Il Chieti non vede la porta Solo un punto col Veregra

18 Aprile 2016

Neroverdi a secco sul campo di una delle formazioni impelagate nei bassifondi Il tecnico Marino: «Gara difficile, il rammarico è per altre occasioni mancate»

MONTEGRANARO. Sostenuto da una cinquantina di tifosi costantemente a incitare i propri beniamini per tutta la durata dell’incontro, il Chieti torna a casa con un punto che non alimenta come l’ambiente avrebbe voluto la rincorsa ai play off.

Di tutt’altro avviso le premesse per i marchigiani, invischiati sino al collo nella lotta per non retrocedere. A proposito di Marche, il tecnico Umberto Marino, che nel Fermano ha conosciuto pagine di gloria come calciatore (vittoria del campionato di serie C1 nel 1998/99 e conseguente promozione in B con la Fermana), si affida al 4-3-3, marchio di fabbrica che plasma anche l’undici in esame.

Fatone in porta (ad inizio di stagione in ritiro proprio con gli avversari di ieri) e linea a quattro con Del Grosso, Sebastianelli, Mariani e Di Rosa. Massimo è il perno del gioco, spalleggiato da Piccolo e Varone, davanti l’ariete incaricato di finalizzare la manovra è Dos Santos, appoggiato da Fiore a destra e Comini sulla corsia mancina offensiva. Vista la necessità di ossigeno impellente è la Folgore Veregra a spingere subito verso Fatone, chiamato a sbarrare la strada a Cardinali sugli sviluppi di un calcio d’angolo. La sfera finisce poi sui piedi di Rinaldi che sceglie un pallonetto, terminato sopra la traversa.

È un inizio di contesa illusorio, perché il ritmo ammirato in apertura lascia il posto a una fase di stanca che si trascina senza particolari emozioni sino al tentativo dalla lunga di Dos Santos, bloccato a terra dall’estremo Marani a pochi giri di lancette dal duplice fischio.

Si riparte con la parata senza problemi di Fatone sul colpo di testa di Nazziconi prima che Fiore, sul capovolgimento di fronte, entri in area in solitaria. Su di lui si guadagna il pane Gentile, in provvidenziale chiusura difensiva. Lo stesso numero 7 di casa è il più temibile dalle parti degli ultimi 16 metri teatini, a testimonianza che l’atleta classe 1997 di proprietà della Sambenedettese è un elemento da tenere d’occhio in prospettiva.

Il tecnico neroverde Marino mischia le carte: fuori Piccolo e Mariani, dentro De Quieiros e Ewansiha. Gli effetti sono tangibili. Scatta il contropiede solitario di Dos Santos sul quale Marani si immola in uscita disperata salvando i suoi da capitolazione certa.

Mentre cala il sipario, Fiore gira sul secondo palo mandando la sfera a un nulla dal bersaglio.

«Si è trattato di una partita molto difficile», queste le parole pronunciate a fine gara dal tecnico Marino.

«Non dimentichiamoci», aggiunge l’allenatore del Chieti, «che la Sambenedettese qui ha pareggiato. Sapevamo che era una battaglia e abbiamo portato via un punto. Forse abbiamo volato troppo con la fantasia, dobbiamo invece essere realisti. Il nostro percorso ci ha visti pareggiare fuori e vincere in casa. Ripeto, questo non era un campo facile con i locali all’ultima spiaggia. Di buono c’è che non abbiamo preso gol. Devo fare i complimenti ai ragazzi. Non è questa, certamente, la partita da buttare via, se vogliamo trovare delle recriminazioni cerchiamole per quanto fatto contro Monticelli e Giulianova, gare dove abbiamo perso la strada. Brava la Folgore a giocare grintosa, noi abbiamo avuto le nostre occasioni: il risultato è giusto».

Cristiano Tulli