Il fattore vento: un aiuto a chi lo aveva alle spalle

2 Marzo 2020

È il parere del tecnico della Paganese Erra che spiega così i due volti della gara Campani mai sconfitti in casa ma abbonati al segno X: con quello di ieri sono 8

PAGANI. Ci sono dei pareggi già scritti prima che l’arbitro dia inizio alle danze. Quello del Marcello Torre potrebbe essere uno di questi. C’era una serie di fattori che lasciavano propendere per questo risultato finale. In primis, il momento da cui provenivano le due squadre. Nelle ultime quattro partite il Teramo aveva vinto solo col Rieti, perdendo le altre tre; anche la Paganese era riuscita ad avere la meglio solo sul fanalino di coda due settimane fa, salvo poi raccogliere due sconfitte di fila in trasferta fra Reggio Calabria ed Avellino. Il passettino in avanti in classifica, quindi, stava bene ad entrambe che hanno mosso la graduatoria.
Il Teramo conserva l’ottava posizione, ma avrebbe potuto scavalcare il Catanzaro, nuovamente sconfitto. C’è poi la legge dei grandi numeri. Il Teramo non pareggiava in casa dal 15 dicembre (con il Catania), addirittura dalla settimana prima in trasferta (con la Vibonese). Al Torre la Paganese ha perso una sola volta, col Bari (in tutta la serie C ha fatto meglio solo la Reggiana ancora imbattuta al Mapei Stadium), pareggiando però ben sette volte: otto con lo zero a zero di ieri.
E poi tanti altri fattori, dettati dal campo. A cominciare dal vento, che ha fortemente condizionato la partita. Nel primo tempo Eolo ha soffiato in poppa alla Paganese, che non a caso ha avuto le migliori occasioni. Stupenda la risposta di Tomei dopo neppure un minuto, altre chance sono state cestinate dagli azzurrostellati sul più bello, col Teramo costretto a difendersi senza mai riuscire a ripartire. Nella ripresa, a campi invertiti, ecco che sono stati i biancorossi ad essere più pericolosi, anche se Baiocco solo in una circostanza è stato impegnato severamente (conclusione sporca di Santoro dalla distanza). Il vento ha inciso, come ha confermato anche il tecnico della Paganese, Alessandro Erra: «Noi siamo stati più pericolosi nel primo tempo, anche perché abbiamo giocato col vento a favore. Un fattore che nella ripresa ha sorriso al Teramo, giustamente».
Difficile però ricondurre tutto ad un fattore esterno, come il vento. Anche l’atteggiamento delle due squadre è stato diverso, come se all’intervallo si fossero scambiate le magliette. Nel primo tempo la Paganese ci ha creduto di più, nella ripresa, venute meno le forze fisiche, la squadra di Erra si è abbassata. Di contro, il Teramo ha impiegato qualche minuto di troppo per prendere le misure agli azzurrostellati e poi hanno provato ad essere agevolati dalla presenza di Mungo nella ripresa. Il quarto punto in tre partite raccolto da Cetteo Di Mascio in panchina non restituisce la voce ai tesserati biancorossi. Il silenzio stampa – interrotto dal patron Iachini la scorsa settimana più per vicende extracalcistiche che per altro – è prolungato anche a Pagani. Per cui solo Erra ha potuto commentare lo 0-0, senza troppe emozioni, del Marcello Torre: «Il Teramo l’ho visto bene», le parole dell’allenatore della Paganese, «è una squadra forte, di qualità, con buone individualità. Forse all’inizio non si aspettavano che noi giocassimo a quattro, poi ne è uscita una gara equilibrata». (d.s.)
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