Il Giro torna in Italia, ma nel 2018 potrebbe partire dal Giappone

INVIATO A CATANZARO. Il Giro è sbarcato in Italia. I voli charter organizzati da Rcs ieri mattina hanno portato in Calabria 10 mila chili di biciclette e componentistica. Poi, dopo mezzogiorno, sono...
INVIATO A CATANZARO. Il Giro è sbarcato in Italia. I voli charter organizzati da Rcs ieri mattina hanno portato in Calabria 10 mila chili di biciclette e componentistica. Poi, dopo mezzogiorno, sono arrivati corridori, tecnici e staff. All’aeroporto di Lamezia Terme centinaia di persone hanno festeggiato i loro beniamini. Il più atteso? Inutile dirlo: Vincenzo Nibali, il simbolo di questa corsa rosa, che prima di salire sul pullman Astana ha posato per foto e firmato autografi. L’Olanda, l’abbuffata di mezzo milione di persone in tre giorni stimata sulle strade da Rcs, è già un ricordo.
Ora le strade italiane decideranno la maglia rosa. Ma l’esterofilia del Giro 2.0 non è affatto finita.
Il business chiama, l’organizzazione risponde. È vero, la “sacralità” del percorso tutto italiano non sarà violata nell’edizione 2017, la centesima, evidentemente destinata a toccare i luoghi simbolo della storia del Belpaese e del ciclismo (partenza dalla Sardegna a 10 anni dal via a La Maddalena?), ma è davvero pronta a cadere, e in modo clamoroso, l’anno successivo. In carovana, infatti, le voci corrono, le squadre che hanno sponsor tecnici giapponesi o pure il nome del Sol Levante (pensiamo alla Nippo di Damiano Cunego) il gran segreto anche lo tengono. Ma quando domande ufficiali vengono inviate all’Unione ciclistica internazionale o vengono interessati consolati e ambasciate... Eccolo allora il piano diabolico di Mauro Vegni&Co., alzare l’asticella, anche nei confronti del Tour de France, sempre una spanna avanti: far partire il Giro 2018 dal Giappone. Sì, dal Giappone, dall’altra parte del mondo. Terra di grandi appassionati di ciclismo, ma anche c con potenzialità economiche fuori dal comune, il Sol Levante, anche in ottica Olimpiadi a Tokyo nel 2020, ha strizzato l’occhio alla corsa rosa. Nell’autunno 2014 i vertici di Rcs erano volati a Tokyo e dintorni per capire le reali intenzioni degli orientali, poi la trattativa, anche grazie ai buoni uffici del manager friulano Enzo Cainero, “mister Zoncolan”, è proseguita sotto traccia, ma sempre più intensamente. Eccolo il piano: 4 tappe in Giappone, nella zona di Tokyo ma anche della ricca prefettura di Shizuoka, una ricchissima zona del Giappone all’ombra del Monte Fuji. Proprio la montagna simbolo di quel Paese, con una salita lunghissima e a tratti molto impegnativa, è il cardine del piano.
Oggi tappa Catanzaro-Praia a Mare. C’è attesa in Abruzzo per l’arrivo di giovedì a Roccaraso (e venerdì partenza da Sulmona).
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