Il ct: è pazzesco vedere il Ponte Morandi dal vivo

10 Ottobre 2018

GENOVA. Un silenzio surreale, spezzato solo dai colpi di un demolitore al lavoro sulle macerie, ha accolto la Nazionale azzurra di calcio in visita sotto il ponte Morandi, crollato il 14 agosto...

GENOVA. Un silenzio surreale, spezzato solo dai colpi di un demolitore al lavoro sulle macerie, ha accolto la Nazionale azzurra di calcio in visita sotto il ponte Morandi, crollato il 14 agosto scorso provocando la morte di 43 persone. Un omaggio composto alle vittime e ad una città ancora sotto choc. I giocatori sono giunti poco dopo le 17 sulla strada che costeggia il Polcevera e sono sfilati in silenzio per alcune centinaia di metri, senza parlare, con gli occhi puntati verso il lugubre moncone del ponte ancora in piedi. Davanti nel gruppetto l'ex portiere del Genoa Mattia Perin (passato in estate alla Juventus) e l'attaccante della Sampdoria, Gianluca Caprari, al loro fianco Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini, leader 'morali’ dello spogliatoio. Stretti nelle divise d'ordinanza, braccia in conserte, gli azzurri si sono fermati qualche istante davanti alla corona di fiori deposta dalla Figc con il messaggio «Gli azzurri con Genova nel cuore». Poco più in là altri fiori, lasciati dalla Nazionale ucraina che tra poche ore sfiderà l'Italia in amichevole a Marassi. La squadra si è spinta fino a poche decine di metri dal ponte per osservare le macerie ancora presenti. A fare da «guida» Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria che ha organizzato la cerimonia. Tra i volti più segnati dall'emozione spiccava quello del ct Roberto Mancini, che per 15 anni ha vissuto a Genova (dal 1982 al 1997 ha giocato nella Sampdoria). «È davvero pazzesco quello che è successo, molte volte sono passato su questo ponte. Vederlo in tv fa impressione, ma dal vero fa un effetto diverso, è ancora più impressionante. È stato un momento di fortissima emozione», ha detto prima di tornare sul pullman con i giocatori. In mano stringeva la maglietta «Genova nel cuore», donatagli da Toti. All'arrivo a Marassi il ct ha poi incontrato in forma privata i figli delle vittime (a cui la Figc assegnerà una borsa di studio triennale) e gli studenti che vivono nella zona del crollo, tra cui anche alcuni sfollati.