calcio

Il commentone della 9a giornata di Serie A

30 Ottobre 2026

La Lazio continua a volare e schianta il Sassuolo, con l'Inter che tiene il passo non senza rischiare contro il Venezia. Restano in scia anche Roma e Como, mentre il Milan perde l'imbattibilità in campionato. In zona salvezza, bel balzo in avanti del Genoa, che vince e convince contro la Juve

Sassuolo vs Lazio

È il primo infrasettimanale del campionato a caratterizzare la nona giornata, con Sassuolo e Lazio che aprono le danze. Così come già visto nelle precedenti trasferte, c’è il tutto esaurito nel settore riservato ai support biancocelesti, che nell’occasione “invadono” Reggio Emilia in addirittura 10 mila: la volontà è di dimostrare vicinanza nei confronti della squadra, senza però fare passi indietro nella protesta contro il presidente Lotito. È una situazione alla quale non sono abituati Zaccagni e compagni, che mai si erano sentiti a casa come in questo momento. Parte dunque fortissimo l’Aquila, che dopo appena 2 minuti trova il vantaggio: Isaksen mette in mezzo un traversone basso che Lipani non riesce ad allontanare, con Taylor che si ritrova il rimbalzo tra i piedi e, con il sinistro, la piazza all’angolino, siglando la seconda rete consecutiva dopo quella al Parma. La partita è però apertissima e, appena 5 minuti più tardi, arriva il pari: ottima sovrapposizione interna di Doig e appoggio a rimorchio per Thorstvedt, che, grazie a una deviazione decisiva, inganna Mandas e ripristina l’equilibrio. I capitolini non vogliono però deludere i propri tifosi e, al 13’, ecco il nuovo vantaggio: giocata meravigliosa di Zaccagni e passaggio intelligente per Isaksen, che di prima intenzione incastra il pallone a fil di palo. Lazio super in questo avvio, che sembra non voler fermarsi: passano 150 secondi e arriva il tris, con Floriani che spinge in porta un cross tagliato del solito Taylor. Il guardalinee alza tuttavia la bandierina ma, dopo un rapido silent check, la rete viene convalidata, con l’ex Cremonese che può così esultare per la prima rete in Serie A. L’episodio chiave del match arriva però al 31’: Zaccagni appoggia a rimorchio e Thorstvedt si rende protagonista di un intervento bruttissimo, con il direttore di gara Zufferli che giustamente lo espelle. Per fortuna il capitano biancoceleste se la cava solo con un grande spavento, nonostante il contrasto avrebbe potuto riportare gravi conseguenze. Ad ogni modo, nonostante l’uomo in meno, i neroverdi hanno un moto d’orgoglio che viene premiato: sventagliata di Laurienté, sponda aerea di Cinquegrano e gran gol di Esposito, che la controlla alla perfezione di petto e trafigge Mandas da pochi passi. Il primo tempo pare che non abbia altre emozioni in serbo, ma non è così: Zaccagni si libera dalla marcatura e colpisce di testa completamente da solo, sfruttando un cross al bacio di Isaksen e battendo l’incolpevole Turati dal limite dell’area piccola. È stato il primo tempo più incredibile del campionato fin qui, con ben 6 gol e anche un cartellino rosso. Ma la ripresa non è da meno: al 47’ Zaccagni conquista un calcio di rigore per fallo di mano di Cinquegrano ma poi si fa ipnotizzare da Turati dagli 11 metri, mentre 8 minuti più tardi Noslin mette a segno il pokerissimo, con una perfetta conclusione a giro dalla distanza. E al 60’ arriva il secondo rigore di serata, stavolta per fallo di Caleta-Car su Isaksen: dagli 11 metri si presenta Frattesi, che neanche in quest’occasione riesce a superare Turati, bravissimo a restare in piedi fino all’ultimo. Poco male per la squadra di Gattuso, che riesce ugualmente a mettere il punto esclamativo definitivo sull’incontro al 65’: Noslin riceve ai 25 metri e, con un missile terra-aria imprendibile, spedisce il pallone all’incrocio dei pali. Vittoria roboante per la Lazio, che può festeggiare con i propri tifosi la vetta della classifica in solitaria, in attesa dell’Inter.

Roma vs Cagliari

In serata si giocano Roma-Cagliari e Torino-Como. All’Olimpico la Roma di Gasp insegue i tre punti per tenere il passo della Lazio e mettere pressione all’Inter, contro un Cagliari in flessione dopo l’ottima partenza. La gara si mette però subito in salita per la Magica: su situazione di corner, Adopo anticipa tutti e colpisce di testa, con il pallone che termina in corner dopo la deviazione di Pisilli. Feliciani non dà il via alla ripresa del gioco e, anzi, viene richiamato a riguardare l’azione al monitor: in esame il tocco del numero 61 giallorosso, che devia il pallone con la mano in posizione non congrua; l’arbitro assegna così la massima punizione e Nzola si presenta sul dischetto: dagli 11 metri è freddissimo l’angolano, che spiazza Gollini e manda il Casteddu in vantaggio. Cambia così la partita della Lupa: c’è molta più aggressività e anche il giropalla è più deciso, con diverse verticalizzazioni per creare scompiglio nella retroguardia rossoblu. E al 15’ ecco subito il pareggio: ottima giocata di Molina e gran cross per Lulli, che sovrasta Obert e ripristina immediatamente l’equilibrio. Il giovanissimo classe 2007 è scatenato e, dai suoi piedi, nascono due azioni molto simili che portano al +1: Soulé imbuca, Mancini gioca da pivot e scarica per il prodotto del settore giovanile giallorosso, che di prima mette in mezzo: e se alla prima occasione Castro non riesce a girare in porta, alla seconda opportunità è bravissimo Pisilli, che si inserisce con i tempi giusti e rimedia all’errore iniziale. La formazione di Pisacane è ferita nell’orgoglio ma non vuole lasciare troppo spazio ai padroni di casa: al 34’ la chance è clamorosa, con Obert che serve perfettamente Adopo ma Gollini si esalta e, sulla ribattuta, Nzola non inquadra lo specchio della porta a causa della deviazione provvidenziale di Lulli. Nella ripresa il match non cambia ma, con il passare del tempo, aumentano le minacce isolane: complice anche l’ingresso di Maldini, che contribuisce a dare brio alla manovra offensiva, i rossoblu si rendono molto pericolosi. E all’81’ è proprio il figlio d’arte a prendersi la scena: il numero 70 riceve a centrocampo, scambia con Obert e infila Gollini sul primo palo, pareggiando così i conti. La rete subita abbatterebbe emotivamente molte squadre, ma non la Roma di Gasperini: dopo appena 4 minuti Ghilardi arriva sul fondo e mette in mezzo un pallone al millimetro sul secondo palo, con addirittura Mora che, di testa, trafigge Caprile. Questo momento è la perfetta immagine del match: Ghilardi si sgancia da braccetto difensivo e si proietta in zona offensiva, mentre a spingere il pallone in porta ci pensa Mora, alto 1,69 metri, che con un colpo non caratteristico del suo repertorio firma il 3-2. E appena 2 minuti più tardi Malen chiude i giochi: l’olandese riceve da Mora in area e, al secondo tentativo, batte un non perfetto Caprile, che non riesce a trattenere la conclusione ravvicinata. Tre punti dunque per i capitolini, non senza brividi ma evidenziando grande carattere.

Torino vs Como

All’Olimpico Grande Torino i granata affrontano il Como, che vuole restare in scia per la lotta alla Champions. Primo tempo scoppiettante, con occasioni da una parte e dall’altra: al gol annullato per fuorigioco a Douvikas rispondono Belghali e Vlasic, con Sanchez che si deve superare per evitare lo svantaggio. Ma al 24’ un errore banale costa carissimo: Ramon tenta di aggirare Fitz-Jim ma perde il pallone, con il centrocampista olandese che poi appoggia a rimorchio per Adams, bravissimo a sfruttare l’occasione con il mancino. Errore da matita blu per il prodotto della cantera del Real Madrid, che complica i piani di Fabregas. Ora i lariani devono spingere con più intensità se vogliono portare i tre punti a casa: inizia una sorta di assedio alla porta del Toro, con diverse occasioni tra primo e secondo tempo. Prima dell’intervallo sono da segnalare due conclusioni, prima di Douvikas e poi di Da Cunha, che si spengono a lato di un soffio. E nella ripresa cresce sempre più la pericolosità: al 54’ Caqueret scambia con Nico Paz in bello stile e poi conclude di potenza, con il suo destro che fa tremare la traversa. I padroni di casa avvertono ora il pericolo e vogliono evitare di chiudersi troppo in difesa: appena 6 minuti più tardi viene pareggiato lo score di legni, con Simeone che anticipa tutti sul primo palo e colpisce la traversa dopo il gran colpo di reni di Sanchez. Tuttavia, nell’ultimo quarto d’ora si gioca solo a una porta: prima Baturina colpisce un’altra, incredibile traversa, poi arriva il meritato 1-1: Nico Paz riceve sulla destra, rientra sul piede forte e disegna una parabola a rientrare meravigliosa, con Ramon che insacca da pochi passi. E all’87’ i biancoblu completano la rimonta: Couto prende il tempo a Patterson e crossa in area, con Paz che svetta in testa a Comuzzo e trafigge l’incolpevole Perri. Nel finale i granata provano un forcing per evitare la quinta sconfitta stagionale ma Vlasic perde un pallone sanguinoso in fase di impostazione: Baturina intercetta, resiste alla carica del capitano dei piemontesi e piazza alla perfezione, mettendo il lucchetto sul match. Terza vittoria consecutiva per il Como, che resta a -5 dal primo posto e continua a raccogliere punti.

Milan vs Bologna

Alle 18.30 di mercoledì si giocano Milan-Bologna, Parma-Udinese e Venezia-Inter. A San Siro il Milan affronta il Bologna di Palladino, completamente un’altra squadra dall’arrivo del tecnico napoletano sulla panchina rossoblu. All’8’ sono proprio i felsinei a trovare il vantaggio: riaggressione ad alta intensità da parte degli emiliani, con Pobega che poi serve Zortea sul fondo: l’ex Cagliari è bravo ad alzare la testa e a servire Mbangula a centro area, che non perdona e firma lo 0-1. Passano però appena 6 minuti ed ecco subito il pari: errore in impostazione di Theate e palla che diventa buona per Cissé, bravissimo a rimanere lucido e a trafiggere Skorupski da pochi passi. Ora i rossoneri attaccano con molta più convinzione e l’atteggiamento ripaga: Tomori arriva in corsa su un pallone vagante al 27’ e offre in mezzo, con sempre Cissé a farsi trovare pronto e a insaccare con una zampata decisiva. Forma strepitosa per l’ex Catanzaro, al settimo gol in 10 presenze tra campionato ed Europa League. Nella ripresa però sono nuovamente i rossoblu a iniziare meglio: al 60’ la sfera rimbalza fortuitamente sul piede di Bartesaghi e termina in porta, con Maignan che non può nulla sulla deviazione amica. È anche sfortunato il Diavolo, che però ha ancora mezz’ora a disposizione per evitare il secondo ko nelle ultime tre partite. La formazione di Amorim è però timorosa e si disunisce di fronte alle difficoltà: passano appena 2 minuti e Miranda serve perfettamente Mbangula, che con il controllo orientato supera Diawara e poi vince ancora l’1 vs 1 con Maignan. I rossoneri non sono più in partita e gli emiliani riescono così ad approfittarne, archiviando la pratica nel finale: Camarda perde palla a centrocampo e dà il via alla ripartenza felsinea, con Odgaard servito sul filo del fuorigioco: il danese alza la testa e serve Mbangula a centro area che, completamente solo, deposita in porta per la terza volta nella gara. Tripletta da urlo dell’ex Juve Samuel Mbangula, che regala i 3 punti al Bologna e riporta i suoi a vincere a San Siro dopo 10 anni; altra sconfitta, invece, per il Milan, accompagnato dai fischi all’uscita dal campo.

Parma vs Udinese

Al Tardini scendono in campo Parma e Udinese, entrambe a quota 4 punti e con gran voglia di riscatto dopo l’avvio non esaltante. Primo tempo prevalentemente di studio tra le due squadre, che temono di scoprirsi troppo: ne esce fuori una partita non esaltante e poco divertente. Nella ripresa cambia però qualcosa; entrambe provano a mettere più cattiveria e le occasioni non tardano ad arrivare: Troilo si rende protagonista di due super salvataggi, prima su Davis e poi su Ekkelenkamp. Nel mezzo, la chance più importante del match: Okoye perde il pallone dalle mani e favorisce il tiro dal limite dell’area piccola sempre di Troilo, con Abankwah che si oppone ma in maniera non lecita; Massa indica il dischetto e Bernabé si incarica della trasformazione: dagli 11 metri calcia però male l’ex Manchester City, tirando a mezza altezza e non riuscendo neanche ad angolare la conclusione, con Okoye che riesce così a riscattarsi. Vince la paura tra crociati e bianconeri, che si dividono la posta in palio grazie al secondo 0-0 del campionato.

Venezia vs Inter

Al Penzo va invece in scena Venezia-Inter, ovvero lo scontro tra le due formazioni agli antipodi della classifica alla viglia della nona giornata: i Campioni d’Italia erano primi al pari con la Lazio, che ha giocato 24 ore prima e ora si trova in vetta in solitaria, mentre gli arancioneroverdi sono stati rigenerati dalla cura Nicola e vogliono cercare di abbandonare l’ultima posizione. I nerazzurri non vogliono arrivare al derby perdendo il primato e cercano di spingere alla ricerca del gol: manca però brillantezza negli ultimi metri, con le occasioni che sono più potenziali che effettive. Al contrario, i padroni di casa non hanno nulla da perdere e giocano con spavalderia, che si tramuta ben presto in ottime opportunità: al 26’ Provedel si distende su un gran tiro da fuori di Akor Adams, mentre al 29’ l’ex Lazio è molto reattivo su una punizione velenosissima di Kike Perez, che cambia direzione a causa della deviazione della barriera: il classe ’94 si esalta con uno splendido colpo di reni e poi viene salvato dal var, che annulla per fuorigioco millimetrico il comodo tap-in di Lauberbach. Ma la chance più importante arriva qualche minuto più tardi, sempre per il tedesco: l’ex Mechelen riceve in area da Helgason ma sbatte su un fenomenale Provedel, che, con l’aiuto della traversa, si oppone miracolosamente sul colpo a botta sicura dell’attaccante avversario. Nel secondo tempo non cambia la partita: Chivu prova a scuotere i suoi all’intervallo alzando i toni e cambiando tre giocatori, ma i risultati non arrivano. Sono sempre i padroni di casa ad avere le occasioni migliori: al 66’ Dimarco si addormenta e favorisce la discesa di Adams, con Busio che viene servito al centro dell’area di rigore ma calcia incredibilmente sul fondo. Al 71’ arriva anche la seconda rete annullata per fuorigioco: Adams viene servito in profondità da Yeboah, salta Provedel e insacca nella porta rimasta completamente vuota, ma la posizione di partenza del nigeriano vanifica tutto. Nel finale accade un po’ quello che è successo nelle ultime giornate dei nerazzurri, con Thuram che cerca di trascinarsi la squadra sulle spalle: il figlio d’arte sfiora l’incrocio di testa su cross di Carlos Augusto al 75’, ma qualche minuto più tardi riesce ugualmente a rendersi decisivo: salta di netto Hainaut e mette in mezzo, con Moreno che cerca di evitare che il pallone raggiunga un avversario ma colpisce male, compiendo uno sfortunato autogol. E qualche minuto più tardi il Biscione raddoppia: su un corner molto teso di Calhanoglu arriva un’altra deviazione sfortunata, stavolta di Halal, che non lascia scampo a Filip Stankovic, consentendo alla Beneamata di tirare un sospiro di sollievo. Vittoria sofferta e non meritata per l’Inter di Chivu, che con due autoreti riesce a portare a casa il bottino pieno; encomiabile, ad ogni modo, l’atteggiamento del Venezia, che con un pizzico di fortuna e precisione in più avrebbe potuto fare risultato contro i nerazzurri.

Genoa vs Juventus

In serata occhi puntati su Genoa-Juventus e Monza-Napoli. Al Ferraris il Genoa affronta la Juventus di Spalletti, reduce da una vittoria contro il Lecce ma ancora non convincente sul piano delle prestazioni. Anche il Grifone è galvanizzato da un successo, nello scontro diretto contro il Venezia, e la ritrovata fiducia si riflette sull’atteggiamento dei giocatori: c’è subito grande aggressività, con il pubblico che è il 12esimo uomo in campo e spinge fin dai primi minuti. E i frutti non tardano ad arrivare: al 12’ Baldanzi si libera sull’out mancino e mette in mezzo un pallone molto invitante, sul quale Osmajic è leggermente in ritardo: sul secondo palo sopraggiunge però Ehizibue, che con il destro batte Vicario grazie alla deviazione decisiva di Cambiaso, che si rende protagonista dell’ennesimo errore da cancellare nell’ultimo anno e mezzo. La Vecchia Signora è mentalmente assente dal match: l’unico ad accendersi a sprazzi è Alajbegovic, che però non riesce a impensierire Bijlow. È proprio da uno strafalcione difensivo che arriva il raddoppio: Kalulu è l’ultimo uomo e Vitinha è a pochi passi da lui. Il difensore francese si rende però protagonista di una follia, provando ad appoggiare il pallone in avanti anziché andare sul sicuro e servire Vicario: avanza così l’attaccante portoghese, che è bravo a favorire poi Baldanzi: l’ex Roma arriva in corsa e beffa Vicario, anche in questo caso tradito da una sporcatura, stavolta di Bremer. Risultato pesantissimo ma giusto per quanto visto finora, con una sola squadra che sembra avere voglia di vincere. Nella ripresa cambia ben poco: Spalletti prova ad alzare il baricentro schierando la coppia Kolo Muani-Woltemade, ma gli effetti non sono quelli sperati. Anzi, i rossoblu giocano senza pressione e la qualità delle azioni migliora nel secondo tempo. L’unico vero tentativo degno di nota arriva addirittura nel recupero, con Koopmeiners: l’olandese batte un calcio di punizione in movimento colpendo benissimo, con la sfera che sbatte sulla parte bassa della traversa, rimbalza sulla linea e poi termina fuori dalla porta, scatenando l’esultanza dei liguri. Super vittoria da parte degli uomini di Daniele De Rossi, che salgono così a quota 10; d’altra parte, è crisi nera per la Juve, con appena 14 punti conquistati in 9 giornate e una contestazione aperta nei confronti della propria squadra. I tifosi chiedono a gran voce il ritorno di Antonio Conte: è difficile dire se il tecnico leccese sia l’uomo giusto, ciò che è certo è che ormai Spalletti è in completa confusione, cercando di stravolgere anche il proprio credo calcistico ma senza riuscire ad ottenere risultati: dal 4-2-3-1 si è passati al 3-5-2 per poi finire con il 3-4-2-1, con la squadra che dopo 9 giornate non è ancora riuscita a trovare dei meccanismi collaudati e una precisa identità.

Monza vs Napoli

Allo stadio Brianteo arriva il Napoli, che affronta un Monza in ripresa. Pronti, via e cambia subito il parziale: Di Lorenzo guida la transizione offensiva e imbuca perfettamente per Hojlund, che parte sul filo del fuorigioco e infila Tornqvist con un preciso rasoterra. I brianzoli non vogliono però arrendersi e cercano di raddrizzare immediatamente il match: prima Ondoa non inquadra lo specchio della porta per millimetri, poi Milinkovic-Savic si arrampica per deviare in corner un gran tiro a giro di Varela. Ma è proprio il classe 2005 portoghese a pareggiare i conti: gran giocata di Robinson e ottima incornata di Varela, che si prende la vetta della classifica marcatori. Nella ripresa i partenopei mettono la freccia: al 48’ Politano approfitta di un errore di comunicazione nella difesa biancorossa e la piazza all’angolino, mentre al 62’ Rafa Marin trova la spizzata giusta sul primo palo e aumenta la distanza a due reti. E 6 minuti più tardi De Bruyne mette il punte esclamativo: filtrante di Lang che affetta in due la difesa e serve il centrocampista belga, bravissimo a beffare Tornqvist facendogli passare la palla sotto alle gambe. Torna a vincere la formazione di Max Allegri, che dà continuità alla bella prestazione di qualche giorno fa contro la Roma e si avvicina alla zona europea.

Frosinone vs Lecce

Giovedì pomeriggio il Frosinone ospita il Lecce di Eusebio Di Francesco, reduce dal ko per 2-0 contro la Juventus tra le mura amiche. I ciociari vogliono continuare a sorprendere e a migliorare sempre di più, non accontentandosi della miglior partenza di sempre nella massima categoria. Avvio splendido dei Canarini, che al 25’ trovano il vantaggio: bello spunto di Ghedjemis e palla perfetta ad altezza dischetto per Cichella, che con un colpo da biliardo incastra la sfera a fil di palo. E agli sgoccioli della prima frazione un doppio episodio risulta decisivo: prima Abisso decide di non punire la trattenuta di Calò ai danni di Gandelman e poi, sul ribaltamento di fronte, il fischietto della sezione di Palermo assegna invece un penalty per fallo di Siebert su Kvernadze. Andiamo con ordine: nonostante in questo campionato venga applicata una soglia di fallo più alta, l’intervento di Calò impedisce a Gandelman la giocata, con l’assegnazione della massima punizione che sarebbe stata corretta; dall’altra parte, invece, sembra troppo leggero il contatto in area salentina, con calci di rigore molto più netti non fischiati nelle ultime giornate. Ad ogni modo, il var resta silente e Calò si presenta sul dischetto: è impeccabile il numero 14, che sale a quota 4 reti in campionato. Nel secondo tempo c’è veramente poco da fare per Falcone e compagni: l’estremo difensore giallorosso evita per ben due volte il terzo gol, che arriva ugualmente al minuto 59: Raimondo allarga di prima intenzione e poi riceve nuovamente da Kvernadze, riuscendo a siglare l’ottavo gol in campionato al pari di Varela. Partita virtualmente chiusa, che però vede altre reti: Birligea mette a segno una bella doppietta, mentre Monteiro sigla il gol della bandiera. Altra, meravigliosa vittoria per i giallazzurri, che restano a 3 punti di distanza dal quarto posto: va elogiato il gran lavoro di Massimiliano Alvini, che sta vivendo la sua migliore stagione in carriera con il Frosinone.

Fiorentina vs Atalanta

A chiudere la nona giornata il posticipo tra Fiorentina e Atalanta. Il primo tempo è molto teso e povero di emozioni, tra due squadre non in gran salute: la viola non ha mai vinto davanti al proprio pubblico, mentre la Dea insegue la quarta vittoria in Serie A. La gara si stappa però al 41’: Gaetano recupera a centrocampo e favorisce De Ketelaere, bravo ad allargare per Zalewski: l’ex Roma e Inter trova il corridoio giusto per servire nuovamente CDK, che non sbaglia il rigore in movimento e sigla così la prima rete in campionato. La sfida si accende improvvisamente: De Gea è provvidenziale su Krstovic un minuto più tardi, poi Pellegrino sfiora la traversa. Nella ripresa cambia però tutto: i gigliati rientrano in campo con una carica diversa e gli sforzi vengono ben presto premiati: al 53’ Njie si defila sul secondo palo e spinge in porta un cross perfetto di Jimenez, mentre al 61’ Joao Mario completa la rimonta, sfruttando la deviazione di Obric che prende in controtempo Carnesecchi. Ma nel finale gli orobici agguantano il pari: altro tocco brillante di De Ketelaere e gran gol di Zalewski, che calcia con forza e precisione sul primo palo lasciando di sasso De Gea. Un punto per parte tra Fiorentina e Atalanta, che non smuove la classifica ma lascia ben sperare per il futuro della stagione.

@RIPRODUZIONE RISERVATA