Il Lanciano va a sbattere sul bunker del Vicenza

Ancora un pari, ma nella ripresa i rossoneri sono spesso pericolosi
LANCIANO. Peccato per i venti minuti di fuoco con i quali la Virtus Lanciano inizia il secondo tempo: aggredisce, preme e attacca, ma non riesce a trovare lo spunto decisivo. Il Vicenza porta così a casa un punto, meritato sicuramente per quanto visto fino al 45', ma di fronte a una Virtus che nella ripresa avrebbe ampiamente meritato di conquistare il bottino pieno. Il tecnico rossonero, Roberto D’Aversa, lascia intatti l'attacco e la difesa che hanno conquistato il pareggio a Trapani. Gli unici cambi sono a centrocampo, dove D'Aversa restituisce fiducia a Bacinovic dal primo minuto in cabina, e fa esordire Crecco titolare. Il giovane scuola Lazio è uno dei più vivaci in avvio di gara: corre, copre, crossa e tenta il tiro sotto gli occhi del selezionatore dell'under 21 Luigi Di Biagio. Il versante sinistro, forte dell'apporto di Mammarella e Di Francesco, è anche quello più autorevole dello scacchiere rossonero, almeno in avvio di gara. Inizialmente i padroni di casa cercano di fare qualcosa di più in fase di impostazione. Tuttavia è il Vicenza a rendersi più pericoloso: la squadra di Marino è sempre insidiosa nelle ripartenze, ma, tra un liscio di Raicevic al 24' e una scivolata provvidenziale di Amenta al 13', si perde negli ultimi metri. E quando serve Aridità è pronto a metterci una pezza. Il primo tempo sostanzialmente le due squadre se lo dividono: dopo una prima fase di studio, con la Virtus leggermente più manovriera, i biancorossi guadagnano campo. I ragazzi di D'Aversa escono dal guscio ma la retroguardia ospite copre bene gli spazi. La supremazia territoriale, in linea di massima, le due squadre se la dividono anche verticalmente: la Virtus riesce a dare qualche preoccupazione in più sul versante sinistro, grazie alla buona lena di Di Francesco. Sull'altro lato il Vicenza preme di più: ne risente Piccolo, poco sostenuto da Pucino che ha difficoltà a schiodarsi dalle retrovie, e Di Cecco che si preoccupa di dargli una mano. Ad ogni modo la partita concede poco allo spettacolo: i due undici sono messi bene in campo, e da un lato e dall'altro manca lo spunto individuale risolutore. Al 14' c i aveva provato Ferrari con un tiro dal limite, e ancora il centravanti al 41' con una rovesciata che rischia di essere il gol dell'anno. Da segnalare anche una bella conclusione di Amenta da 35 metri che al 41' costringe Vigorito in angolo. La formazione di Marino inoltre si conferma poco fortunata: a pochi minuti dal riposo esce l'infortunato Mantovani, ma Gagliardini che entra al suo posto ci mette una manciata di minuti a rimediare una botta alla testa, in uno scontro aereo con Pucino, che lo costringe ad abbandonare subito la gara e al trasferimento all'ospedale Renzetti. Un brutto bis dopo quanto accaduto sabato scorso a Brighenti. Tra l'altro proprio nel segno di Brighenti è partita la gara: prima del fischio d'inizio Mammarella ha dato a Cinelli, capitano vicentino, una maglia rossonera con il numero 7 di Brighenti e la scritta «Forza Nicolò». Il doppio cambio alla fine si risolve con Galano che integra il tridente offensivo, Laverone retrocesso sulla linea difensiva, e Sampirisi spostato al centro. D'Aversa torna in campo con la stessa formazione: stessi uomini ma aggressività maggiore, con sprazzi di assalti alla garibaldina. È grazie ai padroni di casa che si assiste a un secondo tempo spettacolare, nel quale i rossoneri chiudono il Vicenza nella propria area di rigore. Agli ospiti mancano gli spunti in contropiede che del primo tempo, e passano un brutto quarto d'ora: conclusioni a ripetizione da fuori area, tre angoli nel giro di un minuto a cavallo del 12' e pressione a tutto campo. Il risultato sperato però non arriva, il Vicenza bada a non prenderle e ci riesce. I frentani puntano sui minuti finali, ma neanche gli assalti all'arma bianca in coda alla gara danno l'esito sperato. Appuntamento a sabato al Braglia contro il Modena battuto 2-0 a Cesena.
Andrea Rapino
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