Pillon gioca Padova-Pescara: «Veneti in forma, ma il Delfino ha Insigne»

L’allenatore doppio ex fa le carte alla partita di domani: «Gorgone è stato bravo, ora serve l’ultimo sforzo»
PESCARA. Uno dei doppi ex più apprezzati da entrambe le tifoserie di Padova e Pescara è il tecnico Bepi Pillon. Due esperienze alla guida dei biancoscudati, nel 1997-98 e 2015-16, dopo averci giocato per quattro anni dal 1977 al 1981, e due stagioni sulla panchina dei biancazzurri fra il 2018 e 2019 culminate con una salvezza in B e l'eliminazione in semifinale play off per la promozione in serie A. «Sono rimasto affezionato a queste due piazze che ritengo molto passionali», esordisce il 70enne allenatore di Preganziol.
Pillon, Padova-Pescara sarà come una finale?
«Questa partita non è una finale ma poco ci manca, nessuna delle due può permettersi di sbagliare».
Chi sta meglio in questo momento fra Padova e Pescara?
«Senz'altro il Padova, ma solo perchè ha 6 punti in più in classifica. Ai veneti manca poco per centrare la salvezza, credo un punticino, mentre il Pescara ha già compiuto un mezzo miracolo per come stava messo a fine girone d'andata. Certo, sarebbe un peccato non raggiungere l'obiettivo ma ha in mano il proprio destino, nel senso che non deve dipendere dagli altri risultati almeno per andare ai play out».
Nelle ultime giornate è stato criticato il tecnico Gorgone per qualche cambio sbagliato.
«Quando si subiscono delle rimonte negli ultimi minuti di gioco, e questo è accaduto per tre volte consecutive, si va sempre a caccia di un colpevole. Io dico semplicemente che il Pescara sta pagando qualcosa dal punto di vista fisico ma è assolutamente normale dopo aver recuperato tanti punti di svantaggio. Gorgone è stato bravissimo a rimettere in piedi una nave che stava affondando, ora manca l'ultimissimo step».
Chi potrebbe essere decisivo in questi momenti cruciali della stagione?
«Facile dire gli elementi più esperti. Il Pescara ne ha diversi come Brugman e Insigne che stanno togliendo le castagne dal fuoco, ma anche altri ragazzi come Gravillon e Bettella che erano con me 7 anni fa. Adesso sono cresciuti tanto e possono offrire quel contributo necessario insieme ai compagni più giovani».
Quale fra le dirette concorrenti alla salvezza ha il calendario migliore nelle ultime due giornate di campionato?
«A 180' dal termine non contano gli avversari ma solo e soltanto le motivazioni. Se una squadra si deve salvare, non sta a vedere chi ha di fronte ma gioca con il coltello fra i denti e basta».
Ricorda il 2-2 fra il Padova di Bisoli e il suo Pescara del 2 ottobre 2018?
«Vincevamo 2-0 con i gol di Brugman e Mancuso ed era già iniziato il recupero ma prendemmo due reti assurde, una di Cisco che era all'esordio in B. L'altra con una deviazione di Cappelletti. Peccato, perchè quel risultato ci impedì di salire in vetta alla classifica ma ci riscattammo al ritorno per 2-0».
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