Il Delfino non sfonda, la Vastese tiene

15 Gennaio 2024

Pari a reti bianche all’Aragona, recriminano gli ospiti. In appena 250 allo stadio

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VASTESE: Palermo G., Valerio, Cauterucci, Reymond (28’st Sansone), Hernandez, Menna, Santangelo, Sputore, Centorame (20’st Bana), Boito, Sannino. A disposizione: Stanisci, Palermo L., Lonati, Sansone, Falzone, Mariani, Di Genni, Ventrella. Allenatore: Pellicori

FOLGORE DELFINO CURI: Giannini, Lupo, Graziano, Gobbo (37’st Ferrante), Rossi (23’st Bocchio), Pietropaolo, Martella, Scotti, Di Nisio (39’st Napoletano), Olivi, Oddi (34’st Panzera). A disposizione: Costanzo, Sabatini, Corsini, Greco, Andreassi. Allenatore: Bonati

Arbitro: Spadaccini di Chieti
Note: ammoniti Graziano, Lupo, Gobbo, Cauterucci. Spettatori 250
VASTO
Alla fine il risultato è sostanzialmente giusto. Un pareggio che, nella sostanza, accontenta entrambe le formazioni ma che non può fare sorridere più di tanto il Delfino Curi Pescara.
Gli ospiti hanno provato a vincerla la partita, soprattutto nel corso della seconda frazione di gioco.
La Vastese, però, è stata attenta, rischiando il meno possibile in difesa.
Per la squadra di Pellicori, reduce da quattro sconfitte consecutive che sono costate la panchina a Del Grosso, si tratta di un punto che fa classifica e morale. Ma sono diversi i problemi: oltre alla classifica, i pochi spettatori (250) e il pessimo terreno dell’Aragone.
Soprattutto in vista delle prossime due partite di campionato, complicate come non mai, domenica prossima a Casalbordino e la successiva in casa con il Giulianova. Per avvicinare la quota salvezza è chiaro che sarà necessario fare punti, almeno due. Anche se non sarà facile.
La squadra di Bonati, dopo tre vittorie consecutive, è invece costretta a rallentare la propria marcia. Niente di trascendentale perchè un pareggio all'Aragona ci può sempre stare.
Un'ultima considerazione sulle condizioni del terreno di gioco: di fatto, ai minimi termini.
Da anni non si vedeva l'erba dell'Aragona ridotta così male. Qualcosa va fatto. Il prima possibile.
Gaetano Quagliarella
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