Il commentone della 19esima giornata di Serie A

Siamo arrivati al giro di boa e l'Inter è (virtualmente) campione d'inverno, con una partita da recuperare per tutte e tre le candidate al titolo. Si fermano in casa sia Napoli che Milan, che rimontano l'iniziale svantaggio ma non vanno oltre al pareggio. Rimane serrata la lotta Champions, con tre squadre in 3 punti che però potrebbero ritrovarsi tutte in parità dopo i recuperi
Pisa vs Como
Il secondo, e ultimo, turno infrasettimanale della Serie A 2025/2026 va in scena alla 19esima giornata, con Pisa e Como che aprono le danze. All’Arena Garibaldi si gioca una sfida interessante, con occasioni da una parte e dall’altra: al doppio squillo di Nico Paz risponde Tramoni, ma nessuna delle opportunità viene concretizzata. È nella ripresa che si stappa il match: Piccinini si rende molto pericoloso al 47’ e al 51’, ma ad andare in vantaggio sono i lariani, al 68’: Caqueret trova un ottimo corridoio centrale per servire Perrone, bravissimo a mettere il mirino sulla porta e a freddare Semper, non perfettamente posizionato. E al 76’ arriva il raddoppio: contropiede fenomenale degli uomini di Fabregas, che ribaltano il campo in un batter d’occhio. Il pallone arriva poi a Jesus Rodriguez, che aspetta rinforzi e serve sulla corsa Douvikas: il greco sopraggiunge in velocità nell’azione e, con un gran diagonale, porta il risultato sul 2-0. Sembra finita qui, ma all’85’ gigantesca occasione per le Torri per dimezzare lo svantaggio: Leris si trova in ottima posizione ma viene atterrato da Caqueret, con l’arbitro Pairetto che indica il dischetto: dagli 11 metri si presenta Nzola, che però calcia un rigore pessimo, poco angolato e a mezza altezza, con Butez che salva e concede un finale tranquillo ai suoi. Infine, nel recupero, altro penalty, stavolta per la formazione ospite: l’esecuzione di Anastasios Douvikas è infallibile, che gli consente di siglare la prima doppietta italiana e che consente ai biancoblu di mettere pressione a Juventus e Roma.
Lecce vs Roma
Al Via del Mare si affrontano le due squadre giallorosse del nostro campionato, in un match delicatissimo: i padroni di casa non sono in una situazione di classifica rassicurante, mentre la Lupa non trova il successo lontana dalle mura amiche da circa un mese e mezzo. Pronti, via e la gara cambia subito il parziale: Ferguson riceve il pallone da Dybala dopo una deviazione fortuita e si coordina in un lampo, non lasciando scampo a Falcone con una gran rasoiata. Secondo gol nelle ultime tre partite per lo scozzese, che pian piano si sta rendendo sempre più protagonista. La rete consente ai capitolini di poter condurre a proprio piacimento: la strategia adottata è improntata sulla gestione, cercando di raddoppiare qualora possibile ma senza forzare troppo la giocata. E di fatti scarseggiano le occasioni, con la più grande che è la rete annullata per fuorigioco a Pisilli. Nel secondo tempo non cambia il canovaccio tattico, anche se i salentini si affacciano dalle parti di Svilar, molto pericolosamente: ottima giocata di N’Dri, che arriva sul fondo e mette a rimorchio un pallone delizioso all’altezza del dischetto, ma Pierotti si divora il pari. E al 71’ ecco il 2-0: su situazione di corner, Pisilli aggancia dopo una deviazione di Gaspar e prova a concludere verso la porta, con Dovbyk che corregge l’intenzione del compagno e torna al gol dopo oltre due mesi. Sono proprio le reti delle due punte a far guadagnare i tre punti a Gasperini, che però perde proprio il bomber ucraino per una lesione muscolare, di lieve entità, alla coscia sinistra.
Sassuolo vs Juventus
In serata la Juventus va a Reggio Emilia per sfidare il Sassuolo di Fabio Grosso, che ha chiuso la sua carriera da calciatore proprio vestendo la casacca bianconera. Inizio molto intenso della Vecchia Signora, che vuole lasciarsi alle spalle il brutto pareggio casalingo contro il Lecce. Il vantaggio arriva al minuto 16: gran progressione di Kalulu sulla corsia di destra e traversone molto invitante, con Muharemovic che tenta di allontanare la minaccia ma devia nella propria porta, mettendo fuori causa Muric. Seppur il vantaggio sia scaturito da un episodio, è da premiare l’atteggiamento degli uomini di Spalletti, che anche sul punteggio di 1-0 continuano a spingere: Yildiz è l’uomo più pericoloso, con Muric che para senza troppi problemi le prime due conclusioni del turco, mentre sulla terza è chiamato agli straordinari: l’estremo difensore naturalizzato kosovaro sventa un bolide mancino del numero 10 con la mano di richiamo, compiendo un intervento assolutamente non banale. Nella seconda metà di gara è sempre la Juve a fare la partita, con il risultato che cambia al 62’: ottima sponda di David per Miretti, che arriva a tu per tu con il portiere e lo lascia di sasso. Passano appena 149 secondi e arriva il tris: Idzes sbaglia clamorosamente un retropassaggio e favorisce David, che salta Muric e insacca nella porta rimasta sguarnita. Tutta la panchina delle Zebre entra in campo per celebrare il compagno, a dimostrazione di un gruppo unito e compatto anche di fronte alle difficoltà: il canadese ha faticato più di tutti ad adattarsi alla Serie A, con qualche errore sottoporta di troppo come il rigore calciato appena 3 giorni fa che ne hanno complicato il percorso. Riprende a correre la Juventus e tiene il passo delle concorrenti alla Champions League, mentre il Sassuolo resta a metà classifica.
Bologna vs Atalanta
Il mercoledì si apre con le due sfide delle 18.30: Bologna-Atalanta e Napoli-Verona. Al Dall’Ara il Bologna cerca di lasciarsi alle spalle il brutto periodo che sta attraversando, con l’ultima vittoria in campionato che è datata 22 novembre, mentre l’Atalanta ha perso solo contro l’Inter nelle ultime 4 partite. Avvio subito scoppiettante, con risposte colpo su colpo: alla grande chance di Ederson, che prova a trafiggere Ravaglia con una specie di rabona in corsa, controbatte Dallinga, che scheggia la traversa da ottima posizione. La Dea continua però a spingere e, al 37’, trova il vantaggio: ottima giocata di De Ketelaere e suggerimento centrale per Krstovic, che di prima intenzione graffia il match e porta i nerazzurri in vantaggio. Un po’ a sorpresa, il montenegrino scende in campo dal primo minuto, complice il fastidio muscolare che ha colpito Scamacca, e sblocca una partita tesa e complicata. E al 60’ arriva il raddoppio dell’ex Lecce: De Roon imbuca per il numero 90, bravissimo a prendere posizione su Heggem, a portarsela sul mancino e a timbrare per la seconda volta il tabellino. L’ultimo terzo di gara va in archivio senza grandi opportunità, con Carnesecchi che è chiamato in causa solo su un tiro di Rowe, che respinge in calcio d’angolo. Risultato fondamentale per gli orobici, che scavalcano proprio i felsinei e si stabiliscono al settimo posto, con i rossoblu che hanno però una partita da recuperare; la formazione di Italiano ottiene invece un’altra sconfitta, con il tecnico nato a Karlsruhe che ora dovrà iniziare a fare alcune valutazioni e adottare degli accorgimenti per evitare di compromettere la seconda metà di stagione.
Napoli vs Verona
Al Maradona i campioni d’Italia in carica sfidano il Verona, cercando una vittoria che gli consenta di superare provvisoriamente Milan e Inter. I primi 45 minuti dei partenopei sono però shock, con i gialloblu che giocano a viso aperto e si portano presto in vantaggio: ottima ripartenza guidata da Bernede, che poi scarica lateralmente su Bradaric: l’esterno ex Salernitana aspetta la sovrapposizione di Niasse e la premia, con il traversone del senegalese che viene depositato in porta da Frese grazie a una pregevole conclusione di tacco, con la difesa campana che lascia però troppo solo l’esterno danese. È una rete importantissima, perché gli scaligeri acquistano ancora più sicurezza nei propri mezzi e non rinunciano ad attaccare. E, tramite un episodio discusso, arriva il clamoroso raddoppio: rimessa lunga di Bradaric e primo colpo di testa di Buongiorno, che poi prova ad arrivare sul pallone una seconda volta ma tocca la sfera con il braccio. Il direttore di gara Marchetti viene richiamato all’on field review per valutare personalemnte la decisione, che è molto complessa: infatti, l’infrazione dell’ex Torino è indiscutibile, ma appena prima Valentini colpisce il difensore azzurro con l’avambraccio, appoggiandolo tra il collo e la spalla. La decisione finale è di assegnare il calcio di rigore, con la trasformazione che viene affidata a Gift Orban: dagli 11 metri è bravissimo il bomber in prestito dall’Hoffenheim, che batte Milinkovic-Savic nonostante il serbo avesse intuito la direzione del tiro. La squadra di Conte resta imbambolata fino all’intervallo, non riuscendo a scuotersi. Chissà che parole avrà usato l’allenatore leccese negli spogliatoi, ciò che è certo è che nella ripresa scende in campo un altro Napoli, molto più determinato e convinto, e gli effetti si vedono subito: Lang impegna Montipò e, sul corner seguente, gran traversone proprio dell’olandese per McTominay, che anticipa l’uscita a vuoto del portiere e dimezza lo svantaggio. I partenopei iniziano ad essere arrembanti in attacco, con ogni situazione che può trasformarsi in un pericolo. Al 72’ i padroni di casa si vedono annullare il primo gol della serata, con Hojlund che riceve dopo un rimpallo favorevole e mette in porta dopo aver toccato il pallone con il polso, seppur involontariamente, nell’immediatezza della segnatura della rete. Passano appena 4 minuti e stavolta è McTominay a farne le spese, con la sua deviazione ravvicinata che viene vanificata da una precedente posizione irregolare di Rrahmani. Tuttavia, all’82’, arriva finalmente il pareggio: ottimo movimento di Marianucci e traversone per Di Lorenzo, che anticipa tutti e segna un gol da bomber, sorprendendo Montipò sul suo palo. Gli azzurri sono riusciti quantomeno a rimontare il doppio svantaggio, anche se sono consapevoli di quanto sarebbe importante ottenere i tre punti: il rischio è quello di farsi coinvolgere troppo e di sbilanciarsi eccessivamente. E, infatti, gli scaligeri vanno vicinissimi al gol-vittoria su situazione di ripartenza al 93’: Bernede sfila il pallone dai piedi di Spinazzola e imbuca per Giovane, che prova a scavalcare Milinkovic-Savic con un pallonetto ma colpisce solo l’esterno della rete. Mezzo passo falso per i campioni d’Italia in carica, che danno la possibilità all’Inter di allungare in serata e di portarsi a +4 prima dello scontro diretto, anche se è da premiare l’atteggiamento che ha consentito ai campani di rimontare due gol di svantaggio; lato Verona, prestazione magnifica da parte di ciascuno, con Zanetti che prepara alla perfezione i dettagli e va vicino a conquistare il bottino pieno su un campo difficilissimo, guadagnando comunque un punto di grande prestigio che può dare un’importante spinta emotiva.
Lazio vs Fiorentina
Alle 20.45 trittico di match: Lazio-Fiorentina, Parma-Inter e Torino-Udinese. All’Olimpico va in scena una partita divertente, tra due squadre in cerca di punti: partono meglio i biancocelesti, che vanno vicini alla rete in più occasioni. La prima, grande chance è per Gila, al 17’: gran corner di Cataldi e incornata del difensore spagnolo, con Fagioli che salva sulla linea. La sfera resta però in zona pericolosa, con Gila che ci riprova: stavolta è Mandragora a salvare, con la palla che incredibilmente non entra in porta. Passano due minuti ed arriva il primo episodio controverso: altro corner e altra respinta della difesa, con Gila che prova a impossessarsi del pallone e ad andare a segnare ma Pongracic glielo impedisce, trattenendolo vistosamente da dietro. Il direttore di gara Sozza non ravvisa alcuna irregolarità, nonostante fosse ben piazzato, ma ancora peggiore è il mancato intervento del var, che lascia colpevolmente correre. La ripresa è pazzesca, forse è addirittura il secondo tempo più emozionante e ricco di colpi di scena del campionato. Al 52’ va in vantaggio l’Aquila: grande aggancio di petto di Cataldi, scavetto per evitare l’arrivo di Fagioli, uno-due con Vecino e gran mancino a incrociare, che non lascia scampo a De Gea. Il vantaggio resiste pochissimo, con il pareggio che è praticamente immediato: passano appena 4 minuti e Fagioli si inventa un filtrante meraviglioso a scavalcare la difesa, con Gosens che addomestica e conclude in diagonale, trovando una rete splendida e tornando a segnare dopo oltre due mesi. Dopo l’inizio incredibile, si calmano un po’ le acque, in attesa di un finale che lascia incollati al televisore. A riscaldare un po’ l’atmosfera è ancora Gila, al 73’: l’ex Real Madrid impatta un altro cross, con De Gea che stavolta deve compiere un salvataggio miracoloso. All’85’ altro episodio chiave, anche questo molto discusso: Gudmundsson va via a Gila e poi cade in area, chiedendo il calcio di rigore. Sozza lascia ancora andare, ma stavolta il VAR Pezzuto lo richiama al monitor: la decisione non è delle più semplici, poiché il contatto sembra molto lieve e anche un po’ ricercato da parte dell’islandese. La decisione finale è, tuttavia, di assegnare il penalty, tra le polemiche del pubblico di casa: dagli 11 metri lo stesso Gudmundsson fa 2-1 con il brivido, con Provedel che arriva sul pallone ma non riesce a respingerlo. Sembra essere finita qui, ma al 94’ altro episodio: Zaccagni viene “placcato” da Comuzzo, con il rigore che stavolta viene assegnato ai capitolini: dal dischetto è infallibile Pedro, che spiazza De Gea e fissa il punteggio sul 2-2. Risultato che rispecchia abbastanza l’andamento del match, con i gigliati che non avrebbero meritato il successo anche a causa delle situazioni dubbie; continua a recriminare la Lazio, con gli episodi che ora iniziano ad essere parecchi.
Parma vs Inter
Al Tardini arriva l’Inter dell’ex Chivu, che lo scorso anno è riuscito a salvare i gialloblu in 13 partite, con un rendimento di alto livello. Nella nebbia di Parma i nerazzurri cercano subito di sbloccare il match, sfruttando il pari di Napoli. La prima chance è al 14’: ottima giocata di Luis Henrique e scarico per Bisseck, che prende la mira e tira fuori dal cilindro una conclusione di precisione di pregevole fattura, su cui Corvi ci arriva con la mano di richiamo e che salva con l’aiuto della traversa. I crociati non si fanno però intimorire dalla pressione interista e, quando possibile, cercano di contrattaccare. La migliore occasione arriva al minuto 29, sul destro di Ondrejka: ripartenza affidata a Valeri, che crossa dall’out mancino: il traversone giunge allo svedese, che, in totale libertà, colpisce l’incrocio dei pali. Passano appena 3 minuti e il Biscione va ancora vicinissimo al vantaggio: palla messa in mezzo da Carlos Augusto e deviazione volante di Pio Esposito, che scheggia la traversa e si perde sul fondo. La Beneamata non riesce a trovare la via del gol, nonostante continui a costruire azioni su azioni. E, al 42’, si stappa l’incontro: cross di Dimarco per Esposito, che in qualche modo favorisce nuovamente il terzino ex della gara: il numero 32 conclude rasoterra, infilando Corvi sul suo palo con una conclusione chirurgica. La ripresa è meno brillante dei primi 45 minuti per entrambe le formazioni, con qualche occasione sparsa: Sucic è l’uomo più pericoloso, che prima impegna Corvi con un bel tiro a giro e poi si divora il raddoppio tutto solo davanti al portiere, con il tiro che si spegne a lato. Nel finale arriva il tanto agognato 2-0: prima Bonny segna il gol dell’ex e non esulta di fronte alla curva parmigiana, con il var che però annulla la rete per fallo di mano di Thuram a inizio azione, poi Thuram, lanciato in campo aperto da Barella, sigla il definitivo gol che chiude i conti. Vittoria pesantissima dei nerazzurri, che si portano a +4 dal Napoli in attesa del Milan e poco prima dello scontro diretto con i partenopei.
Torino vs Udinese
All’Olimpico Grande Torino arriva l’Udinese. I bianconeri tengono il pallino del gioco per larga parte del match, con continue occasioni a spaventare la retroguardia granata: al 17’ Kabasele insacca da pochi passi ma la rete viene annullata per fuorigioco. Si verifica una situazione mai vista prima in Serie A, con l’arbitro Maresca che si prepara all’annuncio a tutto lo stadio: la posizione dell’ex Watford è regolare, tuttavia colpisce il pallone con il braccio immediatamente prima che la palla varchi la linea di porta, per cui il gol viene comunque annullato ma con una motivazione diversa. È Zaniolo l’uomo più pericoloso per i friulani, con due buone chances: prima conlcude a lato di un soffio, poi spreca da posizione più che favorevole. Nella ripresa cambia subito il parziale: grande verticalizzazione di Ekkelenkamp per Zanoli, con l’ex Napoli che mette a rimorchio per Zaniolo, bravo stavolta a non lasciare scampo a Paleari. E all’81’ arriva il raddoppio: assist meraviglioso di Davis per Ekkelenkamp, che con un tocco sotto elude l’intervento di Paleari e deposita in porta. Nel finale, ininfluente la rete di Casadei, che dà una speranza agli ultimi minuti. Gran colpo fuori casa per l’Udinese di Runjaic, che scavalca proprio gli avversari in classifica.
Cremonese vs Cagliari
Il giovedì si apre con Cremonese e Cagliari, che si danno battaglia in un match intrigante. Dopo appena 4 minuti si rompe l’equilibrio: erroraccio di Mina e Vardy riconquista palla, decidendo poi di appoggiare la sfera al tutto solo Johnsen, che non può sbagliare a porta vuota. E al 29’ la storia si ripete: stavolta il rischio se lo prende Luperto, che perde palla a centrocampo con le spalle praticamente scoperte: riconquista Bonazzoli che conduce, servendo poi Vardy sul secondo palo, che approfitta del mancato intervento di Rodriguez e infila Caprile, anche lui non perfetto. Due pasticci rossoblu rischiano di compromettere completamente l’andamento della gara, ma gli uomini di Pisacane cercano di rialzarsi: due conclusioni a giro di Luvumbo mettono preoccupazione alla Cremo, che però ne esce illesa. Nella ripresa l’inerzia del match si inverte dopo appena 6 minuti: uno-due tra Adopo e Borrelli, con l’ex Atalanta che prende la mira e incastra il pallone all’angolino, rimettendo la gara in discussione. E allora il Casteddu cerca di pareggiare, con il 2-2 che sarebbe un ottimo risultato per come si è messa la partita: le chances sono tuttavia poco rilevanti, fatta eccezione per quella di Mazzitelli all’86’, ben respinta da Audero. Quando ormai sembra finita, arriva un guizzo, di un esordiente nella massima categoria: lancio in profondità di Mazzitelli per Yael Trepy, che aggancia con la coscia destra, se la porta avanti con la coscia sinistra e tira all’angolino con il mancino, siglando una rete meravigliosa. Nato il 1° gennaio 2006, il prodotto del settore giovanile non poteva immaginare un debutto più bello, con la sua rete che fa guadagnare al Cagliari un punto fondamentale.
Milan vs Genoa
A chiudere la 19esima giornata c’è il Milan, che affronta il Genoa in casa. Pronti, via e i rossoneri hanno subito una grande occasione, sulla testa di Gabbia: ottimo traversone di Bartesaghi e incornata dell’ex Villareal, con Leali che in qualche modo respinge il tiro. Il forcing meneghino continua, con anche Pavlovic che ci prova, ma la sua conclusione termina sul fondo. Il Diavolo sa di avere una grande opportunità, perché una vittoria significherebbe guadagnare due punti sul Napoli e portarsi a -1 dall’Inter, con lo scontro diretto tra le due concorrenti in programma il prossimo fine settimana. Ma, alla prima vera opportunità, il Grifone colpisce: gran giocata di Malinovskyi, che finta il cross con il mancino e la mette in mezzo con il piede debole per Colombo, bravissimo a prendere posizione e a ribadire in rete seppur in equilibrio precario, siglando il più classico dei gol dell’ex. I rossoneri incassano il colpo e non riescono immediatamente a reagire, trovando una clamorosa chance al minuto 36: sul traversone di Saelemaekers, follia di Norton-Cuffy, che calibra male il retropassaggio con il petto al proprio portiere e lo chiama agli straordinari su Leao. Il pallone resta in area e Fofana è completamente solo: il francese però si coordina malissimo, scivolando a terra e non riuscendo perciò a ribadire in rete da pochi passi. Nel secondo tempo riprende anche l’assalto dei milanesi, ancora più incessante che nell’ultima parte della prima metà: un’enorme occasione è per Pulisic al 58’, che spinge il pallone in porta dopo che Gabbia aveva colpito il palo, ma lo fa toccando la sfera con il dorso della mano, per cui Mariani annulla la rete per overrule dopo il consulto con la sala var. Nel finale, le migliori chances sono per Pulisic, prima di testa e poi di mancino: in entrambe le circostanze Leali è super, bravissimo a sventare il pericolo. Ma è nel recupero che succede di tutto: al 92’ Leao pareggia i conti con un gran colpo di testa e va ad abbracciare Fofana in panchina, ma al 95’ i liguri conquistano un calcio di rigore dopo una splendida percussione palla al piede di Ekhator: Ellertsson viene steso da Bartesaghi, anche se lascia più di qualche dubbio la decisione. Di fatti, Bartesaghi sembra piantare il piede ed Ellertsson si muove verso il difensore, trovando inevitabilmente lo scontro tra le gambe. A mettere tutti d’accordo è Stanciu, che conclude alle stelle sprecando la massima punizione. Mezzo passo falso anche per i rossoneri, che perdono punti in casa e scivolano a -3 dal primo posto.

