Il Chieti è inarrestabile e va solo in testa

2 Ottobre 2023

I neroverdi nella ripresa piegano la resistenza della Vigor Senigallia. Decisive le reti di Forgione e dell’ultimo acquisto Fall

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CHIETI (4-3-3): Serra 6,5; Laziz 6, Conson 6,5, Postiglione 6,5, Mazzei 6; Forgione 7 (40’ st Mercuri sv), Diambo 5,5 (17’ st Barlafante 6,5), Di Sabatino 6,5 (49’ st Benigni sv); Masawoud 8, Ardemagni 5,5 (13’ st Fall 7), Gatto 6,5 (26’ st Mancini S. 6). A disposizione: Antignani, Vesi, Romagno, Salvatore. Allenatore: Chianese

VIGOR SENIGALLIA (4-3-3): Sarti 6,5; Mori 5, Magi Galluzzi 5,5, Tomba 5,5 (1’ st Bucari 5,5), Bartolini 5,5 (1’ st Marini 6); Mancini L. 6, Pierpaoli 6 (37’ st Vrioni sv), Baldini 6 (17’ st Capezzani 6); Kerjota 6,5, Pesaresi 5,5 (13’ st Broso 6), Balleello 6. A disposizione: Alessandroni, Boria, Beu, Serfilippi. Allenatore: Clementi

Arbitro: Velocci di Frosinone
Reti: 30’ st Forgione, 38’ st Fall
Note: spettatori duemila. Ammoniti Mazzei, Magi Galluzzi, Pierpaoli e Pesaresi. Angoli: 5-3. Recupero: 1’ pt e 7’ st.
CHIETI
Terza vittoria consecutiva e vetta solitaria. Il Chieti batte 2-0 la Vigor Senigallia e vola al comando della classifica staccando proprio i rossoblù, il Campobasso e la Sambenedettese. All’Angelini è la domenica perfetta per i neroverdi che mantengono la porta inviolata per la quarta partita consecutiva– in tutti i gironi della serie D ha fatto meglio solo il Trapani che non ha subito gol nelle prime cinque gare – e compiono importanti passi in avanti sul piano del gioco. Contro il Senigallia è il miglior Chieti della stagione per intensità, aggressività e fluidità della manovra.
Dopo i primi venti minuti all’arrembaggio, dove manca solo il gol, i neroverdi devono aspettare oltre un’ora per sbloccarla. La gara viene decisa da due reti su palla inattiva di Forgione al 75’ e del neo acquisto Fall all’83’, entrambi bravi a staccare di testa sul primo palo sui due assist da corner di Barlafante.
La palma di migliore in campo è tutta per Masawoud, una scheggia impazzita prima da esterno e poi da mezzala, che fa dannare la difesa del Senigallia. Per il centrocampista italo-ghanese, fortemente voluto dal dg Demetrio Sartiano, questo sembra essere l'anno della definitiva consacrazione.
Crescono anche i fuoriquota: la sorpresa in positivo è Di Sabatino, mentre Postiglione è sempre stata una certezza. La novità rispetto alle prime tre partite è la brillantezza nel gioco. Se fino alla gara col Roma City i risultati non erano stati accompagnati dal bel gioco, stavolta il Chieti strappa i primi applausi. Soprattutto per il primo tempo e per l’approccio nei venti minuti iniziali. Chianese, contro il miglior attacco del girone, schiera a sorpresa per la prima volta tre fuoriquota in difesa (Laziz, Postiglione e Mazzei) e l’attacco pesante tutto over con Gatto, Ardemagni e Masawoud.
I neroverdi partono fortissimo con un ispirato Gatto che sulla sinistra mette in grossa difficoltà il terzino classe 2004 Mori. Per il Chieti ci sono tante potenziali occasioni da gol, ma manca sempre l’ultimo passaggio e il guizzo vincente. Come a metà tempo quando Ardemagni viene imbeccato con i tempi giusti, ma non ha la lucidità e la freddezza di spostarsi il pallone sul destro e calciare in porta. La partita del numero nove neroverde – che esce tra gli applausi di incoraggiamento di tutto il pubblico dell'Angelini – dura 58’. Al suo posto entra Fall, che si prende subito la scena con un gol al debutto. Prima, però, il Chieti rischia al 66’ con un contropiede pericoloso di Kerjota e, soprattutto, al 72’ quando Serra (sempre lui) compie un miracolo su Balleello.
Scampato il pericolo, l’Angelini esplode di gioia sui due gol fotocopia su calcio d'angolo di Forgione e Fall che raccolgono due assist di Barlafante, l’arma in più di Chianese a partita in corso, che avrebbe potuto rendere ancora più pesante il passivo per il Senigallia se non si fosse divorato un gol già fatto a tu per tu con Sarti. Il primo gol di Barlafante (e, si augurano i tifosi, anche quello di Ardemagni) è rimandato. Al Chieti bastano le reti di Forgione e Fall per prendersi il primato solitario e continuare a sognare.
Giammarco Giardini
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