Il ds Di Toro: torno all’Adriatico dopo 23 anni

21 Ottobre 2022

Il dirigente (frentano) dell’Audace è un ex biancazzurro: «L’ultima volta era il 1999, mi emozionerò»

PESCARA. «Mi emozionerò, non potrà essere altrimenti». Probabilmente Elio Di Toro, 47 anni, direttore sportivo del Cerignola, di scena domani all’Adriatico-Cornacchia, tornerà indietro nel tempo. Con la mente ricorderà l’ultima volta che ha indossato la maglia del Pescara. «Credo fosse il 1999, c’era Galeone. Andai via e da allora non sono più tornato in quello stadio. Sono passati 23 anni». E Elio Di Toro è diventato uno stimato direttore sportivo in C. Le radici sono ben salde nella natìa Sant’Eusanio del Sangro, dove abitano ancora i genitori, ma lui si è stabilito e ha messo su famiglia a Foggia, dove ha giocato per anni. Da dieci anni siede dietro la scrivania: gli piace scovare talenti. Cinque anni a Manfredonia, due a Foggia da responsabile del settore giovanile e questa è la quarta stagione a Cerignola, dove c’è una proprietà che ha portato l’Audace dalla Prima categoria fino ai professionisti. «Sto bene, Cerignola per estensione è la terza città d’Italia. Stiamo portando avanti un progetto di crescita della squadra, abbastanza giovane, e per il primo anno in serie C ci siamo affidati a Pazienza con cui ho giocato a Foggia». E Pescara? «Ci penso da quando sono stati fatti i gironi di serie C, in estate. Penso a quando entrerò in quello che è stato il mio stadio». Non solo. «Sono arrivato a Pescara da Sant’Eusanio del Sangro che avevo 15 anni, è la città in cui sono cresciuto. Ho imparato a vivere. Venivo da un paesino dell’entroterra frentano, mi sono ritrovato in una città a inseguire un sogno che, poi, è diventato realtà. Lì sono cresciuto come uomo e calciatore. Quanti ricordi!». Ad esempio? «Torino-Pescara, a 18 anni, Galeone mi ha fatto esordire in serie A. Ho giocato con tanta gente, tipo Allegri e Massara, oggi sparsa in panchina o dietro la scrivania tra i professionisti». L’Audace Cerignola, in questa prima parte del campionato, è stata l’unica squadra ad aver preso punti con la capolista Catanzaro. «Abbiamo fatto 2-2 in casa», ricorda Di Toro, «il Catanzaro è uno squadrone attrezzato per andare in B. Sono curioso di vedere il Pescara da vicino. Ma mi sembra che la squadra sia forte. Molto forte. Martedì, anche in dieci, ha fatto la partita. Dirà la sua fino alla fine nella lotta per la promozione». Oggi arriva a Pescara con la squadra, domani Elio Di Toro prima di entrare in clima partita tornerà indietro con il tempo per rivedere il film della sua gioventù
Rastelli ad Avellino. Le strade dell’Avellino e di Massimo Rastelli tornano ad incrociarsi. Dopo il corteggiamento estivo, e il forcing degli ultimi giorni, il club biancoverde è riuscito a strappare il sì del tecnico, desideroso di rilanciare la sua carriera proprio sulla panchina che lo lanciò nel grande calcio. Accordo biennale. Prende il posto di Biancolino, tecnico della Primavera in panchina martedì a Viterbo, che a sua volta aveva sostituito l’esonerato Taurino. (r.c.)
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