Palmoli

Famiglia nel bosco, è ancora scontro sui test psicologici

Tonino Cantelmi

1 Maggio 2026

Lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente dei Trevallion: «Prove invalide per mille motivi». Interviene l’Ordine

PALMOLI. «I test somministrati dalla psicologa Valentina Garrapetta sono invalidi per mille motivi». Parte da qui la riflessione dello psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della famiglia del bosco di Palmoli, che torna a contestare l’esito della perizia che ha dichiarato «inadeguate» le capacità genitoriale di mamma Catherine Birmingham e papà Nathan Trevallion. Cantelmi fa esempi concreti, riferendosi ai test ai quali sono stati sottoposti i bambini, chiamati anche a disegnare davanti all’ausiliaria Garrapetta: «L’assenza di figure umane nella famiglia immaginaria, sostituita da “casa e stalla degli animali”, viene interpretata come “difficoltà nella mentalizzazione e simbolizzazione delle relazioni familiari” e “meccanismi difensivi di evitamento”. Tuttavia, se la minore vive in un contesto rurale con animali (come suggerito dal contenuto dell’inchiesta della famiglia reale, dove la madre “sta sempre con gli animali” e la minore va “dagli animali la mattina”), la rappresentazione di casa e stalla potrebbe semplicemente riflettere il suo ambiente di vita quotidiano, non una patologia della mentalizzazione».

Cantelmi prosegue: «Ecco un esempio tecnico, forse complesso, ma anche un profano credo potrebbe capirne la portata. Dato che la psicologa non parla inglese e la minore parla inglese, è fondamentale chiedersi se il punteggio di 7/36 rifletta effettivamente il funzionamento cognitivo della minore o piuttosto una mancata comprensione delle consegne. Le matrici progressive colorate sono considerate “non verbali”, ma la somministrazione richiede comunque istruzioni verbali per spiegare il compito. Se queste istruzioni sono state date in una lingua non compresa dalla minore, il punteggio è invalido».

Sulla vicenda della famiglia del bosco è intervenuto di nuovo l’Ordine delle psicologhe e degli psicologi d’Abruzzo: «Nelle valutazioni peritali l’uso di test proiettivi come il disegno della famiglia, dell’albero o della figura umana non avviene mai in modo arbitrario o sulla base di singole interpretazioni isolate. La diagnosi psicologica è un processo articolato che integra colloqui clinici, osservazioni e batterie di test validati». Secondo l’Ordine, «i disegni non servono a misurare la conformità di un soggetto rispetto a una norma sociale, ma sono fondamentali per comprendere la singolarità e unicità di quella psiche. Non è il singolo dettaglio grafico a definire il funzionamento psicologico, ma la convergenza di più indicatori analizzati da professionisti con una formazione ultra-decennale. L’utilizzo dei disegni ha funzione integrativa rispetto a colloqui, osservazioni e altri test».

Il sistema peritale prevede garanzie «di controllo e contraddittorio. Consulenti di parte e magistrati garantiscono che ogni conclusione sia soggetta a verifica e contraddittorio. La decisione del giudice potrà essere appellata e, se si rilevano violazioni deontologiche, i consulenti possono essere segnalati alla commissione disciplinare dell’Ordine di appartenenza».

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