CHIETI

«Il Chieti calcio non paga per il campo». Il Comune gli revoca la concessione

13 Marzo 2026

L’ente contesta alla società di D’Arcangelo e Di Labio una serie di inadempienze e firma la risoluzione del contratto

CHIETI.

Promettere un calcio da copertina è un esercizio di fantasia che affascina i tifosi e riempie le chiacchiere da bar, ma mantenere gli impegni presi con una città è un mestiere che richiede molto pragmatismo e, soprattutto, i conti in ordine. Il Chieti del patron Altair D’Arcangelo e del presidente Gianni Di Labio sta scoprendo nel modo più ruvido la differenza tra i grandi proclami e la fatica di far quadrare i bilanci di tutti i giorni.

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Mentre la dirigenza parlava di traguardi ambiziosi e di un futuro radioso per la squadra, la cronaca registrava dettagli decisamente meno esaltanti. Un autobus pignorato poco prima di una trasferta, gli incassi del botteghino bloccati alla radice dai creditori in fila e, oggi, un nuovo scivolone: il Comune ha revocato alla società la concessione dell’impianto sportivo di Sant’Anna, mettendo nero su bianco in queste ore la «risoluzione contrattuale in danno».

Per capire le reali proporzioni di questa caduta, bisogna chiarire un aspetto tecnico fondamentale. Quello che il Chieti non ha pagato non è la rata di un banale affitto. Il club aveva ottenuto una vera e propria concessione pubblica. L’ente, in pratica, aveva affidato un proprio bene alla società sportiva chiedendo in cambio la custodia dell’impianto, la manutenzione ordinaria e una formale compartecipazione economica ai lavori di ammodernamento. Erano regole di base, patti chiari firmati dalle parti, che i vertici societari hanno scelto di ignorare punto per punto. Così l’amministrazione comunale si riprende le chiavi e si prepara a chiedere i danni, anche se tutti sanno che recuperare risorse da una cassa già presa d’assalto dai debitori sarà un’impresa al limite dell’impossibile.

Il percorso che ha portato a questo punto inizia il 30 ottobre 2020. In quella data, il Chieti calcio vince la gestione del campo di Sant’Anna per un intero decennio. Gli accordi prevedono che il club si faccia carico di eseguire migliorie per 547.247 euro e versi nelle casse municipali un canone annuo di 1.200 euro. Una cifra simbolica per una società che punta in alto. I rapporti sembrano stabili, tanto che il 14 maggio 2021 il Comune accorda persino una proroga di tre anni, un aiuto concreto per superare lo stallo economico causato dal Covid. La grande occasione bussa però alla porta quando il Chieti entra nel bando finanziato dal fondo nazionale Sport e periferie 2020. Il progetto per mettere a nuovo la struttura è frutto di un’alleanza a tre fra il Dipartimento per lo sport (tramite Sport e Salute spa), il Comune e la stessa società neroverde. L’investimento vale 582.897 euro: lo Stato ci mette quasi il settanta percento, mentre la quota restante spetta al club.

L’avventura parte, ma il motore si spegne quasi subito. Il 31 dicembre 2024 il Chieti effettua il primo versamento: un bonifico da 40.000 euro per far partire i cantieri. È il primo e ultimo sussulto contabile della dirigenza. Da quel momento, scende il silenzio. Il Comune si fa avanti per riscuotere il canone di concessione relativo al 2025: quei 1.200 euro che restano tuttora inspiegabilmente non pagati. A febbraio l’imbarazzo cresce ancora. Dagli uffici parte la richiesta per incassare la seconda quota di compartecipazione ai lavori, ben 67.757 euro, una somma normata nella convenzione con la presidenza del consiglio. Niente da fare. Anche questa richiesta si va a schiantare contro l’assoluta mancanza di risposte di Di Labio e soci.

A fine febbraio la pazienza del Comune si esaurisce definitivamente. Il 26 del mese parte l’ultimatum: o si saldano i conti, o la concessione viene ritirata. L’ente fissa condizioni elementari. Primo: versare i 67.757 euro per i lavori in corso. Secondo: far arrivare in municipio le ricevute del rinnovo della polizza fideiussoria, la garanzia assicurativa basilare per chiunque gestisca un bene della collettività. Terzo, un dettaglio che rende alla perfezione l’idea del momento vissuto dal club: il Comune intima di tagliare l’erba e sistemare i cespugli lungo il recinto dell’impianto. Interventi di minimo, indispensabile decoro.

Le settimane passano, ma la dirigenza non batte colpo. Non versano le quote, non presentano la polizza assicurativa e non si occupano nemmeno della manutenzione. L’amministrazione non può che riprendersi la struttura, stracciando l’accordo del 2020, per subentrare nei pagamenti e salvare i soldi pubblici del cantiere. Ai vertici del Chieti non resta che prendere atto dell’espulsione a partita in corso. Puntavano a conquistare l’olimpo del pallone, si sono ritrovati alla porta per non aver pagato le quote del campo e per non aver tagliato le erbacce.

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