Il ko ha il sapore della resa: Juve, è tempo di processi

22 Marzo 2021

Storico successo del Benevento all’Allianz. Paratici: Pirlo e Ronaldo restano

TORINO. Le speranze di scudetto della Juventus rischiano di fermarsi definitivamente contro una neopromossa: il Benevento passa allo Stadium per 1-0, Pippo Inzaghi fa un altro scherzetto alla sua ex squadra da calciatore, dopo il pari dell'andata. La rete della storia arriva a metà ripresa, quando Arthur sbaglia un passaggio in orizzontale e Gaich, argentino di orgine tedesche, non perdona. Una sconfitta che avvicina il momento dell'abdicazione dei bianconeri, dopo nove titoli consecutivi, neppure due settimane dopo l'eliminazione agli ottavi di Champions. Prestazione inguardabile dei bianconeri condannati a vincere per tenere accesa, sulla carta, la fiammella della speranza scudetto, ma nella realtà dei fatti mai convinti di potercela fare. La Juve (ora terza a pari punti con l’Atalanta) non ha mai dato la sensazione di poter sfondare il bunker organizzato di Inzaghi. Sullo 0-1 proteste per un fallo su Chiesa in area. Ma non è certo un episodio a modificare il corso di una gara tra le più brutte degli ultimi anni per la Juve. Nonostante il passo falso, comunque, la società ha fatto sapere che Pirlo e Cristiano Ronaldo non si toccano. E i piani non cambiano, anche se l'obiettivo del decimo scudetto consecutivo per la Juventus si è praticamente dissolto.
Ad anticipare il 'processo’ ha provveduto Fabio Paratici, chief football officer bianconero. «In questi anni abbiamo dato tante gioie ai tifosi, ora è arrivata questa grande amarezza: abbiamo giocato una brutta gara, per tanti motivi, ora dobbiamo abbassare la testa e lavorare». Ma «non è una partita che sposta le nostre idee, andiamo avanti con il nostro progetto e ciò riguarda sia i giocatori che l'allenatore: Ronaldo è il migliore al mondo e ce lo teniamo stretto. Avanti per la nostra strada. Anno di transizione? Alla Juve non esiste, si gioca per vincere sempre: alcune stagioni vanno meglio e altre peggio. In 11 anni abbiamo sempre vinto e cambiato», ha continuato Paratici, «vincendo la gente non se ne accorge, ma noi abbiamo cambiato parecchio per vincere, anche attraverso scelte difficili che hanno portato a costruire i progetti successivi». Pirlo è deluso ma non si arrende: «È una sconfitta che lascia tanto amaro in bocca: abbiamo giocato male dall'inizio alla fine, non ci abbiamo messo voglia e concentrazione e quando non hai l'atteggiamento giusto vai incontro a queste brutte figure»: è la sua analisi. «Sarà più difficile raggiungere lo scudetto, ma il nostro lavoro va avanti e gli obiettivi restano gli stessi», ha aggiunto l'allenatore, «e non ci attacchiamo agli episodi come quello del rigore (per un presunto fallo di Foulon su Chiesa, ndr), è inutile commentarli». Sul suo futuro, il tecnico ripete il ritornello: «L'ho già detto mille volte: io continuo il mio lavoro e poi deciderà la società, a fine anno si tireranno le somme». Pippo Inzaghi, invece, è consapevole di aver scritto un pezzo di storia per il Benevento: «Tra andata e ritorno abbiamo fatto quattro punti contro la Juventus: è arrivata una soddisfazione che rimarrà per sempre, sapevamo che era quasi proibitiva per noi ma abbiamo giocato una partita perfetta e loro non erano nella giornata migliore».
Angelo Caradonna