Il Milan perde i pezzi e a breve sarà asiatico

4 Aprile 2015

Muntari escluso dai convocati per Palermo, ora vivrà da separato in casa Il magnate di Hong Kong, Lee, a cena ad Arcore con il presidente Berlusconi

MILANO. Il Milan che sta per diventare asiatico (cinese o thailandese è ancora da vedere, ma sicuramente i nuovi proprietari arriveranno dall’Estremo Oriente), perde anche pezzi importanti, come Muntari, “scaricato” da club.

E ora si annuncia un finale di stagione da separato in casa per il milanista, escluso dai convocati per la sfida di oggi a Palermo. Non c'è alcun problema fisico dietro la scelta. Come ha spiegato in un tweet il suo procuratore, Federico Pastorello, il centrocampista ghanese, che ha ancora un anno di contratto, «ha chiesto di non essere convocato, visto che non rientra nei piani tecnici per la prossima stagione. Il Milan ha dato l'ok».

L’allenatore del Milan Inzaghi aveva tentato di camuffare la mancata convocazione di Muntari con la necessità per il ghanese di restare a Milanello per svolgere un lavoro specifico. Una versione, però, prontamente smentita dall’agente del calciatore.

Per Palermo Inzaghi ritrova De Sciglio, che andrà in panchina dopo l’infortunio, ma dovrà fare a meno di Honda: per lui distorsione alla caviglia e stop di almeno due settimane. E Cerci si giocherà una maglia con Bonaventura.

Probabile formazione (4-3-3): Diego Lopez; Abate, Mexes, Paletta, Antonelli; Van Ginkel, De Jong, Bonaventura; Cerci, Destro, Menez.

Iachini in attaccato punterà su Dybala, mentre a centrocampo tutti sono in attesa di vedere conferme da Vazquez, dopo la convocazione in Nazionale.

Sul fronte vendita ai cinesi, il Milan dopo la rivelazione di Berlusconi che è intenzionato a vendere il 75% delle azioni, sta cercando di alzare una cortina fumogena intorno alla trattativa per non svelare le carte. Sembra ci sia una sorta di prelazione da parte di un magnate thailandese, ma gli scommettitori puntano sulla Cina.

Non è stato «né il Milan, né il calcio» l'argomento al centro della cena di giovedì sera tra Silvio Berlusconi e l'imprenditore di Hong Kong, Richard Lee. Lo hanno fatto trapelare fonti vicine ad Arcore secondo le quali, nell'incontro, si sarebbe invece parlato di Villa Gernetto e, in particolare, dell'Università del pensiero liberale e del suo possibile inserimento in un progetto culturale che fa capo al businessman asiatico e che ha, come filo conduttore, la “Via della Seta”.

Ma è una versione che non convince nessuno.