Il Lanciano blinda le fasce con Rigione e Di Matteo

Il teramano Donnarumma e Ferrari del Modena le alternative per l’attacco
LANCIANO. La Virtus Lanciano si aggiudica l’ultima amichevole estiva al Biondi battendo l’Ascoli con un gol di Lanini a inizio ripresa. Da domenica si fa sul serio, con la prima giornata in programma a Vercelli. Nel frattempo oggi una partita non meno importante a Milano: All’Atahotel si chiude (o dovrebbe chiudersi) la sessione estiva del calciomercato, mentre all’Expo si riunisce il consiglio federale della Figc, che deve innanzitutto approvare la deroga che permette di utilizzare lo stadio Biondi fino alla costruzione del nuovo settore distinti.
Lo stesso consiglio federale è pronto a dare l’ok anche al prolungamento del calciomercato, ma è da vedere se lo farà solo per i club interessati dai recenti ripescaggi e retrocessioni a tavolino, oppure tutte le società potranno andare avanti per un’altra settimana. Nel primo caso stasera va risolto quello che al momento è il cruccio principale della Virtus, cioè il portiere: si tenterà fino all’ultimo di convincere il Cagliari a far partire Alessio Cragno (1994), e se non c’è la proroga la Virtus deve mettere nero su bianco entro le 23.
Lo stesso vale per ripiegare sul senegalese del Torino, Lys Gomis (1989); altra alternativa è il ritorno di Simone Farelli (1983), a Lanciano nel 2007-2008 con Checco Moriero in panchina, ora dodicesimo a Latina. Male che vada, per trattare con Pietro Terracciano (1990) del Catania si può sfruttare la deroga della quale usufruirebbero gli etnei. È invece fatta per due difensori che hanno lasciato il Teramo: il centrale Michele Rigione, napoletano classe 1991, che era passato in biancorosso dopo due stagioni al Catanzaro, già in B con il Grosseto; l’esterno sinistro, che può giocare anche a centrocampo, Luca Di Matteo, nato a Pescara nel 1988, che l’anno scorso ha giocato col Teramo e ha una discreta esperienza in B. Oltre alla porta, dopo l’ingaggio di Guido Marilungo, va sistemato l’attacco: in ballo il teramano, ed ex virtussino, Alfredo Donnarumma (1990).
L’alternativa per completare il reparto è Nicola Ferrari (1983) del Modena: ai gialloblù non piace Elio De Silvestro come contropartita tecnica e preferirebbero soldi, ma un’offerta economica dalla Virtus arriverebbe solo in caso di cessione di Antonio Piccolo. Gli emiliani comunque hanno deciso di cedere Ferrari, che sabato non è stato convocato per l’amichevole con la Cremonese. Oltre al mercato in entrata, va completato quello in uscita per sistemare chi non rientra nel progetto tecnico di D’Aversa. La gara con l’Ascoli va subito nel dimenticatoio, anche se qualche importante indicazione tecnica l’ha offerta, a partire da Aquilanti centrale di sinistra: segno che Amenta difficilmente partirà titolare, e che quindi in mezzo alla difesa il ragazzo della 167 farà coppia con Rigione.
Nei primi minuti di gioco la partita offre poco: a catalizzare l’attenzione del pubblico è invece l’arrivo di una cinquantina di ultras ascolani senza biglietto, che si avvicina all’ingresso della curva sud cantando, ma la sortita dei tifosi marchigiani finisce presto e amichevolmente, e poco dopo la mezzora sono tutti nella gradinata nord. In campo non succede granché, mentre il secondo tempo è più vivace del primo. La Virtus, rinnovata per nove undicesimi, sblocca subito il risultato con Lanini lanciato in area da Rozzi. Per gli ascolani comunque è festa grande: alla fine tutti i giocatori sono sotto la curva a lanciare maglie e a inneggiare alla Serie B appena riconquistata.
Andrea Rapino
©RIPRODUZIONE RISERVATA

