Il Chieti resta in vetta, pari ad Avezzano

Vantaggio di Forgione, un gioiello di Senesi vale l’1-1 e fa crollare il bunker neroverde. Rimpianti marsicani per una traversa
AVEZZANO. Il bunker cade, dopo sette giornate e oltre 600 minuti di partite giocate, ma il Chieti esce indenne dallo stadio dei Marsi di Avezzano, conservando la vetta del girone F, seppur in coabitazione con la Sambenedettese e la sorpresa Fossombrone. Ma le notizie sono incoraggianti anche per i biancoverdi marsicani che sotto di un gol e orfani dell’intero reparto d’attacco riescono a perforare la difesa dei record, a strappare l’1-1 e a restare nelle parti nobili di una classifica cortissima. E non solo. Perché il sontuoso secondo tempo dell’Avezzano ha fatto emergere sprazzi di calcio di qualità che hanno messo alle corde la capolista, salvata anche da una traversa a una manciata di minuti dalla fine del derby.
Chianese sorprende ancora e a parte Fall, preferito ad Ardemagni, scombina i pronostici della vigilia con una formazione di gamba e sostanza. Il modulo è un 4-2-3-1 in fase di possesso palla, con le continue sovrapposizioni sugli esterni che hanno il compito di scardinare la retroguardia avezzanese. Come accade di frequente dalle parti di un confuso Pinelli. Il primo tempo è di chiara marca ospite: una rete annullata a Fall (per una carica sul portiere Cultraro) al 14’, una occasionissima del guizzante Masawoud al 33’ – dopo la serpentina targata Salvatore – col tiro del ghanese finito addosso al compagno Fall. Quindi il solito copione neroverde. Da un calcio d’angolo, Forgione sfrutta le sue doti d’incursore, beffa tutti sul tempo e di testa regala lo 0-1 che fa esplodere di gioia i 400 tifosi arrivati da Chieti. Per la capolista è la quinta rete (sulle sei segnate) da palla inattiva. È il 47’, giusto il tempo di tornare col pallone a centrocampo e si chiude la prima parte del tanto atteso derby.
Come potrà lo spuntato Avezzano perforare il la corazza teatina? La domanda più ricorrente all’intervallo tra gli addetti ai lavori, considerate le contemporanee assenze di Roberti (quanti rimpianti), D’Alessandris e Ortolini. Però film e colonna sonora cambiano di botto. L’Avezzano rientra in campo con una differente convinzione, il fraseggio si fa più veloce e si arriva con maggiore facilità dalle parti di Antignani. L’allenatore Chianese se ne accorge. Escono Forgione e Laziz ed entrano Gatto e Di Sabatino. Si passa a un 4-3-3 quando si attacca e a un 4-5-1 a irrobustire il centrocampo quando la palla è in possesso dell’Avezzano. Non basta. Perché al 13’ arriva la scintilla marsicana che riporta la sfida in perfetto equilibrio. Ad accenderla è Senesi con uno di quei gol da vedere e rivedere in slow-motion. Rivedibile, invece, Masawoud che si impappina consentendo all’Avezzano il recupero di un pallone diventato veleno per D’Ancora e compagni. I marsicani ci credono, alzano ancora il ritmo. Al 19’ viene annullato un autogol di Conson, per un fallo in attacco di Pertosa. Il Chieti si spegne. Nella girandola dei cambi finisce anche Ardemagni – la solita staffetta con Fall – ma il suo ingresso è impalpabile. Un battibecco tra Gatto (sostituito da Barlafante dopo essere subentrato a Forgione) e il tecnico Chianese precede il triplice fischio che manda in archivio una supersfida chiusa con le feste dei tifosi, da una parte e dall’altra.
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