Il Giappone va ko, fa melina e passa per le poche ammonizioni
VOLGOGRAD. Perde, difende la sconfitta con una melina come non si vedeva dai tempi della grande Olanda, e alla fine il piccolo Giappone esulta: va agli ottavi grazie alla strana regola delle...
VOLGOGRAD. Perde, difende la sconfitta con una melina come non si vedeva dai tempi della grande Olanda, e alla fine il piccolo Giappone esulta: va agli ottavi grazie alla strana regola delle ammonizioni a discapito del Senegal. È l'incredibile epilogo del girone H, dove succede tutto in contemporanea e in maniera rocambolesca: la Colombia batte il Senegal 1-0 guadagnandosi gli ottavi ai danni dell'ultima africana rimasta in corsa, la Polonia supera- grazie al gol di Bednarek- con identico punteggio i nipponici. Senegalesi e giapponesi pari in tutto, tranne che per il numero di cartellini: 6 a 4 per gli africani. È la prima volta che accade ai Mondiali che una squadra si qualifichi grazie al fair-play. La storia è stata riscritta a Volgograd, in una partita che ha regalato anche momenti grotteschi, con gli ultimi minuti di non-gioco per evitare di subire sanzioni disciplinari ancor prima che una seconda rete, tra i fischi di tutto lo stadio. I nipponici vanno avanti a fari spenti, rischiando tantissimo, ma soprattutto grazie alla nuova regola Fifa che penalizza chi ha più “gialli”. Così il Giappone fa tesoro di una “fedina disciplinare” meno opaca dei rivali e compie il grande salto fino alla fase a eliminazione diretta.

