Il Delfino punta la vetta con la spinta dell’Adriatico

24 Ottobre 2022

Contro il Cerignola 4.600 spettatori e record stagionale. Domenica c’è la Juve Stabia: torna Brosco

PESCARA. Identità, voglia e spirito di abnegazione: piace e tanto il Pescara targato Alberto Colombo. Secondo successo consecutivo allo stadio Adriatico, cancellato il mezzo passo falso di Giugliano e Catanzaro che resta a + 5 in classifica. Biancazzurri in scia, il distacco in classifica non è colpa degli abruzzesi ma merito di uno straordinario percorso che sta facendo il Catanzaro di Vincenzo Vivarini. Nove vittorie e un pareggio nelle prime 10 giornate, un passo da grande squadra. Il Pescara, che torna al 3° posto dopo la vittoria di ieri del Crotone, avrà il compito di dover mettere pressione in attesa dello scontro diretto di fine novembre.
Stadio bollente. Che il Pescara piaccia e non poco è testimoniato dai 4.600 spettatori presenti nell’ultima gara contro il Cerignola: record stagionale e sono numeri destinati a salire. Il Pescara è la quarta squadra nel girone C per numero di spettatori. Davanti ai biancazzurri c’è il Catanzaro che precede Foggia e Crotone. Dai 4.300 dell’esordio contro l’Avellino ai 4.600 di sabato scorso: il feeling tra squadra e tifosi è oramai acclarato e il presidente Daniele Sebastiani lo ha sottolineato con convinzione. «Loro sono la nostra forza», ha detto il numero uno della società biancazzurra e il merito della squadra è quello di aver ricreato un entusiasmo che mancava da tanto, troppo tempo. Il calendario ora propone la trasferta di Castellammare di Stabia prima di tre gare consecutive in casa. Due di campionato (Gelbison e Messina) precedute dal match del 2 novembre contro il Gubbio di Coppa Italia. Il cammino del Catanzaro impone di provare a fare bottino pieno ma al tecnico Colombo piace ragionare partita per partita ed allora la mente è rivolta al match contro la Juve Stabia.
La concretezza che manca. Dobbiamo ripeterci: l’unico neo del Pescara è che concretizza troppo poco rispetto a quanto produce. Per chi avesse visto i risultati delle ultime due partite casalinghe (3-0 e 2-0) il discorso potrebbe sembrare strano, ma sullo 0-0 contro il Cerignola sono state 4 le palle gol letteralmente sciupate. Se la dea bendata è a favore del Pescara (leggi traversa di D’Andrea sull’1-0), poi passano inosservate, ma alla lunga occorre essere più concreti. Desogus è gioie e dolori: gioca con la sicurezza dei grandi e palla al piede è già da categoria superiore. Poi però (a Potenza e sabato scorso) non conclude in rete palle gol facili facili.
Il fattore centrocampo. Con Palmiero, Mora e Aloi Colombo sembra aver trovato la quadra. Ma Gyabuaa, Crecco e Kraja in panchina sono un lusso: il reparto è la vera arma in più del Pescara. Partito incerottato, il centrocampo abruzzese oggi è forse il migliore della categoria e sa come si vince. Palmiero, Mora e Aloi hanno vinto già campionati da attori protagonisti e vorrebbero ripetersi.
Crescenzi. Sebastiani sabato ha svelato un retroscena in mixed zone a Rete 8. «Crescenzi lo prendevamo anche senza l’infortunio di Pellacani». E il buon Alessandro alla prima partita ha ricordato a tutti chi è Crescenzi. Un terzino che con la C c’entra poco o nulla.
La squadra. Due giorni di riposo per i biancazzurri che torneranno ad allenarsi domani in vista della trasferta di domenica contro la Juve Stabia, con il club campano che ha chiesto alla Lega Pro di giocare alle 12.30 (oggi la risposta). Torneranno Brosco e Milani che hanno scontato il turno di squalifica, andranno valutate le condizioni di Vergani e Crescenzi usciti doloranti sabato scorso ma non dovrebbero esserci problemi. Brosco si riprenderà il posto nel cuore della difesa. Milani? Verrebbe da dire lo stesso anche se come si fa a lasciare fuori un Crescenzi così?
Enrico Giancarli