Il Lanciano strapazza il Penne

7 Ottobre 2019

I rossoneri rifilano una tripletta ai vestini e agganciano il secondo posto. Doppietta di Miccichè

LANCIANO. Dopo tanti piccoli passi in avanti, stavolta il Lanciano fa un balzo. Non tanto per il risultato in sé, ma per come è maturato questo 3-0 sul Penne, che sulla carta doveva essere un avversario meno abbordabile rispetto ai precedenti. Invece i rossoneri fanno un sol boccone dei vestini, subiscono pochissimo ed escono dal campo con un risultato che rispecchia l’andamento della gara. Gli altri successi dei frentani erano arrivati soprattutto grazie a invenzioni dei singoli, lampi nell’opacità della prestazione generale collettiva. Ieri, invece, si è visto ben altro Lanciano: gioco organico e convincente in ogni reparto, ottima gestione della partita, possesso palla, scambi di posizione tra gli attaccanti che disorientano la difesa, nessuno spazio lasciato negli ultimi metri agli avversari. Insomma, s’è vista una squadra d’alta classifica.
Poi, come ogni squadra d’alta classifica che si rispetti, sono arrivate anche le stoccate dei fuoriclasse: come ad esempio Micciché, che orchestra il contropiede concluso col terzo gol, che chiude la partita.
Ad aiutare la maturazione dei frentani è, inoltre, il gol lampo: passano meno di due minuti e Natalini di testa, lasciato colpevolmente solo, mette alle spalle di D’Amico un traversone di De Santis. Il Penne sbanda, non reagisce, e i padroni di casa sfiorano più volte il raddoppio: al 14’ Shipple se ne va tra D’Intino e Checchia, e serve a Micciché la palla che il 7 rossonero non riesce a deviare come vorrebbe; Micciché sfiora il raddoppio al 16’ e al 22’, e tra le due occasioni D’Amico alza sulla traversa una deviazione involontaria di un compagno di squadra. Il 2-0 arriva al 27’, con un’azione simile al primo gol di Micciché a Montesilvano: triangolazione molto larga con De Santis, Micciché si va a riprendere palla davanti a D’Amico e segna, stavolta sul primo palo.
Il Penne produce poco o nulla: qualche traversone, una manciata di corner e lanci infruttuosi. È, anzi, da una leggerezza dei rossoneri che arriva l’azione più pericolosa degli ospiti. Al 36’ Sassarini si fa soffiare palla a ridosso della propria area, Leccese va ad affondare ma, complice anche il recupero della difesa, finisce tutto con un tiro innocuo e debole lontano dalla porta. Iodice prova a cambiare qualcosa a livello tattico, ma i risultati non arrivano. Probabilmente i biancorossi scontano pure l’assenza di Cacciatore, preziose rifinitore negli ultimi metri. Ma l’undici ospite gira male un po’ dappertutto. Così dopo l’intervallo è ancora Lanciano, con Gragnoli che, tra una sportellata e l’altra, trova il tempo per andare due volte al tiro: al 5’ su punizione e al 25’ su azione, e in entrambi i casi impegna D’Amico nella respinta di pugni. A dieci minuti dal 90’ cala definitivamente il sipario: i vestini perdono palla in attacco, Micciché parte in contropiede e serve Sardella al limite dell’area, il portiere si distende per intercettare il rasoterra, e sulla palla arriva Micciché, che a porta vuota firma la seconda doppietta e la sesta marcatura con la maglia del Lanciano.
Al 46’ un tiro telefonato di Pollini finisce tra le braccia di Forti, che viene così chiamato per la prima volta in causa con una conclusione nello specchio. Poco per impegnare quella che finalmente è sembrata una squadra degna del proprio blasone e in grado di fare un campionato di vertice.
Andrea Rapino
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