Il Milan rimonta e batte il Chievo grazie al Var

Il presidente dei veneti furibondo: «Scelte imbarazzanti». E la data del derby di San Siro è un caso
MILANO. Gioca bene, riaccende la luce dopo un black-out, non molla, lotta e alla fine porta a casa la quinta vittoria consecutiva. Un successo di grande sofferenza quello del Milan che batte 3-2 il Chievo a San Siro dopo aver chiuso il primo tempo in svantaggio. Il gol decisivo è ancora di Andrè Silva: per il portoghese due gol da sei punti nelle ultime due partite. C’è anche il rigore fallito (dopo l’ennesimo, estenuante intervento Var) da Kessie (bravissimo Sorrentino) in un finale di partita incandescente ed entusiasmante.
«Senza la Var forse questa partita non l’avremmo vinta. Negli episodi ci ha aiutato», commenta Rino Gattuso, «abbiamo speso molto in questi mesi ma i ragazzi hanno messo in campo grande disponibilità. Sapevamo che avremmo sofferto, siamo stati bravi anche se abbiamo sbagliato molti palloni: ci è andata bene. Ora dobbiamo recuperare le energie».
Sul caso Kalinic, escluso alla vigilia del match, torna Christian Abbiati, club manager rossonero: «Il mister è sempre stato chiaro con tutti, vuole in allenamento il 100% da tutti, negli ultimi giorni non ha visto Kalinic al 100% e ha fatto questa scelta».
Contro la Var si scaglia il presidente dei veneti, Luca Campedelli: «È stato imbarazzante assistere alle decisioni arbitrali tra campo e Var. La gestione di tante decisioni in campo sono state incomprensibili. Ma quel che è peggio è che anche con gli interventi del Var le stesse decisioni che avrebbero dovuto essere giudicate in tutt’altra maniera, non hanno avuto la giusta e corretta valutazione. Come sempre accettiamo il verdetto del campo, ma anche nei nostri confronti ci vuole la giusta attenzione».
L’amministratore delegato del Milan, Marco Fassone, invece, non nasconde il rammarico per il mancato accordo con l’Inter sulla data in cui giocare la stracittadina rinviata per la tragica morte di Davide Astori. Si scenderà in campo mercoledì 4 aprile alle 18.30. «Ci dispiace per la data del derby, abbiamo provato a fare di tutto», afferma, «avevamo proposto ai nerazzurri due date diverse ma si è scelto un mercoledì, un giorno difficile: l'Inter si è appellata al regolarmente e non potevamo farci nulla. Ci scusiamo».

