Il Lanciano si fa rimontare e battere dall’Avellino

I rossoneri in vantaggio 3-0 e raggiunti nel finale. Decidono i rigori
LANCIANO. Davanti a poco più di un migliaio di spettatori, la Virtus si arrende ai rigori contro l’ Avellino (nella passata stagione tre successi in altrettanti confronti per i frentani), con il punteggio di 14-13 (complice un'infinita serie di penalty, errori dal dischetto dei rossoneri Fioretti e Conti e dell’irpino Visconti). La terza edizione del memorial Guglielmo Maio va dunque agli irpini capaci di rimontare dal 3-0 al 3–3 e poi di aggiudicarsi la lotteria dei rigori.
Indicazioni incoraggianti per D'Aversa e i suoi che, dopo il debutto contro i dilettanti del Fara San Martino, erano al primo vero test, contro una pari grado. Le cose migliori comunque, la Virtus (schierata di nuovo col 3-5-2) le ha fatte vedere in fase di ripartenza, visto che tutte le segnature sono arrivate a conclusione di altrettanti capovolgimenti di fronte. Tra i più attivi l’attaccante senegalese Thiam, autore di una bella doppietta, e il giovane portiere Branescu, decisivo in almeno quattro o cinque occasioni, create dagli irpini. Passati in svantaggio alla mezz'ora, a seguito di un preciso diagonale di Paghera, ben imbeccato da Thiam, servito in contropiede da Branescu. Il colored rossonero festeggia in proprio al 43', sfruttando al meglio un lancio in profondità di Vastola, per poi ripetersi ad inizio ripresa, sempre su imbeccata di Vastola. Dell'ex Comi (doppietta anche per lui) e di Schiavon le reti biancoverdi, arrivate quando entrambe le compagini avevano rivoluzionato i rispettivi schieramenti con l'immancabile girandola di sostituzioni. Poi, i rigori che hanno regalato il trofeo agli irpini in ritiro a Roccaraso.
Adesso lo sguardo è proiettato al mercato, visto che l'organico messo a disposizione del neo tecnico Roberto D'Aversa necessita di svariati ritocchi. Soprattutto a centrocampo (orfano dei vari Buchel, Casarini, Minotti e Germano, rientrati, per fine prestito, nei rispettivi club d'appartenza) e in attacco. Il reparto che dall'addio di Pavoletti stenta a trovare un vero leader. O, per meglio dire, un centravanti da doppia cifra. Potrebbe essere il croato Petkovic, la cui firma è però subordinata al superamento delle visite mediche.
Al momento quindi il reparto non ha altre prime punte, a parte il 19enne Simone Fioretti, aggregato dalla squadra Primavera. Toccherà dunque al ds Leone darsi da fare per provare a chiudere almeno qualcuna delle numerose trattative da tempo avviate. Ad esempio con il Milan, la Fiorentina e l'Atalanta, per altrettante giovani promesse del centrocampo quali Marco Pinato, Leonardo Capezzi e Roberto Gagliardini (che piace anche a Spezia e Perugia), in aggiunta ai 21enni Alessio Vita (Sassuolo) e Sainz Maza (Reggina).
Quanto all'attacco, la Virtus ha nuovamente bussato alla porta del club rossonero chiedendo notizie del 21enne Ezekiel Henty e del 22enne Giacomo Beretta, in alternativa ai quali è sempre alta l'attenzione su Gaetano Monachello (20 anni, del Monaco), sul veronese Pasquale De Vita (20 anni) e sull'atalantino Doudou Mangni (21 anni).
Sulle corsie esterne invece fari puntati sull'ex pescarese (di proprietà della Roma) Giammario Piscitella, classe '93. Tutti ragazzi, insomma, funzionali alla politica del minutaggio, sposata in pianta stabile dalla società, che potrebbe anche decidere di aspettare ancora, per poi piazzare il colpo dell'ultim’ora, come ha del resto fatto nel recente passato.
Tornando alla stretta attualità, mister D'Aversa rivedrà i suoi ragazzi a Roccaraso mercoledì pomeriggio, avendo concesso 48 ore di riposo.
Stefano De Cristofaro
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