Il Giro d'Italia torna a Roccaraso: l’ultimo trionfo fu di Argentin

La carovana rosa torna in Abruzzo dopo tre anni: all'Aremogna, stazione sciistica di Roccaraso, ci sarà il primo arrivo in salita di questa edizione
ROCCARASO. Il Giro d’Italia è pronto a tornare in Abruzzo dopo tre anni di attesa. Domani, ad Aremogna, stazione sciistica di Roccaraso, ci sarà il primo arrivo in salita dell'edizione 2016. Gli uomini di classifica sono chiamati a lanciare i primi segnali significativi sulla strada che conduce alla vittoria finale.
La tappa, di 157 km con partenza da Ponte (in provincia di Benevento), vivrà le fasi decisive con il passaggio da Castel di Sangro e l'inizio della salita conclusiva (17 km alla media del 4,8 per cento). La prima parte dell'ascesa è piuttosto ripida, con un tratto al 12 per cento.
Poi c'è un falsopiano all'altezza di Roccaraso, prima di ricominciare a salire verso il rifugio di Aremogna (1.572 metri di altezza), ai -7 dal traguardo, con pendenze tra il 4 e il 7 per cento. Migliaia gli appassionati che fin dal mattino si posizioneranno ad aspettare i corridori sia nel centro abitato di Roccaraso che sulle rampe finali.
La storia. Il Giro torna nel comune di Roccaraso a distanza di 29 anni. Era il 28 maggio 1987 quando il veneto Moreno Argentin vinse sulle montagne dell'Alto Sangro davanti a Franco Chioccioli e all'olandese Johan Van der Velde. In maglia rosa c'era l'irlandese Stephen Roche, che si aggiudicò poi quell'edizione della Corsa Rosa due settimane più tardi. Tra i sei arrivi a Roccaraso c'è quello del 30 maggio 1980, con il francese Bernard Hinault che trionfò sul varesino Wladimiro Panizza ipotecando la vittoria del Giro d'Italia.
Quattro anni prima, il 29 maggio 1976, il rifugio di Aremogna fu teatro del successo del toscano Fabrizio Fabbri mentre il 27 maggio del 1964 il belga Walter Boucquet si aggiudicò la dodicesima tappa (con partenza da San Benedetto) caratterizzata dallo sfortunato episodio capitato al compianto Vito Taccone. Il "Camoscio d'Abruzzo", scomparso nel 2007, fu raggiunto durante il percorso dalla notizia di un incidente sul lavoro di cui rimase vittima il fratello e, fiaccato dalla preoccupazione, arrivò quarto al traguardo.
Il 15 maggio 1953 Roccaraso celebrò il successo del grande Fausto Coppi; l'anno prima, il 24 maggio 1952, era stato invece il monzese Giorgio Albani a scrivere il primo nome nell'albo d'oro degli arrivi a Roccaraso.
La curiosità. Le sei occasioni che hanno visto Roccaraso come sede d'arrivo di una tappa hanno fatto da prologo anche per la partenza del giorno successivo. Quest'anno, però, la cosa non si ripeterà: la tappa di venerdì, infatti, parte da Sulmona per raggiungere Foligno dopo 211 chilometri.
(g.l.)
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