Si scrive Dell’Oso, si legge successo: i fratelli del futsal

Dario e Andrea sono tra i segreti del Miglianisport rivelazione. Portiere e difensore, insieme hanno vinto già sei titoli
PESCARA. Dell’Oso, il cognome del successo. Dario e Andrea, fratelli originari di Cepagatti, rispettivamente di 40 e 36 anni, cresciuti a pane e calcio a cinque, hanno festeggiato al Palaroma nei giorni scorsi il loro sesto titolo conquistato insieme sul campo. Oggi difendono la maglia del Miglianisport, in C1. Dario è a Miglianico dalla passata stagione e ha già scritto la storia, vincendo la C2 (e la Coppa di categoria) e alzando la cielo l’ultima Coppa Italia, da primo della classe. Andrea è arrivato il 2 gennaio e, in pochi giorni, ha messo la firma sulla conquista del trofeo.
I due fratelli cresciuti nello storico Montesilvano del presidente Iervolino insieme hanno vinto già 2 campionati di serie B con la Tombesi Ortona (2018/2019 e 2022/2023), due tornei di C1 (Sambuceto 2019/2020 e Civitella Casanova 2015/2016) e due volte la Coppa Italia di C1 (Sambuceto 2019/2020 e Miglianisport). Chi li prende, quindi, è certo di poter lottare per vincere. Dario Dell’Oso è uno dei portieri di futsal più titolati ed esperti d’Abruzzo: in bacheca ha messo - negli anni - lo scudetto e la Uefa Futsal Cup (e una Coppa Italia di serie A) con il Montesilvano da vice Mammarella. Ma anche una promozione in A2 Elite con la Tombesi. Ha vestito anche le maglie di Napoli (A2) e Rieti (A). Vanta anche 4 convocazioni con l’Italia Under 21.
«Il nostro segreto? Impegno e dedizione. Ogni allenamento è come se ci fosse una finale da preparare. L’età è relativa. Fino a quando giocherò? Ragiono anno per anno. E proseguirò fino a quando non mi peserà la borsa. L’obiettivo è giocare una partita con i miei figli... Scherzi a parte, voglio continuare a divertirmi. Mio fratello Andrea? Dà esperienza, solidità difensiva, sapienza tattica. E poi è un uomo spogliatoio unico, se ne trovano pochi come lui. Gli esperti devono essere bravi a inserirsi subito nello spogliatoio: lui ha questa dote». In futuro allenerete insieme? «Magari io sarò il preparatore dei portieri nella sua squadra. A me piacerebbe far crescere i portieri giovani, allenare no».
Qual è il successo più bello ottenuto insieme? «Ogni vittoria è magica, dalla Champions in giù. E vincere con un fratello in campo è ancora più bello, non capita a tutti. Sei titoli insieme? Significa che funzioniamo in coppia. Credo l’ultima vittoria sia stata molto bella, perché inattesa. Ma ogni campionato vinto è stato speciale: io do valore a tutte le vittorie». La dedica - ci mancherebbe - per papà Giancarlo e mamma Franca. «Mio padre c’è sempre, mamma soffre in tribuna. Mia moglie Martina e i miei figli Lorenzo e Gianmarco sempre presenti. Per me e per lo zio».
Andrea Dell’Oso, 36 anni, è un ultimo dai piedi vellutati. Oltre ai 6 titoli ottenuti con Dario, ha vinto la C2 con la Samb, nelle Marche (dai play-off) e l’anno scorso è arrivato primo in B con il Città di Chieti (promozione in A2 sfumata solo per la differenza reti. In passato ha giocato anche con Adriatica Pescara in A2, Colleferro in B, Civitanova (A2 e B), Loreto Aprutino (B) «Sono arrivato al Miglianisport solo il 2 gennaio, il giorno prima della semifinale: sono andato subito in campo e mi sono fatto anche male, ma ho voluto giocare anche uno spezzone in finale. Ora pensiamo al campionato: il 17 avremo il big match contro l’Hatria, che ci segue a 4 punti di distanza».
È mentalità o è Dario che ti spinge sempre a competere? «Giocare con lui è una rottura di scatole! (ride). Scherzo è uno dei pochi portieri che blocca ancora i palloni. E nello spogliatoio è un leader. In semifinale di Coppa è stato decisivo: ai rigori eravamo sotto 3-1. Io segno il quinto, poi loro sbagliano e noi segniamo. Si va a oltranza: Dario calcia a e segna, poi para l’ultimo rigore avversario. Con la sua esperienza, ormai è un’autorità in C1».
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