Il Delfino li bocciò, ora i fratelli Ciofani sono primi

Daniel (bomber dei ciociari): «Se segno non esulto». Matteo (il difensore): «Ho tanti bei ricordi»
PESCARA. Si sono formati a Pescara, ma hanno trovato fortuna altrove. Daniel e Matteo Ciofani, fratelli abruzzesi originari di Cerchio, sono i punti di forza del Frosinone. Daniel, 29 anni, è una prima punta vecchio stampo, dotata di buona struttura fisica e senso del gol. Matteo, 26enne, è un laterale difensivo che fa della grinta e del carattere le armi migliori. Dopo una lunga gavetta sono arrivati a giocare in B accumulando una discreta esperienza (Daniel 60 gare e 14 gol, Matteo 92 presenze e 2 reti). Cresciuti nel settore giovanile del Delfino, dopo una separazione di nove anni, la scorsa stagione si sono ritrovati a Frosinone ottenendo la promozione nella serie cadetta. «È una bella emozione tornare a Pescara», afferma Daniel Ciofani, «dove sono cresciuto con Di Mascio, Di Battista e Chiacchiaretta. Feci l’esordio in prima squadra a gennaio del 2005 con Simonelli che non finirò mai di ringraziare. Nella stagione successiva con Sarri non giocai molto (209 minuti totali, una sola presenza da titolare, ndc), però mi tolsi la soddisfazione di realizzare il primo gol in B contro l’Arezzo (1-1 il 25 febbraio 2006, ndc)». Di solito seguono le partite dei figli, ma stavolta mamma Emilia e papà Tonino resteranno a Cerchio. Proprio quest’ultimo ha trasmesso la passione per il pallone. Un giorno, per accontentare i piccoli Daniel e Matteo, tornò a casa con un regalo speciale: una piccola porta da calcio con la rete. I due trascorrevano così i pomeriggi, Matteo faceva i cross e Daniel gonfiava la rete: ecco spiegati i loro ruoli differenti. Il centravanti ha già realizzato oltre 100 reti in carriera e domani proverà a farsi rimpiangere. «In caso di gol non so se esulterò, in fondo ho giocato pochissimo in prima squadra. Le bandiere nel calcio non esistono più, dopo Totti e Del Piero sono quasi scomparse. L’importante è fare risultato. Ho visto varie partite del Pescara: è un avversario tosto. Gli manca qualche punto, spesso è stato punito oltre i suoi demeriti».
Il sogno sarebbe vincere il secondo campionato consecutivo. «Stiamo facendo grandi cose, ma non dimentichiamo da dove siamo venuti». Il Pescara lo perse alle buste in modo beffardo. L’Atletico Roma, grazie al supporto del Parma, mise 222mila euro contro i 211mila del club abruzzese. Matteo, invece, esordì in B a maggio del 2007 con Vivarini e De Rosa. Dopo il prestito al Bitonto, passò a titolo gratuito all’Angolana del presidente De Cecco e del diesse Delli Carri. L’ottimo torneo in serie D attirò l’interesse dell’Ascoli. Per lui sarà la terza volta da ex all’Adriatico. Nei due precedenti confronti con la maglia dell’Ascoli di Castori ha rimediato una sonora sconfitta (1-4 contro il Pescara di Zeman) e una vittoria per 2-1. «Ho grandi ricordi. A Pescara ho conosciuto il mio secondo padre, Cetteo Di Mascio, che mi ha insegnato tanto in campo e fuori. Io e Daniel abbiamo fatto la trafila in biancazzurro e non potrò mai dimenticare quando giocammo titolari in prima squadra contro la Sangiustese nel 2007 in Coppa Italia».
Domani non ci sarà spazio per le emozioni. «Sarà dura, prima o poi il vero valore del Pescara uscirà fuori. Oltre a Maniero che era con me a Terni, dovremo stare attenti a Melchiorri e Politano». (g.t.)
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