Il Chieti nella comunità di San Patrignano

Domani in campo a Riccione, oggi l’incontro nella struttura anti-dipendenze. L’Aquila a Fossombrone cerca continuità
CHIETI. Sarà un Chieti rimaneggiato quello che domani scenderà in campo a Riccione. Per il tecnico Mauro Chianese ci sono problemi a centrocampo e nella conta degli Under. Non saranno a disposizione gli infortunati D’Ancora e Diambo, due assenze in mediana che si sommano a quella del fuoriquota Benigni. Out anche gli attaccanti Ardemagni e Barbetta e l’altro Under Romagno, colpito da un lutto in famiglia. Tante assenze che costringeranno Chianese a reinventare il centrocampo e a dover fare di necessità virtù nella gestione dei fuoriquota. «Siamo rimaneggiati, ma abbiamo una rosa ampia per poter sopperire alle assenze», dice il direttore generale neroverde Demetrio Sartiano. «Quando in estate ho allestito un organico di 30 giocatori l’ho fatto con criterio e lungimiranza proprio per fronteggiare eventuali infortuni». Il Chieti a Riccione cercherà di invertire il trend in trasferta dove finora ha vinto solo a Riano col Roma City lo scorso 24 settembre. «Mi aspetto continuità e conferme dopo la bella vittoria con la Forsempronese», aggiunge Sartiano. «Il Riccione è una squadra attrezzata, ma noi abbiamo le armi per poter vincere e restare nelle zone alte». Sarà una vigilia particolare per i neroverdi che oggi saranno ospiti della comunità di San Patrignano, nel comune di Coriano (Rimini), e svolgeranno la rifinitura nell’impianto sportivo della struttura. Da oltre 40 anni San Patrignano è una comunità di recupero per ragazze e ragazzi con problemi di dipendenza. Un impegno rivolto a chi è caduto nel dramma della droga, dell’alcolismo o del gioco d’azzardo. I giocatori neroverdi incontreranno i ragazzi della comunità e ascolteranno le loro storie. L’iniziativa è stata fortemente voluta dal dg Sartiano, da sempre sensibile al sociale. «Siamo onorati dell’ospitalità della comunità di San Patrignano», dice Sartiano, «sarà un momento di grande riflessione per la società, lo staff e i giocatori per renderci conto dei problemi che ci sono nella vita di tutti i giorni. Al di fuori del calcio, il mondo in cui noi viviamo, ci sono realtà diverse davanti alle quali non possiamo restare indifferenti».
Giammarco Giardini

