Il Chieti spreca e non vince: solo un pareggio con il Sora

5 Febbraio 2024

Teatini avanti con Vesi in avvio, ma vengono ripresi dai laziali nel 2° tempo

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CHIETI (4-2-3-1): Antignani 6,5; Cucciniello 6, Conson 5,5, Vesi 6,5 (28’ st Ardemagni 5), Tortora 6 (44’ st Di Sabatino sv); Forgione 5,5, Castellano 6; Salvatore 5 (28’ st Esposito 5,5), Gatto A. 6 (13’ st Sueva 6), Masawoud 5,5 (13’ st Bartoli 5,5); Fall 5. A disposizione: Vitiello, Mancini, Canale, Gaye. Allenatore: Iezzo

SORA (3-5-2): Crispino 7,5; Gemini 5,5, Orazzo 6,5, Mastrantoni 6; Ippoliti 6 (53’ st Vespa sv), Tribelli 6 (28’ st Veron N. 6), Di Gilio 6, Fortunato 6 (43’ st Marcucci sv), Jirillo 5,5 (1’ st Tordella 6); Didio 6 (24’ st Capparella 5,5), Gubellini 7. A disposizione: Simoncelli, Evangelisti, Paolucci, Pecoraro. Allenatore: Campolo

Arbitro: Dorillo di Torino
Reti: 9’ pt Vesi, 7’ st Gubellini
Note: spettatori 1.400 di cui 120 tifosi ospiti. Ammoniti Forgione, Castellano, Vesi, Tortora, Salvatore, Ippoliti e Gemini. Angoli: 4-2. Recupero: 2’ pt e 8’ st.
CHIETI
Il Chieti non sa più vincere ed esce di nuovo tra i fischi dell’Angelini. Solo un pari con il Sora nella miglior partita della gestione Iezzo dove i neroverdi hanno sprecato tanto e pagato un approccio sbagliato al secondo tempo. L’1-1 è un brodino che non serve a nulla ai fini della classifica (-11 dalla vetta e -2 dai play off) e alimenta il malumore di una tifoseria che contesta l’operato della società. “Il popolo neroverde fiducia vi ha dato, ma con questa Ferrari non dovevamo vincere il campionato? Meritiamo rispetto”, è lo striscione esposto dai tifosi della curva Volpi all’esterno della tribuna. Dopo la partita, lungo summit all’interno dello spogliatoio tra la squadra e il dg Sartiano. La società non ha dubbi su Iezzo e ha piena fiducia in lui, ma il tecnico neroverde starebbe riflettendo su possibili dimissioni. I numeri non sono dalla sua parte: solo tre punti in cinque partite e squadra precipitata al settimo posto, tagliata fuori dalla lotta promozione.
Nemmeno la fortuna è dalla parte di Iezzo perché il Chieti con il Sora spreca quattro occasioni clamorose davanti al portiere. L’ultima a tempo quasi scaduto con Forgione che cestina la palla del 2-1 davanti a un super Crispino. Ai punti, per le occasioni create, i neroverdi avrebbero meritato la vittoria. Rispetto a Senigallia, Iezzo ne cambia cinque. Dentro Antignani in porta, Cucciniello in difesa, Masawoud e Salvatore sugli esterni e Fall al centro dell’attacco con il ritorno al 4-2-3-1. La partita si mette subito sui binari giusti per il Chieti, che passa in vantaggio al 9’ con l’undicesimo gol su palla inattiva. Sul corner di Alessandro Gatto (sesto assist) è il difensore Vesi a saltare più in alto di tutti e a battere Crispino. I neroverdi giocano bene sfruttando le geometrie di Castellano e l’ampiezza del campo e un minuto dopo sfiorano il raddoppio con Masawoud. Chieti aggressivo e propositivo, ma poco incisivo sottoporta. Sora spuntato e mai pericoloso dalle parti di Antignani se non con un colpo di testa centrale di Didio.
Nella ripresa cambia la partita, almeno nei primi 10’. I ciociari rientrano con un piglio diverso e prima vanno vicini al pari con Didio, poi trovano il gol con Gubellini su errore di Conson e infine lo stesso attaccante bianconero va vicino al raddoppio. Approccio al secondo tempo completamente sbagliato da parte del Chieti che, dopo lo sbandamento iniziale, ha la forza di reagire e inizia a costruire occasioni da gol a grappoli. Prima Sueva di testa non centra la porta, poi doppio salvataggio di Crispino e di Orazzo sulla linea sul tentativo di Fall. Il Sora resiste, viene graziato al 71’ quando l’arbitro non estrare il secondo giallo a Gemini, e rischia di beffare il Chieti all’85’ con Gubellini che supera Esposito ma tira fuori.
I neroverdi vanno all’assalto finale con una squadra ultra offensiva, ma la porta bianconera resta stregata anche al 95’ quando Crispino compie un miracolo su Forgione. Per il Chieti continua il momento no: in un mese i neroverdi hanno dilapidato tutto il lavoro fatto nel girone d’andata e detto addio al sogno serie C.
Giammarco Giardini
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