IL LABIRINTO DEL CALCIO SENZA SOLDI
Si gioca, ma si parla d’altro. Dei soldi che non ci sono. Dell’Inter che dopo aver festeggiato lo scudetto chiede ai giocatori di rinunciare a due stipendi o della Juve che in caso di mancata...
Si gioca, ma si parla d’altro. Dei soldi che non ci sono. Dell’Inter che dopo aver festeggiato lo scudetto chiede ai giocatori di rinunciare a due stipendi o della Juve che in caso di mancata qualificazione alla prossima Champions League rischia di perdere circa 90 milioni di euro a bilancio. Si parla di Superlega e delle sue conseguenze. Della nomina degli ispettori, da parte dell’Uefa, per indagare sul comportamento di Real Madrid, Juventus e Barcellona. Intanto dalla Spagna il potente dirigente Tebas accusa il presidente Fifa Infantino di aver silenziosamente appoggiato l’iniziativa dei grandi club. Di tutto e di più. Tanta confusione che rischia di far perdere d’occhio il problema principale: la necessità di ridimensionare i costi. In Italia sarà fondamentale la riforma dei campionati. È una follia tenere ancora la serie A a 20 squadre. Il calcio professionistico ha bisogno di una cura dimagrante e di nuove normative per regolare un movimento indebitato fino al collo. Si fa un gran parlare del prossimo mercato. Tutti hanno necessità di vendere e di abbassare il monte ingaggi, ma non si capisce chi compra. Non c’è nessuno che può permettersi ulteriori spese. Anche all’estero non si naviga nell’oro, fatta qualche eccezione. Ad esempio il Paris Saint Germain degli sceicchi che rinnova il contratto a Neymar a tre milioni di euro al mese e poi, attraverso il presidente Nasser Al-Khelaifi, prende il controllo dell’Eca che si schiera contro la Superlega e al fianco dell’Uefa intenta, a parole, a tutelare il calcio di base, quello della gente. Un labirinto dal quale è difficile uscire con un’idea chiara per guarire le storture del calcio moderno.
Si è giocato, certo. Ma a tre giornate dalla fine i risultati sono sempre meno imprevedibili e le partite piuttosto scontate. I giochi, classifica alla mano, sembrano ormai fatti. Il Torino perde anche la faccia con il Milan, l’Atalanta va e la Juve si rialza. Sabato c’è Juve-Inter, il passaggio del testimone tra i vecchi e i nuovi padroni della serie A.
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