Il ds Rossi: «Questo Roseto è una squadra da corsa»

15 Luglio 2019

Il dirigente passa in rassegna i giocatori e ne illustra le caratteristiche

ROSETO. Il Roseto Sharks è primo in classifica: non quella del campionato ma quella del mercato estivo, visto che il club ha già completato il parco giocatori. Quattro chiacchiere con Giacomo Rossi, direttore sportivo sia degli Sharks che della Stella Azzurra, sono il modo migliore per inquadrare il nuovo roster: che Roseto sarà? «Una squadra che correrà molto e non avrà situazioni statiche, che vuole esasperare i concetti visti l’anno scorso e che avrà grandi motivazioni, quelle che fanno la differenza». L’accordo tra Stella Azzurra e Sharks sembra poter guardare ad un futuro più lontano: «Il reclutamento che facciamo con i due club», dice il ds, «è un segnale di continuità. La Stella è stata cercata da altri soggetti per questo progetto, ma siamo qui, insieme, convinti che non potremo competere coi soldi, ma con le idee e l’entusiasmo di una piazza che la scorsa stagione ad un certo punto ci ha aiutato a svoltare. E poi la coerenza di Cimorosi e Norante sul lato Sharks, e di Camponeschi e D’Arcangeli su quello stellino, sono la miglior garanzia del progetto, cose difficili da trovare in un mondo dove basta una palla che entra o esce per cambiare tutto. Qui invece la rotta è ben definita e mi fa pensare bene guardando al futuro». Un progetto solido che riparte dal capitano, l’ala Pierich. «La sua presenza nel gruppo è fondamentale, per questo abbiamo trovato l’accordo in pochissimo tempo. Qui ha trovato una nuova carica, lasciandosi trascinare dall’energia dei ragazzi che sono cresciuti più in fretta grazie alla sua esperienza».
Al secondo anno, ci si aspettano grandi cose dal play Nikolic che, secondo Rossi «è stato per me il miglior difensore del campionato, mentre in attacco pur avendo talento è andato male. Ma ha 19 anni e gli si può concedere l’errore di non esser stato più pronto nell'impatto alla categoria: con un anno di esperienza in più potrà far grandi cose. Il primo straniero non è la classica guardia americana, ma un croato di 17 anni, Leo Menalo. «Un talento sconfinato», a giudizio di Rossi, «uno dei migliori 2002 in giro. Venuto alla Stella nonostante avesse offerte da mezzo mondo, ha l’obiettivo di andare presto in Nba. È un giocatore tecnico, bello da vedere alto 207 centimetri che sa fare il play ma anche il pivot, tenendo conto che può ancora crescere fisicamente. E poi tira con entrambe le mani, sembra di rivedere Tony Kukoc, ma all'esordio potrà aver bisogno dell’aiuto di compagni e pubblico». Per l’altro straniero è stato scelto il pivot Usa Lattin perché, spiega il ds «il coach voleva un lungo che proteggesse difensivamente un’orda di ragazzini che giocoforza commetterà tanti errori, un colosso che però avesse una mentalità pazzesca, buona per reggere all'impatto di giocare in una squadra così giovane. Dal gennaio scorso abbiamo iniziato a lavorare su una lista di 50 nomi, scremando a livello caratteriale prima ancora di guardare all’aspetto tecnico. In attacco va costruito, ma crediamo sia la persona giusta, basti pensare che voleva venire subito in Italia». Una bella scommessa sarà l’ala grande Oliva, che Rossi conosce bene: «Lo avevo reclutato a 12 anni portandolo alla Virtus Siena, è un ragazzo che tecnicamente vale la serie A, ma che ha avuto infortuni seri alle ginocchia. Stare completamente fermo per due mesi a letto gli ha dato una grande motivazione a lavorare per il recupero». E poi ci sono i tre che arrivano dalla serie B: le guardie Ciribeni e De Fabritiis, e il play camerunense Mouaha. «Per i primi due le trattative sono state rapidissime, giocatori che hanno rinunciato a dei soldi pur di venire, ma se avessimo potuto spendere di più li avremmo presi lo stesso». E Mouaha, preso con un triennale quando sembrava perso? «Si è sbloccato tutto quando Cimorosi ha deciso di investire su di lui, iniziando così a porre le basi anche per i prossimi anni. Ha solo 19 anni ma ha un grande futuro davanti». In squadra infine, ci saranno anche la guardia Canka ed il lungo Bayehe, che erano già nel gruppo precedente: «Bayehe è in una forma pazzesca, difensivamente cambia su tutti, e ha preso anche fiducia in attacco; Canka è il gioiello della nostra nazionale, ha 17 anni e deve essere più concentrato nel fare le cose giuste: avranno spazio per far vedere di che pasta sono fatti».
Marco Rapone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.