Il Lanciano spreca ma conquista il primo punto

3 Giugno 2021

Paravati sbaglia un rigore, poi Di Benedetto la sblocca. Nel finale il Capistrello pareggia con De Roccis

LANCIANO. Pari e patta tra Lanciano e Capistrello, che a dispetto dell’afa estiva, hanno dato vita ad un match tutto sommato godibile. Per i rossoneri, fanalino di coda dell’Eccellenza, è il primo punto stagionale, ma sarebbero potuti essere tre, se l’errore dal dischetto di Paravati e qualche incertezza di troppo non avessero negato loro l’intera posta in palio.
La cronaca si apre con un’occasionissima per i locali con Imperatrice, il cui destro dal limite sfiora il palo al 3’. Al quarto d’ora la replica del Capistrello, che va vicino al gol con un tiro-cross di Lombardo. Al 22’ il Lanciano si morde le mani: tutta colpa di Paravati, che spara alto un rigore concesso per un fallo di mani in area di Silvestri. Al 40’ ci prova Paneccasio, ma sulla sua conclusione si rivela provvidenziale il salvataggio, a portiere battuto, di Cacciotti.
Squadre al riposo, ma nella ripresa passano 22’’ ed il Lanciano è in vantaggio, grazie ad una prodezza personale di Di Benedetto, il cui sinistro si rivela imparabile per Fanti. Al 33’, dopo un lungo periodo di stanca, il pari ospite: autore il neo entrato De Roccis, lesto a ribattere da due passi una corta respinta di Rossetti, sul tiro-cross dalla sinistra dell’inesauribile Lombardo.
I frentani non ci stanno e si riversano in avanti alla ricerca del gol vittoria, sfiorato al 41’ col solito Di Benedetto, che a botta sicura si fa respingere il tiro da Fanti. È l’ultima vera occasione da gol, prima di un acceso finale, che costringeva il direttore di gara a sospendere per qualche minuto il match per calmare gli animi, accesi da un fallaccio, francamente evitabile, commesso dall’appena entrato Fantozzi ai danni di Marra, poi uscito in barella.
«Una buona partita, la nostra», il commento post gara di Peppino Di Pasquale. «Man mano che recuperiamo i vari assenti, le cose migliorano. Certo, nel finale la squadra cala di ritmo non essendo in condizione, ma il fatto di riuscire a tener testa agli avversari è già un buon segnale». Nessun accenno invece alle vicende societarie. Sempre caratterizzate dalle scaramucce a distanza tra la holding americana dei fratelli Pincione e la presidentessa Chiaretti. Ognuna delle parti si dice proprietaria delle quote, frenando così le buone intenzioni di chi (Bresciani e Palombaro in primis) vorrebbe subentrare. «Considerato il caldo e le scarse motivazioni», la chiosa di Vittorio Palleschi, team manager del Capistrello, «non si poteva chiedere di più ai ragazzi».
Stefano De Cristofaro
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