Il gol di Stivaletta non basta Vastese ko tra le polemiche

15 Aprile 2019

Biancorossi al tappeto contro la capolista che ribalta il risultato dopo la rete degli aragonesi. Fatali due rigori per i romagnoli, ma un penalty è inesistente

VASTO. Il rammarico è grande. Com’è grande la delusione per quello che poteva essere e non è stato. Sì, proprio così, perché la Vastese ha accarezzato il sogno di battere la capolista, conquistando la quarta vittoria consecutiva e quei tre punti che le avrebbero garantito la certezza matematica di evitare il pericoloso tunnel dei play out. Così non è stato perché dopo un gran primo tempo dei biancorossi, impreziosito da uno splendido gol di Stivaletta, al terzo centro consecutivo, il Cesena ha risposto con una ripresa di grande spessore, soprattutto dal punto di vista dell’intensità. Anche se poi la capolista è riuscita a ribaltare il risultato solo grazie a due calci di rigore, entrambi trasformati da Alessandro, che si è fatto perdonare l’errore commesso dal dischetto nella gara con il Campobasso. Furenti le proteste della Vastese e del numeroso popolo dell’Aragona: non tanto per il primo rigore (il fallo di Patania su Valeri è stato netto) quanto per il secondo, concesso dal direttore di gara per un fallo di Palumbo su Tortori commesso ben oltre un metro dal vertice sinistro dell’area di rigore biancorossa. L’arbitro Frascara di Firenze aveva assegnato calcio di punizione dal limite ma l’assistente di gara Ferraiolo gli ha fatto cambiare idea, convinto come non mai della sua idea. Le immagini visionate in sala stampa hanno testimoniato che l’arbitro aveva visto giusto e che il rigore non doveva essere assegnato. Peccato perché da quel momento non c’è stata più partita e la Vastese, nonostante la tanta buona volontà, non è riuscita a recuperare lo svantaggio. Questo significa che giovedì pomeriggio, a Castelfidardo, contro il fanalino di coda del girone i biancorossi sono obbligati a fare il pieno per evitare di giocarsi tutto negli ultimi 180’ del campionato contro l’Avezzano e l’Agnonese. La partita è stata bella ed equilibrata dall’inizio alla fine. Il gap con la prima della classe la Vastese lo ha provato a colmare con una gara tanto attenta quanto coraggiosa, nel corso di novanta minuti che hanno appassionato gli oltre 1500 spettatori sugli spalti. A guardare i biancorossi una cosa appare innegabile: da quando in riva all’Adriatico è arrivato Aldo Papagni la squadra del presidente Franco Bolami ha trovato quell’equilibrio che in questo campionato non aveva mai avuto. Il tecnico pugliese, chiamato a “salvare” la squadra in attesa di tempi migliori, ha pensato bene soprattutto a registrare la fase difensiva. Il suo 3-5-2, che in fase di non possesso si trasforma in un impenetrabile 5-3-1-1, sta dando certezze e punti, nove nelle ultime quattro gare, con soli 3 gol subiti, tutti su calcio di rigore. Il Cesena? Grandi nomi, è inutile nasconderlo. Basteranno per vincere il campionato? Probabilmente sì anche perché la sconfitta di ieri del Matelica ha spianato la strada ai romagnoli. All'Aragona, però, l’undici bianconero non è piaciuto a nessuno. Ieri gli equilibri, ad un minuto dal riposo, li aveva spezzati Cristian Stivaletta. Poi, ad inizio di secondo tempo, i due calci di rigore che hanno fatto pesare l'ago della bilancia dalla parte dei romagnoli.
Gaetano Quagliarella
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