Il Chieti sprofonda, senza rinforzi sarà Eccellenza

14 Novembre 2016

All’Angelini passa anche il Romagna Centro. Mariani: «Chiarezza dai dirigenti, basta figuracce»

CHIETI. Il campionato del Chieti è un calvario. All’Angelini passa di misura anche un modesto Romagna Centro (0-1) e per i neroverdi arriva la decima sconfitta in undici giornate. I romagnoli ottengono la prima vittoria in trasferta, espugnando Chieti con il minimo sforzo grazie alla rete realizzata al 21’ da Prati, abile a sfruttare una sponda di Ferri e battere Ronchi con un bel tiro dal limite dell’area. La squadra teatina ha perso anche la testa e ha giocato l’ultimo quarto d’ora di gara in nove uomini per le espulsioni di Trozzo (rosso diretto per fallo da dietro su Ferri) e di Viscido, al quale l’arbitro Monaldi di Macerata ha estratto il secondo giallo per proteste. Un’assenza, quella del capitano, che peserà domenica prossima a Campobasso.

Il Chieti ci ha messo il solito impegno che, però, non basta per portare a casa punti. Questa squadra corre e lotta, ma non è all’altezza del campionato. I neroverdi prendono gol alla prima occasione e in avanti sono leggeri e spuntati. In novanta minuti, l’unico tiro del Chieti nello specchio della porta è un colpo di testa centrale di Fusaroli all’86’. Mentre in campo si consumava l’ennesima disfatta, gli ultrà teatini si sono ritrovati in pieno centro storico per accompagnare i diffidati a firmare in questura e manifestare contro le diffide. Tra gli 89 Maidomi è tornato anche Giuseppe Mariano, meglio conosciuto come “Peppino Lu croupier”, personaggio di spicco della curva Volpi e uno dei fondatori degli Ultras Chieti, primo gruppo ultrà nato in città a cavallo degli anni Settanta. Rivedere “Lu croupier” in mezzo ai tifosi, dopo diversi problemi di salute, è l'unica immagine positiva di un'altra domenica di tristezza per i colori neroverdi.

Il Chieti è a -8 dai play out e sprofonda verso l’Eccellenza. Il tecnico Mariani guarda in faccia alla realtà e chiede rinforzi: «I ragazzi hanno dato il massimo, ma questo non basta più. Ogni volta che cade una palla in area prendiamo gol e poi non riusciamo a segnare. Paradossalmente, siamo stati più pericolosi quando abbiamo giocato in doppia inferiorità numerica. Questa era una partita spartiacque perché con una vittoria avremmo accorciato la classifica. Adesso, invece, il gap di punti inizia a diventare incolmabile». Mariani non ha nessuna intenzione di dimettersi. «Prima di mollare, mi devono ammazzare. Non posso andare via da Chieti così. Sento dire in giro che sono complice di qualcuno. No, non sono complice di nessuno ma mi sento ostaggio di questa classifica e voglio uscirne fuori. Avevo deciso di dimettermi due settimane fa. Poi a Monticelli e Recanati i ragazzi mi avevano dimostrato di poter fare qualcosa di buono, in attesa di nuovi rinforzi. La mia idea era quella di fare punti con questi ragazzini, ma il loro impegno non basta più. Stiamo scrivendo la pagina più brutta della storia del Chieti, cosa che mai avrei voluto fare. Ci stiamo mettendo tutto quello che abbiamo dentro, ma i risultati non arrivano. Probabilmente a qualche giocatore pesa anche indossare questa maglia. Adesso la società mi deve dire come andare avanti perché non possiamo andare più in giro per l’Italia a fare brutte figure». Quale società? Del presidente Mauro Giacomini, a Chieti, non si hanno più tracce.

Giammarco Giardini

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