Il Lanciano a Bologna per fare bella figura

Non c’è Bacinovic: le chiavi del centrocampo passano a Paghera
LANCIANO. Un Bologna che deve difendere a tutti i costi il suo quarto posto e, magari, sperare di guadagnare il terzo, contro una Virtus che vuole chiudere in bellezza la stagione dopo il ko con lo Spezia: la prima dei rossoneri al Dall’Ara è fondamentalmente una sfida tra due squadre che guardano oltre, e che si preoccupano più del futuro che dell’incontro di stasera. Di certo i frentani sono più rilassati: il futuro della squadra di D’Aversa è rimandato al prossimo campionato di serie B, al mercato e alla squadra da costituire in estate. Il futuro dei rossoblù invece è già domani, e per questo l’undici di Delio Rossi chiede di più a questa partita. Il pubblico del Dall’Ara è deluso: dopo l’inaspettata retrocessione sperava nel pronto ritorno in A, soprattutto da quando la nuova proprietà americana ha riacceso gli entusiasmi. I bolognesi sognano, se non di tornare a essere «lo squadrone che tremare il mondo fa», almeno un club competitivo a buoni livelli in Italia. Per il momento, però, devono affrontare dei play off, ai quali non si presentano nella condizione migliore.
Rossi dovrebbe riconfermare quasi integralmente la formazione fermata sul pari a Vercelli, con tre ex rossoneri in campo: Marcel Buchel, Federico Casarini e Gianluca Sansone. Riccardo Improta è destinato alla panchina, dove siederà insieme a Daniele Cacia, perché Rossi è intenzionato a dare fiducia a Matteo Mancosu. L’ex Trapani è stato finora una delle delusioni del Bologna americano, e proprio per questo il tecnico, che da qualche settimana ha sostituito Diego Lopez, punta sulla sua voglia di riscatto. Mancano Luca Ceccarelli squalificato, Daniel Bessa che ha rimediato una contusione durante la rifinitura, Daniele Gastadello che si è operato al ginocchio.
La Virtus onorerà il campionato fino alla fine con una formazione simile a quella che ha affrontato lo Spezia. Per causa di forza maggiore mancherà Armin Bacinovic: lo sloveno si è rotto il naso, e al suo posto giocherà Fabrizio Paghera. È stato convocato Federico Amenta, così come Manuel Turchi, ma difficilmente saranno impiegati, mentre Leonardo Gatto è rimasto a casa infortunato. Neanche Carlo Mammarella sarà della partita, almeno da titolare. È stato tuttavia proprio il capitano a parlare alla vigilia della partenza per l’Emilia, e nell’occasione ha ribadito la volontà dei rossoneri di «chiudere bene, perché manca da tanto la vittoria: il Dall’Ara è uno stadio affascinante, che viene dalla serie A, nel quale non ho mai giocato», ha aggiunto Mammarella, «e se dovessi scendere in campo sarebbe uno stimolo in più, perché potrei non avere occasione di tornarci, nel caso il Bologna dovesse vincere i play off». Il terzino titolare ha inoltre manifestato fiducia in quello che è il suo sostituto naturale, Leonardo Nunzella, quest’anno in campo 9 volte, 4 delle quali da titolare: «Ho sempre detto che si inserisce in quel percorso che cercano la società e il direttore sportivo», ha dichiarato Mammarella, «che è quello di investire e formare una squadra dando continuità a una certa mentalità e a un prototipo di giocatore. Io mi rivedo molto in Leo come caratteristiche e come atteggiamento», ha aggiunto Mammarella, «perché è un ragazzo eccezionale, che per l’impegno che mette negli allenamenti meriterebbe qualcosina in più: è sulla strada buona e spero possa rimanere diversi anni con noi». Mammarella è anche tornato sulla corsa play off sfumata e sulla “questione degli obiettivi”: «Posso assicurare che come scopo, io e i miei compagni, non pensavamo di raggiungere solo ed esclusivamente la salvezza: i giocatori hanno ambizioni, e parlare di un obiettivo o di un altro non cambia il modo di allenarsi e scendere in campo», ha sottolineato il capitano, «di certo non c’è stata una frenata perché qualcuno ha detto di pensare solo alla salvezza».
Andrea Rapino
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