10 gennaio

Oggi, ma nel 1971, in tutta Italia, veniva pubblicato il singolo “La filanda”, versione tricolore rilasciata dall’etichetta discografica milanese Ricordi, con testo di Vito Pallavicini, interpretata dalla trentaduenne “Milva”, al secolo Maria Ilda Biolcati, del successo “É ou não” del portoghese Alberto Fialho Janes, portato alla ribalta dalla regina internazionale del fado: Amália Rodrigues da Lisbona, classe 1920. Con quel cavallo di battaglia la “Pantera di Goro” (nella foto, particolare, immortalata a 28 anni, nel 1967, nello scatto proveniente dall’archivio dell’agenzia LaPresse) conquisterà la Gondola d’oro, il 18 settembre successivo, a Venezia, nell’ambito della settima edizione della Mostra internazionale di musica leggera, nella categoria “Big”, con trasmissione dell'esibizione anche sul Secondo programma dell’emittente di Stato.
Il pezzo “La filanda” aveva nel b-side del 45 giri “Un uomo in meno”, che era l'adattamento italiano della traccia francese “Les Jardins De Marmaris”, scritto da Andrè Popp e da Jean-Claude Massoulier, col testo italiano adattato da Luigi Albertelli. In estrema sintesi il tormentone “La filanda” raccontava, con elevata intensità emotiva, la triste, ma non inconsueta, storia della giovane lavorante di una generica filanda, impersonata da Milva che già vantava il ruolo di paladina dei valori operaisti della sinistra fin dagli anni ’60, che, innamoratasi del figlio del padrone, dopo essere stata inizialmente ricambiata nel sentimento, veniva bruscamente abbandonata. Mollata, incinta, per le differenze sociali tra i due. Ovviamente dopo l'intervento del titolare dell'intrapresa tessile.
E la filatrice sarà costretta non solo a fronteggiare da sola la pesante situazione, con tanto di gravame dato dalla considerazione sociale per l’essere stata comunque scaricata dopo aver in qualche modo tentato la scalata verso un miglioramento della propria condizione, ma anche a dover tornare ben presto a sfacchinare al telaio, spinta dalla necessità raddoppiata per dover sostentare non solo se stessa, ma anche il figlioletto. Una vicenda connotata dai profondi e arcaici contrasti di classe, ma anche densa di coraggio e intrisa di profonda dignità femminile. La canzone verrà ricompresa nel 33 giri di Milva del ’72 intitolato non a caso “La filanda e altre storie”.
Il brano otterrà il più grande riscontro commerciale nella carriera dell’artista ferrarese - nonostante nella classifica dei singoli italici raggiungerà solo la posizione settimanale numero 9 - ed entrerà prepotentemente nella storia musicale del Belpaese. E, il 31 dicembre di quel 1971, “La filanda” si piazzerà al 40° posto nella top 100 nazionale dei singoli -chart che annovererà, in prima piazza, "Pensieri e parole", di Lucio Battisti- stratta tra il numero 39 , "Paranoid", del complesso heavy metal britannico Black Sabbath, e il 41, "Non ti bastavo più", della ragazza del Piper "Patty Pravo", alias Nicoletta Strambelli.
