Il derby d’Italia è già una partita-chiave

18 Settembre 2016

Allegri parla di «primo snodo scudetto», per De Boer Inter-Juve è una prova d’appello dopo il ko di Europa League

MILANO. Vincere il derby d'Italia per passare indenni il primo «snodo scudetto» del campionato e dimenticare il pareggio con il Siviglia. La Juventus prepara la sfida contro l’Inter consapevole delle difficoltà della partita. Perché i nerazzurri, spiega mister Allegri, «non saranno quelli che hanno giocato contro il Pescara o in settimana in Europa League», ma una squadra che «cercherà di vincere per avvicinarsi in classifica». Ecco perché conquistare tre punti a San Siro sarebbe davvero «un bel colpo». «Ogni volta dite che siamo i favoriti, ma le partite vanno giocate perché la concorrenza è agguerrita», è la filosofia dell'allenatore livornese. Che chiede equilibrio, specie alla vigilia di una sfida delicata come quella contro la squadra di De Boer. «Una partita bella, con il fascino del derby d'Italia - spiega Allegri. Ci sono tre o quattro partite in cui è importante vincere per dare una piega giusta alla stagione, quella di San Siro è una di queste». Allegri partirà da due certezze, la conferma del 3-5-2 e la presenza in campo di Lichtsteiner e Khedira: probabile l'impiego di Pjanic dal primo minuto, anche se difficilmente il bosniaco giocherà da regista, ruolo per cui sono in ballottaggio Lemina e l'ex di turno Hernanes. In attacco probabile la coppia Dybala-Higuain con Mandzukic e Pjaca pronti a subentrare.

Sul fronte nerazzurro, impassibile come sempre l'allenatore Frank De Boer, impermeabile a tutte le critiche che lo hanno travolto dopo la sconfitta contro l'Hapoel Beer Sheva. L’olandese chiede all’Inter di affrontare la Juventus senza paura ma usando la testa e non solo il cuore. Dice di avere la coscienza a posto e chiede tempo ai tifosi: «Quando si è il tecnico dell'Inter c'è sempre pressione. Ma in una, due o quattro settimane non si può cambiare tutto. Io, come gli altri, posso guardarmi allo specchio con onestà e dire che stiamo dando il massimo. I tifosi sanno che ci vuole tempo». Oggi a San Siro ci saranno Zhang Jindong e la delegazione del Suning, con il fresco ricordo dei fischi contro il Palermo. Un altro passo falso non sarebbe né capito e né perdonato e potrebbe segnare per De Boer una svolta negativa.