto anche per togliere qualsiasi alibi a chi è ancora interessato a rilevare la società. Adesso le scadenze sono dettate soltanto dai programmi sportivi, considerato che la coppa Italia inizierà il 21 agosto ed il campionato il 4 settembre».

Ma ad oggi, complice la pesante situazione debitoria della società, nessuno è disposto a rilevare il Chieti. Dunque, restano i dubbi. Con quali aspettative si ripartirà? Chi farà la squadra? «Chiedetelo a chi subentrerà al mio posto», risponde Pomponi. «Chi vuole il Chieti dovrà farsi avanti ufficialmente e avrà a disposizione tutta la documentazione, ma siamo stufi di avere a che fare con chi cavalca l'onda del populismo. In tanti hanno sperato nella nostra non iscrizione. Se il Chieti si è iscritto, non è di certo merito dei teatini. E' evidente che alla città e alla stessa amministrazione comunale non interessa mantenere il calcio a certi livelli».

La tifoseria resta scettica sull'attuale proprietà. «Noi, dopo che i tifosi ci hanno chiesto di andare via, ci siamo fatti da parte, ma i fatti hanno dimostrato l'inesistenza di alternative credibili. Negli ultimi 20 giorni abbiamo ascoltato solo chiacchiere, soprattutto da parte di presunti imprenditori di Chieti che, per farsi pubblicità gratuita, a mezzo social network hanno manifestato il proprio interesse per la società. Da questo momento chi è interessato avrà tutto il tempo per valutare la situazione ripartendo dalla certezza dell'iscrizione. La serie D rappresenta un patrimonio da salvaguardare, sebbene si sia preferito dividere e distruggere. La realtà inconfutabile è che la città di Chieti ha rischiato di perdere il calcio per la seconda volta in 10 anni».

Adesso bisogna correre. Mentre le altre squadre hanno già iniziato la preparazione, il Chieti parte in netto ritardo. La speranza dei tifosi è che, da qui ai prossimi giorni, non ci sia più il teatrino del "lascio o raddoppio", ma si passi ai fatti e si inizi a lavorare nella costruzione della squadra. Il Chieti ha salvato la categoria, ma deve salvare anche la faccia. Giammarco Giardini

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