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Il commentone della 1a giornata di Serie A

24 Agosto 2026

Si ricomincia senza sorprese, con tutte le big che vincono e partono con il piede giusto. Tra le altre, colpi esterni di Cagliari e Lecce, mentre Udinese e Como si dividono la posta in palio

Inter vs Monza

La 125esima edizione del campionato di Serie A si apre con gli anticipi Inter-Monza e Udinese-Como. A San Siro scendono in campo i Campioni d’Italia, che hanno voglia di confermarsi dopo il Double dello scorso anno. Pronti, via e la gara si sblocca subito: Esposito difende benissimo il pallone con il fisico e allarga per Diouf, che punta Birindelli: il francese rientra sul piede forte e vede arrivare con grande convinzione Calhanoglu, che di prima intenzione scarica un missile sotto alla traversa. I nerazzurri iniziano con il piede giusto, ma poi cambia qualcosa: il Biscione cerca di raddoppiare ma pian piano esce fuori il Monza, che riesce a guadagnare campo con il passare dei minuti. E i frutti si vedono: Mout la passa a Varela che, spalle alla porta, fa piede perno su Akanji, si gira e pesca l’angolino con un diagonale perfetto, che vale la parità. Gol stupendo del classe 2005, che si ritaglierà senz’altro parecchio spazio in questa stagione. I meneghini sono un po’ nel pallone e, fino alla fine del primo tempo, faticano a creare pericoli veri e propri, sbagliando molti appoggi e non riuscendo a restare solidi in mezzo al campo. Per Chivu l’intervallo è fondamentale: il tecnico rumeno sistema ciò che non era andato bene nel primo tempo e il risultato cambia immediatamente. Il 2-1 arriva al minuto 48: cross tagliente di Dimarco e respinta non perfetta di Pizzignacco, con Zielinski che si ritrova il pallone tra i piedi e deposita in porta, approfittando dell’errore del portiere. Alla Beneamata serviva il gol, anche per ritrovare quella spensieratezza che le era mancata alla fine dei primi 45 minuti. Infatti, in rapida successione, ecco altri due gol: prima Diouf salta secco un avversario con un doppio passo e appoggia per Esposito, che inganna Pizzignacco con il tacco, poi Bisseck viene favorito da un altro grande lavoro spalle alla porta di Esposito, se la porta sul mancino e calcia senza pensarci due volte, siglando il definitivo poker. Nel finale, da segnalare anche la traversa di Akanji. Inizio scoppiettante dei Campioni in carica, che vincono all’esordio per la settima volta negli ultimi otto anni.

Udinese vs Como

Al Bluenergy Stadium arriva l’esordio stagionale anche del Como di Fabregas, squadra sorpresa dello scorso campionato che ha ottenuto la storica qualificazione alla Champions League. Ma a partire meglio è senza dubbio la squadra di Kosta Runjaic, alla guida dei bianconeri per la terza stagione consecutiva: dopo 15 minuti l’ex Vojvoda va a centimetri dal palo, mentre al 29’ arriva il gol del vantaggio: Gueye smista, Ekkelenkamp imbuca e Kamara realizza, battendo Butez con uno splendido tocco sotto. Doccia fredda per i lariani, che sicuramente non si aspettavano un inizio così aggressivo da parte dei friulani. Sono però le palle inattive a risultare decisive: a fine primo tempo Okoye salva un’incornata di Douvikas con un gran colpo di reni, mentre a inizio ripresa è il greco ad avere la meglio, insaccando da pochi passi una respinta stavolta non impeccabile dell’estremo difensore nigeriano. L’inerzia del match è ora completamente dalla parte dei biancoblu, che provano a completare la rimonta: continua la sfida personale tra Douvikas e Okoye, che stavolta dice di no al vice-capocannoniere della scorsa Serie A con un gran riflesso. Ma è negli ultimi minuti che succede di tutto: all’88’ Bayo si divora il gol-partita, spedendo sopra alla traversa dal limite dell’area piccola, mentre l’ultimissima occasione del match è sulla testa di Jacobo Ramon, che centra in pieno la traversa da corner. Finisce 1-1 tra Udinese e Como, con un punto che fa felici entrambe: i bianconeri fermano in casa una squadra arrembante, mentre i comaschi non perdono nonostante una condizione fisica non ottimale.

Genoa vs Napoli

In serata si giocano Genoa-Napoli e Parma-Cagliari. Al Ferraris inizio non dei migliori dei partenopei, che si rendono protagonisti di parecchi errori tecnici già dai primi minuti: Meret serve Vitinha al 6’, con il portoghese che fa partire un bolide che termina a lato di un soffio. È la migliore occasione di 45 minuti di studio, tra due squadre che non vogliono scoprirsi per evitare di lasciare campo agli avversari. Nella ripresa non cambia il canovaccio tattico del match: qualche conclusione dal limite senza troppe pretese e un assist geniale di McTominay per Hojlund, che però non arriva sul pallone per centimetri. Con il passare dei minuti gli azzurri cercano di alzare i giri del motore per portare a casa i tre punti e, all’82’, riescono a trovare il vantaggio: De Bruyne serve Vergara, che con un colpo di tacco geniale cerca di restituirgliela: Vasquez capisce tutto e intercetta, ma poi il centrocampista belga lo sbilancia da dietro e trafigge Bijlow, con la panchina rossoblu che si rovescia in campo per protestare. Il contatto tra De Bruyne e il capitano del Grifone è proprio al limite, perché l’ex Manchester City si aiuta con l’avambraccio nella riconquista della sfera. Secondo il direttore di gara Di Bello non ci sono irregolarità e la sala var non interviene, giudicando corretta la decisione del fischietto brindisino. Nel finale i padroni di casa si disuniscono e la squadra di Max Allegri riesce a trovare anche il raddoppio: contropiede guidato da De Bruyne, che cerca Lucca a centro area con un cross rasoterra: l’ex Udinese manca l’appuntamento con il pallone ma alle sue spalle arriva Vergara, che firma il 2-0 con la complicità di Otoa. Inizia nel migliore dei modi l’esperienza di Allegri sulla panchina del Napoli, con una vittoria esterna su un campo ostico come quello di Marassi. D’altro canto, le polemiche non si placano neanche nel post partita: De Rossi e il direttore sportivo Lopez non risparmiano pesanti critiche nei confronti di Di Bello, che anche lo scorso anno fu protagonista in negativo nell’incontro tra le due squadre, decidendo di richiamare al monitor l’arbitro Massa per un contatto leggero tra Cornet e Vergara, con ammissione dell’errore da parte dell’AIA per la decisione.

Parma vs Cagliari

Al Tardini subito sfida salvezza, con il Parma di Cuesta che affronta il Cagliari di Pisacane. La prima frazione di gioco è a tinte rossoblu, con il Casteddu che va vicino al gol in tre circostanze: prima ci prova da fuori Daniel Maldini, con il pallone che non gira abbastanza; poi è il turno di Mendy, che, spalle alla porta, prova a girarsi in un fazzoletto, scheggiando il palo; infine arriva anche un pericoloso colpo di testa di Deiola, che termina appena a lato. Nella ripresa la partita è sulla falsa riga del primo tempo, con gli isolani a comandare il gioco e con i crociati a cercare spazi in ripartenza. I rossoblu continuano a rendersi particolarmente pericolosi, con una super occasione al minuto 60: serpentina di Fazzini in mezzo a 5 avversari e gran botta col destro, che Corvi riesce a bloccare grazie all’aiuto del legno, provvidenziale nell’occasione. Il gol del vantaggio sembra ormai nell’aria ed è una perla assoluta: riconquista rapida del pallone da parte del Casteddu e appoggio di Adopo a Romano, che da oltre 30 metri fa partire un mancino fulmineo, sul quale Corvi è esente da colpe. Rete meravigliosa dell’ex Spezia, che all’esordio in gare ufficiali con la maglia del Cagliari si mette subito in mostra. Colpo esterno dei rossoblù, che ottengono tre punti meritatissimi ai danni di un Parma molto deludente, mai minaccioso e poco intraprendente.

Frosinone vs Juventus

La domenica inizia con le sfide Frosinone-Juventus e Venezia-Lecce. Al Benito Stirpe fa l’esordio stagionale la Juventus di Spalletti, con grande voglia di rivalsa dopo la mancata qualificazione alla Champions League dello scorso anno. La Vecchia Signora parte con il piede sull’acceleratore, cercando di sbloccare immediatamente la gara: Bremer di testa non inquadra la porta per poco, mentre al 19’ i bianconeri sprecano malamente: corner di Douglas Luiz, spizzata di Bremer e clamoroso errore sottoporta di Kolo Muani, che da pochi passi calcia incredibilmente sopra la traversa. Passano però 4 minuti e arriva il meritato vantaggio: stavolta i piemontesi la muovono da calcio d’angolo e Conceicao la mette in mezzo per Bremer, che di testa anticipa l’uscita di Palmisani e insacca. Il primo gol stagionale della Juve è di Gleison Bremer, senza dubbio il più pericoloso fino a questo momento. Le Zebre cercano di chiudere la partita già nei primi 45 minuti e costruiscono un’ottima doppia chance al 42’: Kolo Muani cerca un colpo di tacco ma viene schermato, con Kalulu che subentra nell’azione: il terzino francese tenta la conclusione a incrociare, ma un super Palmisani prima si salva con l’aiuto del palo, poi è bravo a immolarsi sulla ribattuta a colpo sicuro di Yildiz. Nella ripresa la gara diventa più divertente: all’opportunità non concretizzata da Conceicao, che da buona posizione sciupa il suggerimento di Celik, risponde Fini, che scalda i guantoni di Vicario con un tiro secco. La squadra di Spalletti è poco concreta negli ultimi metri e questo rischia di pesare particolarmente, sia in questa partita che nel resto della stagione. Nel match in questione, i bianconeri sono molto fortunati nel recupero: corner di Calò e stacco perentorio di Calvani, che colpisce la traversa. C’è ancora lavoro da fare per Luciano Spalletti, perché tenendo le sfide in bilico fino alla fine c’è il rischio di perdere punti contro squadre sulla carta meno strutturate, proprio come il Frosinone. Ad ogni modo, i bianconeri iniziano con una vittoria importante.

Venezia vs Lecce

Anche al Penzo torna la Serie A, dopo due anni dall’ultima volta. Gli arancioneroverdi affrontano il Lecce di Di Francesco, che lo scorso anno ha raggiunto una salvezza al fotofinish ai danni della Cremonese. I lagunari iniziano con il piede giusto davanti ai propri tifosi, andando vicini al vantaggio a più riprese: prima Hainaut sfiora il palo, poi Correia vede annullarsi un gol per fallo di mano nell’immediatezza della rete, infine Falcone è miracoloso su Yeboah, che era riuscito a seminare il panico con la sua velocità. L’occasione più grande del primo tempo è però dei salentini, al minuto 36: corner a rientrare di Gorter e palla che resta in area, con Coulibaly che si impossessa della sfera, si gira sul destro e calcia, centrando in pieno il palo. È una sfida molto divertente, tra due squadre che probabilmente si contenderanno la salvezza a fine anno. Nel secondo tempo il parziale cambia dopo appena 19 secondi: iniziativa laterale di N’Dri, sponda efficace di Coulibaly e destro all’angolino di Gorter, che sigla il primo gol in Serie A all’esordio. La partita cambia inevitabilmente: i Leoni Alati devono spingersi maggiormente nella metà campo avversaria se vogliono ottenere almeno un punto nella prima uscita stagionale. E le occasioni non tardano ad arrivare: Falcone è miracoloso sul colpo di testa ravvicinato da parte di Franjic al 72’, mentre i giallorossi sono poi fortunati 3 minuti più tardi, con il diagonale vincente di Toma Basic che viene annullato per una precedente posizione di offside dell’assistman Haps. Tuttavia, nel momento probabilmente di massima pressione da parte degli uomini di Stroppa, arriva il raddoppio leccese: bel movimento in area di Danilo Veiga e cross perfetto per Tiago Gabriel, che subentra dalla panchina e insacca da pochi passi un regalo solo da scartare. Vittoria di grande importanza per il Lecce, che inizia al meglio il suo quinto campionato consecutivo nella massima serie.

Atalanta vs Sassuolo

Alle 20.45 si affrontano Atalanta-Sassuolo e Torino-Milan. Alla New Balance Arena si sfidano due tecnici molto simili per idee di gioco: da una parte Maurizio Sarri, reduce dalla difficile avventura con la Lazio, dall’altra Alberto Aquilani, che lo scorso anno è andato a un passo dalla promozione in Serie A con il Catanzaro, sconfitto in finale dal Monza di Bianco. Pronti, via e si sblocca subito la gara: Gaetano anticipa Bowie e serve alla perfezione Raspadori, che con il mancino fulmina Muric sul suo palo, siglando il più classico dei gol dell’ex. I nerazzurri cercando di dare immediatamente seguito al vantaggio, provando ad aumentare il margine: è molto attento Muric al 10’, che riesce a coprire il primo palo sul tentativo di Zalewski. Con il passare dei minuti cresce anche la formazione neroverde, prendendo più consapevolezza e cercando di lasciarsi alle spalle un avvio non brillante: Laurienté è il più pericoloso, che chiama all’intervento Carnesecchi su un tiro molto potente ma poco angolato. Nella ripresa gli sforzi degli emiliani vengono premiati, su una situazione quasi casuale: rimessa lunghissima di Doig, Kossounou tenta di allontanarla ma serve inavvertitamente Odenthal, che di testa ripristina l’equilibrio da pochi passi. È una rete che dà tanto morale, mentre la Dea sembra risentirne dal punto di vista psicologico. Infatti, i 10 minuti seguenti sono quasi un assedio: Laurienté e Matic vanno vicinissimi al vantaggio, con entrambe le conclusioni che si spengono alte di poco. È però una disattenzione difensiva a risultare fatale: i neroverdi marcano a uomo a tutto campo, ma un intervento goffo di Macchioni favorisce Krstovic, freddissimo a tu per tu con il portiere. È il montenegrino a risultare decisivo, con la sua rete che taglia le gambe a Matic e compagni, che non riescono a reagire al nuovo svantaggio. Vincono, dunque, gli orobici, mentre il Sassuolo ne esce comunque a testa alta.

Torino vs Milan

All’Olimpico Grande Torino arriva il nuovo Milan di Amorim, che spera di riportare i rossoneri in palcoscenici di primo livello. I primi 45 minuti sono molto interessanti: il Diavolo crea delle ottime trame di gioco ma manca di precisione negli ultimi metri. È già visibile, dunque, l’impronta del tecnico portoghese: nonostante dei nomi non altisonanti e spesso mandati in prestito gli scorsi anni, come Chukwueze e Musah, tutti gli interpreti sembrano già proiettati nei meccanismi di gioco. Primo tempo che si conclude però a reti bianche, senza grandi pericoli. Nella ripresa non cambia il canovaccio tattico del match ma cresce la pericolosità dei meneghini. Al 58’ episodio molto discusso della gara, in area granata: cross di Cissé e tocco con il braccio di Vlasic, in posizione non congrua che aumenta il volume della figura. La decisione però dell’arbitro Zufferli è di lasciar correre e il VAR Mazzoleni tace, anche se l’episodio è destinato a far discutere. Probabilmente questo caso non avrà grande risonanza mediatica per il risultato della gara, che si sblocca di lì a poco, ma il nuovo designatore Orsato dovrà definire delle linee guida il quanto più possibile chiare per evitare ulteriori polemiche in futuro. Come detto, al minuto 64 si stappa la partita: ottimo lavoro in mezzo al campo di Musah e scarico su Rabiot, che dà uno sguardo al centro: il francese sceglie di servire Cissé a centro area, con il classe 2006 che stoppa e piazza in una frazione di secondo, trovando una rete splendida. Esordio sensazionale dell’italo-guineano con la maglia rossonera, con il gol che premia la sua grande prestazione fino a quel momento. E dopo appena 2 minuti arriva anche il raddoppio: stavolta a crossare è Chukwueze e a colpire da pochi passi è Rabiot, che dopo le polemiche per le vacanze prolungate torna con una prestazione da gigante e con lo zampino in entrambi i gol. Nel finale ci prova con molta più convinzione la squadra di Abate, con Njie che prova a trascinare i suoi: il 21enne prima colpisce un palo dopo una bellissima iniziativa personale, poi serve un assist al bacio per Aboukhlal, che fallisce un’occasione d’oro. Nel recupero arriva il gol che dimezza lo svantaggio ma è utile solo per le statistiche: punizione di Gineitis e girata meravigliosa di Adams, che finirà sicuramente tra le reti più belle della stagione. Successo in bello stile per il Milan, mentre il Toro ha ancora molto lavoro da fare.

A chiudere la prima giornata di Serie A le sfide Bologna-Lazio, con grande curiosità per l’esordio in campionato di Gattuso dopo la figuraccia in Coppa Italia contro il Mantova, e Roma-Fiorentina, probabilmente la partita più combattuta del primo turno.

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