«Il Delfino è sempre stato un sogno ma al mio Venezia servono punti»

PESCARA. Nell’ultima gara, contro la Cremonese, è rimasto a riposo per farsi trovare al meglio giovedì sera, quando arriverà all’Adriatico con il suo Venezia. La maglia del Pescara è stato sempre un...
PESCARA. Nell’ultima gara, contro la Cremonese, è rimasto a riposo per farsi trovare al meglio giovedì sera, quando arriverà all’Adriatico con il suo Venezia. La maglia del Pescara è stato sempre un suo desiderio, ma, finora, non è mai riuscito a vestirla. Cristiano Del Grosso, 34 anni, giuliese doc trapiantato a Pescara, giovedì sera sfiderà il Delfino. Quasi 18 anni di carriera alle spalle tra serie A e B, militando in club importanti come Atalanta, Cagliari, Spal, Ascoli, Siena e Bari. In questa stagione ha iniziato questa nuova avventura nel Venezia allenato da Pippo Inzaghi, dopo che l’anno scorso aveva centrato la promozione in serie A con la Spal.
Del Grosso, giovedì si torna a casa.
«È sempre bello sfidare il Pescara. Sono nato a Giulianova, ma risiedo a Pescara da diversi anni e la mia famiglia vive lì».
Ha seguito le ultime gare dei biancazzurri?
«Certamente, anche l’ultima contro l’Ascoli».
Che impressione ha avuto?
«I primi venti minuti molto propositivi, ma non ho visto un Pescara frizzante e spensierato».
Il suo Venezia come sta?
«Siamo una squadra quadrata e ben allenata. Facciamo meglio in trasferta rispetto alle gare giocate in casa e contro il Pescara dovremo fare molta attenzione in difesa».
Pippo Inzaghi?
«È un grande lavoratore e ha tanta fame. Zeman qualche tempo fa ha detto che questo Pescara non ha fame di vittorie, ecco, Inzaghi è l’opposto. Ha vinto tanto da giocatore e vuole fare la stessa cosa da allenatore. Ama il bel gioco ed è un grande motivatore».
Se l’aspettava un Delfino così sotto tono?
«Da tifoso mi dispiace tanto, sono sincero. Non mi aspettavo un Pescara così, ma vi dico anche che questa squadra arriverà in alto. Sebastiani è un vincente e difficilmente si farà sfuggire i play off e, poi, diciamocelo, l’organico è competitivo. I giocatori devono scrollarsi di dosso la negatività accumulata nel tempo. Serve solo coraggio e vedrete che questa squadra non si fermerà più. Spero che tutto si aggiusti e che la gente torni in massa all’Adriatico».
Per lei giovedì che gara sarà?
«Emozionante. Sono tifoso del Pescara e per me è una partita molto sentita, visto che vivo da anni lì».
Zeman?
«È un maestro. Ho affrontato Zeman l’ultima volta 5 anni fa, quando allenava la Roma ed io ero a Siena. Vinse la Roma con un gran gol di Destro».
Lei due anni fa è stato vicinissimo all’approdo in biancazzurro, ma anche in estate c’è stato un piccolo abboccamento. Vero?
«Diciamo che ci siamo sfiorati anche la scorsa estate. A me piacerebbe tantissimo chiudere la carriera a Pescara, è un sogno che ho da quando ho iniziato a giocare a calcio. Più ci penso all’approdo in biancazzurro e più questa cosa non accade, quindi, preferisco lasciare perdere. Per me sarebbe il massimo, ripeto, quasi un sogno».
Che gara si aspetta giovedì sera?
«Una gara dura, con un risultato difficile da pronosticare. Speriamo di vincere noi, perché sarebbero tre punti importantissimi in chiave play off. Il Venezia dovrà fare molta attenzione al tridente offensivo e, soprattutto, ai movimenti senza palla». (l.d.m.)
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