Il gol è una chimera Pescara punito dai soliti errori

Ingenuità imbarazzanti vanificano una buona prova Il Milan fa festa con Bonaventura ed è terzo
Questa volta la prestazione c’è, a differenza di mercoledì scorso. Ma la sostanza non cambia, e così da San Siro il Pescara torna con la terza sconfitta di fila, la quarta nelle ultime cinque partite. Il Milan, grazie al gollonzo di Bonaventura, sale al terzo posto in classifica, mentre i biancazzurri vengono raggiunti a quota 7 punti dall’Empoli (pari con la Roma) in attesa di Cagliari-Palermo di questa sera.
Nel veder giocare il Pescara la sensazione che sia una squadra che litiga con il gol è forte. Il solito tallone d’Achille: errori, sfortuna e poca predisposizione nella conclusione. A volte sembra non ci sia la giusta cattiveria nel cercare la via della rete. Poi, quando sembra cosa fatta ci si mette il baby-prodigio Donnarumma: bravo prima su Memushaj (17’ st) e su Caprari (48’ st). Un peccato, perché il Pescara non demerita al Meazza, ma finisce per pagare a caro prezzo i propri errori, alcuni dei quali davvero imbarazzanti nel secondo tempo. Dal passaggio orizzontale (intercettato) di Mitrita al limite della propria area di rigore, da cui nasce il gol partita, fino allo scontro aereo tra Aquilani e Memushaj che si divorano una ghiotta occasione da rete con la conseguenza che il centrocampista romano è costretto a lasciare il campo anzitempo. Il danno oltre la beffa. Ingenuità a non finire condite da un pizzico di sfortuna visto che Bonaventura, sulla punizione-gol provocata da Mitrita al 4’ della ripresa, fa passare la palla sotto i piedi di Aquilani in barriera. Un gollonzo rivelatosi decisivo. Il Pescara resta in partita fino alla fine, grazie anche ai pali di Niang (43’ pt sullo 0-0) e di Bacca (6’ st sull’1-0), culla il sogno di tornare a casa con un risultato positivo, ma il gol è un incubo. E quando arriva – al 6’ st con Benali e al 34’ st con Manaj – ecco che la bandierina dell’assistente l’annulla per fuorigioco. Solito Pescara, sulla falsariga di quello di Udine. Regge il confronto per mezzora, la prima; ribatte colpo su colpo al Milan con una differenza: i rossoneri tirano in porta, i biancazzurri no, vanno a sbattere sempre sulla linea difensiva avversaria. Eppure per gioco, mentalità e personalità la squadra di Oddo c’è. Però, basta qualche ingenuità per vanificare la domenica milanese.
Un peccato, visto che le dirette concorrenti nella lotta salvezza vanno a punti. Addirittura, il Crotone conquista la prima vittoria in A contro il Chievo.
Domenica all’ora di pranzo (12,30) scontro diretto con l’Empoli, all’Adriatico-Cornacchia, tra due squadre che fanno fatica a trovare la rete. Una beffa nella beffa: il Pescara non è incisivo lì davanti, si nota la mancanza di un centravanti e nell’altra squadra, il Milan, c’è un certo Lapadula confinato in panchina che mette tristezza nel ricordo dei fasti della passata stagione. I rossoneri se la godono: non una grande prestazione, ma quanto basta per tornare a festeggiare la vittoria in una partita giocata la domenica alle ore 15 (l’ultima il 25 ottobre 2015, Milan-Sassuolo 2-1).
Fanno tutto o quasi i biancazzurri a San Siro. La difesa tiene, sia pur aiutata dai legni; a centrocampo Brugman e soci tengono botta; è in attacco che i conti non tornano. La squadra non finalizza per la mole di gioco che produce. E Caprari falso centravanti non è una soluzione, ma un ripiego che tra l’altro finisce per penalizzare il rendimento dell’ex romanista. Nemmeno l’ingresso in campo, nel finale, del centravanti albanese Manaj modifica la sostanza di un’altra giornata amara.
Diversa, però, da quella di mercoledì sera, quando l’Atalanta si è imposta all’Adriatico-Cornacchia, perché questa volta il Pescara ha dimostrato di essere vivo, seppur spuntato. Un segnale importante per chi teme la rassegnazione di un gruppo che rischia di perdere fiducia nell’inseguire il gol come una chimera. La speranza è che un Manaj più pronto fisicamente e il ritorno di Bahebeck riescano a colmare in parte la carenza strutturale in attacco che è talmente palese da risultare stucchevole e monotona.
@roccocoletti1
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