Serie A

Il commentone della 18esima giornata di Serie A

5 Gennaio 2026

L'Inter batte il Bologna e continua a correre, inseguita da Milan e Napoli. È amaro il ritorno a casa di Gasperini, con la sua ex squadra che vince di misura tra le polemiche. In zona retrocessione, successo fondamentale per la Fiorentina, che dopo 9 giornate lascia l'ultima posizione

Cagliari vs Milan

La 18esima giornata si apre all’Unipol Domus, con il Cagliari che ospita il Milan. I rossoneri hanno la ghiotta possibilità di passare due notti da capolista in attesa dell’Inter, ma la prima frazione di gara è molto equilibrata, con il Casteddu che si rende più pericoloso, al 41’: Prati premia l’ottimo movimento di Mazzitelli, che però non riesce a inquadrare la porta da posizione invitante. È l’episodio più importante di un primo tempo bloccato, in cui i rossoblu mostrano personalità ma faticano negli ultimi venti metri, mentre il Milan dà la sensazione di poter colpire in qualsiasi momento pur senza creare molto. La ripresa, però, cambia completamente il copione: il Diavolo rientra in campo con un piglio diverso, alzando sia baricentro che pressing. E al 50’ arriva la svolta: Rabiot si inserisce e mette un cross basso a rimorchio, sul quale Zappa interviene fuori tempo, mancando l’impatto con il pallone. La sfera attraversa l’area e arriva a Leão: il portoghese è molto abile a controllare e coordinarsi velocemente, beffando Caprile sul suo palo anche a causa di una leggera deviazione di Luperto. Per i meneghini era fondamentale sbloccare il match, per poter gestire a proprio piacimento il ritmo. E infatti è proprio così: se da una parte gli isolani accusano psicologicamente lo svantaggio, i rossoneri possono gestire con esperienza e rallentare quando necessario, senza rinunciare ad offendere: nel finale Caprile evita un passivo più pesante con due interventi importanti su Pulisic e Modric. Vittoria di misura per la squadra di Allegri, che senza troppe difficoltà prova a mettere pressione a Inter e Napoli.

Como vs Udinese

Il sabato inizia con la sfida tra Como e Udinese. I padroni di casa provano fin dalle prime battute a imporre il proprio palleggio, mentre i friulani scelgono un approccio più attendista, pronti a ripartire sfruttando gli spazi concessi. La partita si sblocca al 18’, con un episodio: uno-due tra Moreno e Da Cunha, con lo spagnolo che viene trattenuto ingenuamente da Piotrowski. Dal dischetto non trema il capitano biancoblu, che spiazza Padelli e mette subito in discesa il match. Il gol dà fiducia ai lariani, che aumentano il controllo del gioco e continuano a creare occasioni: in chiusura dei primi 45 minuti Perrone cerca l’eurogol di tacco, respinto in corner dall’ex estremo difensore dell’Inter. Nella ripresa la gara rischia di cambiare immediatamente: grande imbucata di Miller per Zaniolo, che scarta Butez e deposita in rete, ma il pareggio viene annullato per offside proprio del numero 10 bianconero. Scampato il pericolo, i lariani sfiorano il raddoppio, dopo appena 4 minuti: Douvikas si ritrova il pallone tra i piedi dopo un’azione personale un po’ confusa di Caqueret e tira sul primo palo, ma la traversa gli nega l’ottava gioia stagionale. Troppo poco per i friulani, specialmente nell’ultima porzione di campo, che devono così arrendersi ai padroni di casa nonostante una gara sostanzialmente in equilibrio; tre punti pesantissimi per i lombardi, che continuano il proprio cammino verso l’Europa.

Genoa vs Pisa

Alle 15 si giocano Genoa-Pisa e Sassuolo-Parma. Al Ferraris arriva il Pisa di Gilardino, che ancora non è riuscito a trovare il successo lontano da casa. Partenza a razzo delle Torri, che spaventano immediatamente la retroguardia rossoblu: Leris conclude di prima intenzione dopo il grande lavoro spalle alla porta di Moreo ma Leali è fenomenale e, con un riflesso felino, evita il gol. Nonostante l’ottimo avvio, è il Grifone a trovare il vantaggio: un filtrante di Malinovskyi arriva a Colombo dopo una leggera sporcatura, con il bomber ex Milan che si gira in un fazzoletto e pesca l’angolino, lasciando di sasso Semper. Il 29 è stato uno dei giocatori ad aver beneficiato maggiormente del cambio in panchina, con ben 3 reti sotto la guida tecnica di De Rossi. I nerazzurri però non demordono e si gettano nuovamente all’attacco, con ancora Leris a rendersi minaccioso: l’ex Samp stacca più in alto di Vasquez ma perde per la seconda volta il duello con Leali, che con un miracolo si oppone grazie anche all’aiuto della traversa. Il gol sembra però nell’aria, e infatti è così: traversone arcuato da calcio di punizione diretto di Angori, Leali non trattiene e Leris non fallisce il comodo tap-in, ristabilendo l’equilibrio. La ripresa non è emozionante come il primo tempo, con poche occasioni: le due squadre si trovano nella zona rossa della classifica, dunque adottano una strategia più conservativa che propositiva. L’unica grande chance arriva al 56’, sulla testa di Thorsby: il norvegese colpisce in avvitamento un cross di Martin, con Semper che si distende e salva. Genoa e Pisa si dividono la posta in palio, con un punto che non fa felice nessuna ma che non complica ulteriormente la classifica.

Sassuolo vs Parma

Al Mapei Stadium, secondo derby consecutivo per il Sassuolo, che affronta il Parma del giovane Cuesta. Fin dalle prime battute, la gara si rivela vivace e aperta a ogni scenario, con ritmi alti e fasi di gioco in cui entrambe le squadre cercano di sovrastare gli avversari. Ma dopo appena 12 minuti si rompe l’equilibrio: gran cross di Walukiewicz e splendida incornata di Thorstvedt, che sorprende Corvi e sblocca il match. Il vantaggio dà fiducia ai neroverdi, che continuano a spingere: non arrivano però buone opportunità, con conclusioni sempre fuori misura o deboli. E, con il passare dei minuti, i crociati riprendono le distanze e pareggiano i conti: pressione alta di Circati non giudicata fallosa e palla a Pellegrino, che con una finta di corpo elude l’intervento di Matic e poi tira a giro dai 20 metri, spedendo il pallone all’angolino, dove Muric non può arrivare. Quinta rete in Serie A per Mateo Pellegrino, che fissa così il parziale sul punteggio di 1-1. Anche nella ripresa l’intensità si conferma altissima, con il secondo tempo che si apre con due grandi chances, una per parte: a Pellegrino, che non riesce a sorprendere Muric con un bel diagonale, risponde Doig, che, ritrovatosi in un’insolita posizione offensiva, aggancia con il mancino e conclude con il destro, colpendo la base del palo. Nonostante i primi 5 minuti siano scoppiettanti, la fase successiva del match è priva di occasioni, con la sfida che diventa molto tattica. Solo le palle inattive possono risultare decisive in questo momento, con i gialloblu che per poco non riescono ad approfittarne: Almqvist svetta più in alto di tutti sull’ottimo traversone di Estevez, ma Muric risponde di istinto e mette il lucchetto sul risultato. Anche il derby dell’Emilia termina sul punteggio di 1-1, che non smuove la classifica di nessuna delle due.

Juventus vs Lecce

Alle 18 la Juventus ospita il Lecce, in una sfida fondamentale: i bianconeri cercano punti per restare agganciati alla zona Champions, cercando di approfittare delle sfide tutt’altro che banali delle concorrenti. La gara parte con un’intensità subito alta, con la Vecchia Signora che prova a prendere campo e a domare i salentini. La prima vera occasione arriva già al 7’: calcio d’angolo battuto corto e cross perfetto di Yildiz per David, bravo a sganciarsi dalla marcatura e a colpire di testa. Il tiro del canadese ha però esito negativo: Falcone è bravo a salvare di istinto e fortunato poco dopo, con il pallone che sbatte sul palo e gli torna incredibilmente tra le mani. Le Zebre continuano però a spingere, assediando la metà campo giallorossa: al 17’ Cambiaso parte in percussione e calcia in diagonale dal limite, ma Falcone risponde con un riflesso prodigioso. Appena tre minuti più tardi è Locatelli a sfiorare il vantaggio: piatto dal limite su cross arretrato dello stesso Cambiaso, palla fuori per questione di centimetri. Anche in questo caso niente da fare, così come al 29’: Yildiz manda Cambiaso a tu per tu con Falcone, ma l’esterno della Nazionale spreca tutto calciando alto. E, come spesso accade nel calcio, dopo tante occasioni mancate arriva la punizione: lo stesso Cambiaso, protagonista di un ottimo primo tempo, calibra male un semplice retropassaggio, favorendo Banda: l’esterno zambiano, appena tornato dopo la deludente Coppa d’Africa, intercetta, punta Bremer, lo salta e poi scarica un destro potentissimo sul primo palo, che non lascia scampo a Di Gregorio. I primi 45 minuti si chiudono così con un epilogo clamoroso: dopo una prima metà di gara dominata, i piemontesi sono incredibilmente in svantaggio! Nella ripresa i bianconeri rientrano in campo con grande determinazione e i frutti si vedono subito: ripartenza guidata da Zhegrova e poi affidata a Yildiz, che prova il tiro: la conclusione viene deviata e diventa un assist involontario per McKennie, rapidissimo ad agganciare e calciare in un lampo. L’inerzia ora è tutta dalla parte degli uomini di Spalletti, bravissimi a ristabilire velocemente la parità. E al 62’ arriva un episodio chiave, che potrebbe cambiare la gara: schema su punizione, con Locatelli che serve David, la cui conclusione viene deviata in corner. Tuttavia, il direttore di gara Collu viene richiamato al monitor per un possibile calcio di rigore: in effetti, Kaba interviene in maniera piuttosto goffa, commettendo un ingenuo fallo di mano in area. Yildiz lascia il pallone a David: la conclusione dell’ex Lille è però bruttissima, con il tiro che è indirizzato al centro della porta e a mezza altezza: Falcone para con i piedi. È il momento clou della partita: il Lecce resta vivo, mentre la Juve si innervosisce. Nel finale i bianconeri provano l’assalto totale. All’89’ David calcia di mancino di prima intenzione, ma Falcone è ancora una volta monumentale. E al 93’ Yildiz si inventa la giocata della disperazione: se la sposta sul destro e tira da lontano, centrando in pieno il palo. Sulla ribattuta Openda ha il match point, ma si divora un tap-in che sembrava più difficile da sbagliare che da fare. Termina così sul risultato di 1-1 anche tra Juventus e Lecce, con i bianconeri che perdono la possibilità di mettere pressione alle avversarie; il Lecce, invece, esce dallo Stadium con un punto d’oro, ottenuto con spirito di sacrificio e grazie a un’ottima prestazione di Falcone.

Atalanta vs Roma

In serata big match, con la Roma che va a Bergamo. Ritorna a casa Gasperini, che con l’Atalanta ha collezionato la bellezza di 439 panchine in 7 anni, arricchiti dalla vittoria dell’Europa League 2023/2024, l’unica coppa europea della storia bergamasca. Dopo appena 7 minuti rischio enorme per la difesa orobica: errore in impostazione che favorisce Dybala, con l’argentino solo davanti a Carnesecchi. La Joya però temporeggia e non riesce a trovare lo spazio per tirare, servendo Ferguson: lo scozzese viene prima ipnotizzato dall’estremo difensore nato a Rimini, mentre sul secondo tentativo Djimsiti salva sulla linea. Passano appena 5 minuti e arriva il contestatissimo vantaggio nerazzurro: corner di Zalewski e uscita a vuoto di Svilar, con Scalvini che ne approfitta e fa 1-0. Sono veementi le proteste giallorosse, che volevano una carica sull’estremo difensore serbo. In effetti, Svilar sbaglia il tempo dell’intervento e viene sovrastato da Scalvini, che nell’occasione colpisce, seppur fortuitamente, l’ex Benfica. Passano 16 minuti e si scatenano altre polemiche, stavolta da parte della Dea: follia di Hermoso, che sbaglia l’aggancio e la consegna a Scamacca. L’azione poi si sviluppa sull’out mancino: gran traversone di Bernasconi e stacco perentorio proprio dell’ex Sassuolo. Il gol in un primo momento viene convalidato, ma poi Fabbri torna sui suoi passi dopo on field review: Scamacca parte da posizione irregolare, anche se il pallone gli arriva tra i piedi dopo una giocata da parte di Hermoso. Per questo motivo Palladino è scatenato e rimedia anche un cartellino giallo per proteste. Nella ripresa non cambia il canovaccio tattico della gara: il ritmo resta altissimo con occasioni da una parte e dall’altra. Al 50’ ci prova Ferguson dopo un ottimo lavoro, ma Carnesecchi è attento, mentre al 64’ è provvidenziale il salvataggio, il secondo, di Djimsiti, stavolta su Dybala. Nel finale anche Krstovic ha una buona occasione, ma Svilar si oppone. Vittoria fondamentale per la Dea, che torna nella parte sinistra della classifica; altra sconfitta per la Roma in una grande sfida, con il ritorno di Gasp che è molto amaro.

Lazio vs Napoli

La domenica prende il via con la sfida dell’ora di pranzo tra Lazio e Napoli. I partenopei partono a razzo, imponendo subito il loro gioco e riversandosi all’attacco, con la voglia di sbloccare il prima possibile il match. E, allo scoccare del 13’, arriva l’1-0: ottimo movimento di Politano e cross con il mancino per Spinazzola, che colpisce al volo e fredda Provedel. E allora gli azzurri gestiscono, mantenendo comunque la supremazia sulla gara. I capitolini sembrano nel pallone e i dati a fine primo tempo certificano questa situazione: appena il 32%% del possesso palla, che per una squadra di Sarri è proprio una novità, un solo tiro e nessuno nello specchio, con appena 0.04 xG, cioè il dato riguardante i gol previsti. Al 32’ arriva anche il raddoppio: Politano batte un’ottima punizione e Rrahmani gira in porta, confermando l’ottima abilità sui calci piazzati. Non c’è proprio storia nei primi 45 minuti, con Elmas che sfiora anche il 3-0: iniziativa di Neres e cross morbidissimo, con il macedone che però centra in pieno la traversa. Nella ripresa cambia ben poco, anche se i campani costruiscono meno occasioni limpide, limitandosi maggiormente al possesso palla e a conservare le energie. Sono però da segnalare due episodi: all’81’ Noslin tocca da dietro Buongiorno e rimedia il secondo cartellino giallo, mentre 6 minuti più tardi Marusic e Mazzocchi si provocano e vengono allo scontro, con Massa che espelle entrambi. È addirittura il settimo cartellino rosso mostrato nei confronti di un giocatore dell’Aquila, che ne ha collezionati più del doppio della seconda squadra con più espulsioni, ovvero il Parma (3). Nel finale, i biancocelesti sono anche sfortunati perché colpiscono una traversa con Guendouzi. Secondo successo consecutivo per gli uomini di Conte, che dopo aver alzato la Supercoppa Italiana sembrano aver acquisito ancora più consapevolezza nei propri mezzi.

Fiorentina vs Cremonese

Alle 15 la Cremonese va ad affrontare la Fiorentina, affamatissima di punti. Inizio molto aggressivo della viola, che dopo 12 minuti va vicinissima al vantaggio: traversone dalla trequarti di Ranieri per Parisi, che impatta di testa e centra in pieno la traversa. Ma gli uomini di Vanoli non si fanno abbattere, sebbene sia molto complicato: il pallone sembra non voler entrare in alcun modo, oggi come nelle scorse settimane. Passano appena 2 minuti e ci prova anche Mandragora da fuori: la conclusione dell’ex Juve è a chiudere sul primo palo, con Audero che ci arriva appena in tempo. Ma è al minuto 36 che si scatenano le polemiche, le ennesime di questo fine settimana: corpo a corpo tra i due ex compagni di squadra Baschirotto e Piccoli, con il difensore che poi atterra l’attaccante: rigore ineccepibile. Tuttavia, il direttore di gara La Penna viene richiamato al monitor per riguardare l’azione: la decisione finale è di revocare il penalty a causa di una trattenuta del bomber nato a Bergamo, anche se in realtà entrambe le maglie sono tirate. Ad ogni modo, l’intensità dovrebbe essere valutata in campo in tempo reale, dunque lascia più di qualche dubbio la scelta del VAR Marini e dell’AVAR Gariglio di richiamare La Penna. Nella ripresa i gigliati continuano ad attaccare, ma rischiano moltissimo al minuto 61: erroraccio di Ranieri che regala palla a Vardy, con Comuzzo che salva un gol già fatto non facendo recapitare il pallone a Bonazzoli. La partita cambia al 66’, con l’ingresso in campo del neoarrivato Solomon: l’israeliano, in prestito con diritto di riscatto dal Tottenham, è subito frizzante, ed è dai suoi piedi che arriva il gol che decide l’incontro, al 92’: ottimo movimento e cross a rientrare per Fortini, che di testa impegna Audero. L’estremo difensore indonesiano si ritrova il pallone praticamente già sul corpo e fa di tutto per allontanarlo, ma non ci riesce: sulla ribattuta il più lesto è Moise Kean, che, subentrato solo 7 minuti prima, decide così una partita fondamentale. La Fiorentina lascia l’ultimo posto dopo 9 giornate, agganciando a pari punti il Pisa ma avendo dalla propria parte la differenza reti.

Verona vs Torino

Alle 18 si affrontano Verona e Torino. Il Toro gioca una grande partita, vincendo senza troppe storie: al 10’ grave errore difensivo che favorisce Simeone, che solo davanti al portiere non sbaglia e sigla il gol dell’ex. E nella ripresa poco cambia: Casadei chiude il match con una chirurgica conclusione a giro all’87’, mentre 4 minuti più tardi Njie mette il punto esclamativo: lo svedese viene servito in profondità partendo da dietro la metà campo e trafigge Montipò per la terza volta, segnando una rete meravigliosa. Gli scaligeri non sono mai in partita e si piegano alla forza dell’avversario, più cinico e concreto. Vittoria molto importante per gli uomini di Baroni, che superano Udinese e Cremonese e si prendono l’11esimo posto.

Inter vs Bologna

A chiudere la 18esima giornata un altro big match, con l’Inter che sfida il Bologna. Le due squadre si sono affrontate appena 16 giorni fa in Supercoppa, con la gara che è terminata 1-1 nei tempi regolamentari e si è conclusa ai calci di rigore, che hanno decretato l’accesso alla finale da parte della squadra di Italiano. I nerazzurri, che hanno vinto solo una sfida delle ultime sette, nell’anno della seconda stella, partono fortissimo: al 6’ Ravaglia salva su Lautaro e due minuti dopo compie gli straordinari anche su Thuram, mentre al 19’ è provvidenziale Heggem ad anticipare il colpo a botta sicura ancora del francese. La posizione del Toro è però di difficile lettura per i rossoblu: l’argentino agisce sempre sulla trequarti ed è spesso lasciato da solo, con Lucumì che è spaventato a lasciare la posizione. Al 24’ altra chance: Lucumì anticipa Lautaro a pochi metri dalla porta e poi Ravaglia è ancora miracoloso, prima sulla conclusione deviata di Calhanoglu e poi, sul corner seguente, salva anche la deviazione aerea di Bastoni, bloccando la sfera in qualche modo. Il Biscione non riesce quindi a sfruttare nessuna palla gol, rischiando di essere punito alla prima occasione concessa: un cross deviato di Holm termina sulla testa di Odgaard, che non inquadra lo specchio per pochi centimetri. E, al 39’, arriva il meritato 1-0: azione costruita dal basso, con Zielinski che serve Thuram, bravissimo a mettere in moto Lautaro con un ottimo colpo di tacco: il capitano interista rientra su Lucumì e serve Zielinski, che con il mancino firma il vantaggio. Grandissima azione e ottimo lavoro di Zielinski, che apre e chiude l’azione nel migliore dei modi: l’ex Napoli lo scorso anno era stato continuamente accompagnato da acciacchi fisici, mentre quest’anno sembra aver trovato una forma al top e anche tanti minuti in cui poter esprimere il proprio potenziale. Nella ripresa non cambia il copione: Inter all’attacco alla ricerca del secondo gol, Bologna ancora in difficoltà. E se al 48’ Ravaglia chiude ancora lo specchio della porta, stavolta a Dimarco, non può nulla sul corner seguente: Calhanoglu pennella per Lautaro, che arriva in terzo tempo e sigla il raddoppio. Decimo gol in campionato per il bomber di Bahia Blanca, che aggancia Zapata e Higuain all’11esimo posto dei migliori marcatori stranieri all time del nostro campionato e si avvicina sempre più al terzo posto dei migliori marcatori nerazzurri, con Boninsegna che ora è distante solo 6 reti. Non finisce però qui l’ira meneghina: proprio Lautaro prima si divora il 3-0 sprecando l’ottimo assist di Thuram e, qualche minuto più tardi, viene ipnotizzato da Ravaglia, aiutato anche dal salvataggio subito seguente di Heggem quasi sulla linea di porta. Ma il tris è nell’aria e arriva al 74’: corner di Dimarco, leggera deviazione di Heggem e gol di spalla di Marcus Thuram, che esulta con gran gioia il ritorno al gol a San Siro, distante quasi un mese. Nel finale, Castro si fa trovare al posto giusto nel momento giusto e batte Sommer, che non riesce a conservare la porta inviolata. Vittoria di grande spessore della Beneamata, che si riprende il primo posto e inizia al meglio il nuovo anno.