13 Marzo

13 Marzo 2026

Oggi, ma nel 1959, a Milano, nelle acque della roggia Remartino, a ridosso dell’Idroscalo, veniva rinvenuto, affiorante, il corpo senza vita di Paola Del Bono, prostituta solita frequentatrice di viale Luigi Majno, detta dai residenti la via della perdizione, di 28 anni, strangolata dopo essere stata abbordata: presumibilmente da un seviziatore abituale di “mondane”. La vittima era madre di una bimba di sei anni affidata ad un istituto di suore ed era nuovamente incinta nonché affetta da tubercolosi. Il 23 marzo di quel 1959 si autoaccuserà dell’omicidio, presentandosi spontaneamente in Questura, Roberto Dalla Verde. Quest’ultimo, rispettato e rispettabile ingegnere, torinese di 38 anni, sposato con Emilia Goria da un decennio e con due figli, Paola, di 9, e Guido, di 6, era residente in via Carlo Goldoni e lavorava per una impresa elettrica della città ambrosiana. In reaòtà aveva una doppia esistenza ed era solito frequentare "lucciole" all'insaputa della famiglia. Ma l’1 aprile successivo, ritratterà. E il 18 marzo 1960, in primo grado, verrà giudicato estraneo al delitto e rimesso in libertà da San Vittore. Eppure il fatto di sangue (nella foto, particolare, la notizia riportata sul quotidiano meneghino “Corriere d’Informazione”, del 24 marzo 1959) destava enorme clamore mediatico non solo nel capoluogo lombardo ma in tutto il Belpaese. «L’ultima passeggiata di una “camminatrice”», titolava icasticamente lo stesso giornale di via Solferino il giorno dopo il ritrovamento del cadavere. Anche il processo d’appello, sarà molto seguito. Il 13 novembre 1961 Dalla Verde verrà condannato a 4 anni di reclusione. Pena che, il 6 febbraio 1962, sarà dimezzata. Poi la Corte di cassazione romana opterà per un ulteriore passaggio nelle aule giudiziarie. Quindi, il 28 aprile 1966 verrà ritenuto "non colpevole". Sentenza che verrà confermata il 20 febbraio 1967. Così il sipario scenderà definitivamente sul giallo della squillo Del Bono dopo otto anni di peripezie giudiziarie e cinque contorti processi. E il caso rimarrà comunque senza un colpevole effettivo assicurato alla giustizia.