Il Morgia-pensiero: «Mi ispiro a Conte»

Il tecnico dell’Aquila si racconta: mi appassionano le sfide
L’AQUILA. Massimo Morgia, 65 anni vissuti a pane e calcio, è pronto ad affrontare un’altra grande sfida della sua carriera: ricostruire dalle macerie L’Aquila e riportarla nel calcio professionistico. Non è la prima volta che l’esperto allenatore romano si trova davanti a una situazione del genere; gli era già successo a Siena, Palermo, Pistoia e Marsala. Tutte squadre con cui ripartire da zero. Per sposare il progetto rossoblù del suo ex giocatore Alessandro Battisti (ora diesse aquilano, ndc), Morgia ha rifiutato proposte di contratti pluriennali da club di categori e superiori. «Ho scelto L’Aquila per il direttore sportivo Battisti con cui condivido la stessa idea di calcio e di vita. La società mi ha fatto da subito un’ottima impressione, così come i dirigenti, da Maurizio Ianni a Fabrizio Rossi. Sono appassionato delle sfide e questa mi sembra davvero avvincente. Dal punto di vista ambientale, ricordavo la bellezza della città sin dagli anni Ottanta quando partecipai a un torneo giovanile con il Pisa. Tornare qui e vedere ancora tutte le ferite del terremoto del 2009 mi ha dato ulteriori stimoli».
Per Morgia lo stadio di Acquasanta rappresenta il fiore all’occhiello del club rossoblù: «Ho sempre sognato il calcio giocato in stadi senza barriere. In Italia ci sono davvero pochissimi casi del genere, a differenza del calcio estero dove c’è una cultura diversa. Ho visto pochi giorni fa l’Acquasanta ed è un vero spettacolo. Speriamo di giocarci presto e di riempirlo di tifosi».
Ma chi è Massimo Morgia allenatore? «Sono un tecnico vecchio stampo. Se dovessi parlare di modelli di riferimento, mi vengono in mente Nereo Rocco e Carlo Mazzone. Due allenatori della vecchia scuola».
I valori base del suo calcio sono però simili anche a un allenatore del presente, l’amico Antonio Conte. «Il sudore e il sacrificio sono le parole-chiave del suo credo e l’Italia vista agli scorsi Europei è lì a dimostrarlo».
Intanto, prosegue senza intoppi il ritiro a Campo Felice dove Morgia e i suoi ragazzi stanno preparando la stagione in serie D. La piazza chiede la pronta risalita in Lega Pro e c’è la consapevolezza di dover fare un campionato di vertice. Dal canto suo, però, l’allenatore aquilano rigetta le pressioni: «Alla mia età non avverto pressioni. Credo che nessuno giochi per perdere, ma è sbagliato il concetto dell’obbligo di vincere. I miei obblighi e quelli dei miei ragazzi saranno di dare sempre il massimo per raggiungere i migliori risultati possibili».
Sul fronte mercato, la nuova creatura di Morgia è quasi ultimata: «Sono molto soddisfatto del mercato e dei giocatori che ho a disposizione. Mancano tre-quattro pedine tra difesa e centrocampo per completare lo scacchiere. Posso dire che saranno presi elementi di esperienza, anche perché in squadra abbiamo già molti giovani da far crescere».
Giammarco Menga
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