Il ds Giannitti: Frosinone primo, ma non per caso

«Puntiamo su gente motivata e di prospettiva. All’Adriatico a viso aperto, ma i biancazzurri sono forti»
PESCARA. C’è un abruzzese d’adozione, nato a Nettuno e residente a Celano, dietro il “miracolo-Frosinone”. Si chiama Marco Giannitti, 43 anni, ex portiere, che a Celano è stato prima come calciatore e poi come dirigente. In Ciociaria è sbarcato due anni fa: prima ha conquistato la promozione in B e adesso guarda tutti dall’alto in basso, insieme al Carpi.
Giannitti, Frosinone primo in classifica dopo 13 partite. Tutto come da copione?
«No, assolutamente. Noi eravamo fiduciosi, ma non pensavamo di poter stare lassù in classifica. Probabilmente, stiamo dando qualcosa in più del previsto ed eccoci al primo posto. Che ritengo assolutamente meritato».
Com'è nato il Frosinone, come è stato costruito?
«In base alla passata stagione. Abbiamo confermato la maggior parte del gruppo della promozione in B. Era una promessa della società ed è stata mantenuta. Poi, parlando con il mister, abbiamo cercato di mettere dei giocatori importanti in tutti i ruoli».
Tanti ex giocatori del Pescara e del Celano, solo un caso?
«Sì, ma quelli del Celano li conosco bene perché li ho avuti in passato. Gente motivata, oltre che tecnicamente forte. E comunque negli anni hanno dimostrando di essere importanti per la B e quindi funzionali al progetto Frosinone».
Frosinone primo, con il Carpi, con 22 punti e Pescara quart'ultimo, con il Vicenza, con 13 punti. Dov'è l'errore?
«Non c'è errore. Il campionato di B è lungo. Sono due anni che il Pescara cerca la risalita. Reputo Sebastiani uno dei migliori presidenti della storia del Pescara. In questo momento la classifica dice questo, ma credo che possa risalire in fretta. Non mi aspettavo di trovarlo messo così in classifica, penso che la politica dei giovani sia quella giusta e prima o poi darà i suoi frutti».
Miglior attacco (22 gol come il Carpi) e miglior difesa, il Frosinone funziona come un orologio svizzero.
«In questo momento i numeri dicono questo. La nostra è una squadra che si sacrifica: tutti sono funzionali al progetto del mister».
Qual è l'acquisto di cui va più orgoglioso?
«Raffaele Schiavi (ex difensore del Pescara, ndr), sia come giocatore che come uomo. Si sta rivelando importante in campo e fuori. E' venuto con tanta umiltà e si sta calando bene nella nostra dimensione».
A Lanciano la prestazione più bella della stagione?
«No, a livello tecnico forse la migliore è stata quella contro il Brescia, nella prima giornata. Però, tornando a quel 5-1 del Biondi, tutti pensavano che fossero più i demeriti del Lanciano, ma visto che quella è stata l'unica sconfitta dei rossoneri, beh è più corretto parlare dei meriti del Frosinone».
Quando comincerete a pensare realmente alla serie A?
«A gennaio, forse. La B si divide in due fasi. Vediamo come finiremo il girone d'andata, poi vedremo. Ma dipende anche da quando raggiungeremo quota 50 che ci darà la salvezza matematica».
A parte il Frosinone chi l'ha impressionato in B?
«Il Varese a livello di gioco e di compattezza di squadra».
Che cosa si porta dietro dell'esperienza di Celano?
«Soprattutto, la crescita professionale. Da lì a oggi ho sempre cercato di prendere giocatori di prospettiva e motivati».
C’è tanta attenzione mediatica sul Frosinone.
«Sappiamo chi siamo e che cosa vogliamo. La mentalità resta quella. Poi, l'attenzione mediatica fa parte del gioco e comunque ce la siamo guadagnata con i risultati».
Domenica?
«Noi giocheremo a viso aperto, come al solito. Ma sappiamo che avremo di fronte una squadra forte che ha una classifica bugiarda».
Ritroverà Giorgio Repetto.
«Certo, Giorgio mi fece esordire a Celano in C2. E' stata una persona importante nella mia cartiera. Lo ricordo con affetto e gratitudine».
@roccocoletti1
©RIPRODUZIONE RISERVATA

