Il Milan gioca all’ora di pranzo a Udine Pioli: «Vogliamo restare in vetta»

1 Novembre 2020

«Never say never again», «Mai dire mai», Stefano Pioli usa uno dei celebri film di Sean Connery, nel giorno della sua scomparsa, per raccontare il suo Milan. Una squadra giovane, divertente, vincente...

«Never say never again», «Mai dire mai», Stefano Pioli usa uno dei celebri film di Sean Connery, nel giorno della sua scomparsa, per raccontare il suo Milan. Una squadra giovane, divertente, vincente che non smette di stupire e che «non si deve arrendere mai». Il Milan affronta (ore 12,30) l'Udinese da capolista in serie A e con la carica delle due vittorie consecutive in Europa League. I friulani sono un avversario non proibitivo, almeno sulla carta, anche se Pioli rifiuta la classificazione tra piccole e grandi e pretende massima concentrazione: «Per noi è la partita più difficile. Tutte le gare valgono tre punti e vogliamo restare in testa alla classifica». In caso di vittoria - l'eventuale quinto successo nelle prime sei giornate - Pioli eguaglierebbe il Milan di Fabio Capello del 1995/1996 e quello di Carlo Ancelotti del 2003/2004. Squadre e allenatori che hanno fatto la storia del club. «Non sono stupito dal mio Milan», assicura Pioli, «ho sempre avuta tanta fiducia nei giocatori. Speravo in questa crescita, in queste prestazioni. Poi chiaro che difficilmente qualcuno avrebbe pensato in tanti risultati». Ancora una volta i rossoneri si affideranno alla qualità di Ibrahimovic, richiamato in panchina giovedì contro lo Sparta Praga proprio per concedergli un po’ di riposo. «Sta bene, benissimo è volenteroso e voglioso di scendere in campo», racconta Pioli. Che sia in splendida forma lo si vede anche dal video postato sui social mentre 'cavalcà la sua Harley Davidson per raggiungere Milanello. Uno strappo alle buone norme dei calciatori, per un campione che ogni giorno dimostra professionalità e dedizione. Ma il sorriso è stampato sul volto di Pioli da venerdì sera, da quando sono arrivati gli esiti negativi dei tamponi di Donnarumma, Hauge e Gabbia.