Il governo chiede tempo per il via libera alla serie A

Il premier Conte: «Serve qualche garanzia in più per la ripresa del campionato» Decisivo il summit con Gravina e Dal Pino. Il Parma da domani andrà in ritiro
ROMA. «Per avventurarsi a fare una data per la ripresa del campionato bisogna avere qualche garanzia in più che in questo momento non c’è». Con una dichiarazione secca, decisa, il presidente del consiglio Giuseppe Conte sposa appieno la linea del ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora e frena le aspettative del mondo del calcio, che spera proprio nell’intervento di Conte per alleggerire le misure per il ritorno in campo. «Il ministro Spadafora», ha aggiunto Conte, «sta seguendo con attenzione il mondo dello sport, è molto responsabile come tutto il Governo. Bisogna prima capire e aspettare che si realizzino le condizioni per la ripresa del campionato, non solo di calcio, in condizioni di massima sicurezza». Domani i club di Serie A potrebbero invero tornare ad allenarsi, ma in pochi lo faranno. Di certo il Parma, pronto ad andare in clausura nel proprio centro sportivo per riprendere gli allenamenti collettivi. Proprio gli emiliani hanno reso noto che nei giorni scorsi, «due calciatori sono risultati positivi al primo tampone e negativi al secondo. Gli atleti, entrambi in ottime condizioni fisiche e asintomatici, sono stati comunque posti in immediato isolamento». Probabilmente, anche il Sassuolo e la Lazio andranno in ritiro. Quasi tutti gli altri club stanno prendendo tempo per capire se il governo sia disposto ad accettare la richiesta avanzata dalla Figc rivedendo alcune parti del protocollo approvato in settimana.
Nelle ultime 48 ore, su richiesta di diversi club del massimo campionato, sono all’improvviso tornati in discussione alcuni punti fermi accettati dopo una lunga mediazione. Il primo, peraltro proposto dalla stessa federcalcio, riguarda i maxi-ritiri che le squadre devono organizzare per (almeno) le prime due settimane, garantendo l’isolamento completo dell’intero gruppo squadra, formato da calciatori, staff tecnico e tutto il personale necessario, testato con tamponi ed esami sierologici per escluderne la positività al Covid-19 prima dell’inizio degli allenamenti. Il presidente della Figc Gabriele Gravina ha manifestato al Governo le difficoltà incontrate da alcune società per l’organizzazione dei ritiri a causa dell’indisponibilità di strutture e alberghi, da tempo chiusi per l’emergenza sanitaria. Spadafora si è detto sorpreso per le problematiche insorte su una misura proposta dalla stessa Federcalcio, ma ha aperto la porta alla discussione. Al momento i giocatori possono tornare a casa, ma ad una condizione: durante gli allenamenti bisognerà continuare a rispettare il distanziamento sociale, portando avanti, in pratica, il lavoro fatto da molti club negli ultimi dieci giorni.
Per sbrogliare la matassa, probabilmente sarà necessario l’incontro a tre tra il premier Conte, il presidente della Figc Gabriele Gravina e il presidente della Lega Dal Pino atteso tra domani e martedì per risolvere qualche problema e dare slancio alla ripartenza del calcio italiano.
Angelo Caradonna

