Il Napoli fa harakiri al San Paolo Il Besiktas ringrazia e passa

Champions League. Gara dalle mille emozioni (ed errori) con i partenopei sempre a inseguire Non bastano Mertens e Gabbiadini, nel finale il gol partita di Aboubakar che gela gli azzurri
NAPOLI. Una partita pazza, quasi surreale. Un Napoli pasticcione, sprecone, determinato, altalenante. Si è visto di tutto, ma alla fine quello che conta è il risultato che fa gioire il Besiktas.
La spinta del San Paolo non fa breccia negli uomini di Sarri, tanto che dopo una manciata di minuti arriva la doccia fredda del gol turco. Bello il cross di Quaresma che ha molta libertà sulla fascia, in mezzo c’è Adriano che di testa non sbaglia. Il Napoli accusa il colpo e prova a rimettersi in gioco. Lo fa con una serie di giocate interessanti che però non portano a nulla di concreto. Il tutto fino alla mezzora quando gli sforzi degli azzurri vengono ripagati dal pareggio firmato da Mertens. Hmasik inventa, Callejon rifinisce e l’esterno offensivo belga conclude positivamente. Una scossa per i padroni di casa che però rovinano tutto in chiusura di prima frazione. L’ennesima leggerezza difensiva del Napoli costa caro: Jorginho sbaglia il retropassaggio e serve un assist tanto perfetto quanto involontario a Aboubakar che ringrazia e firma il nuovo vantaggio del Besiktas.
Nella ripresa arriva subito l’occasione giusta per spazzare via i fantasmi. Calcio di rigore al 50’ per il Napoli, Insigne si presenta davanti a Fabri ma viene ipnotizzato dal portiere ospite. Dopo pochi minuti Sarri decide di togliere lo stesso Insigne (fischiato): dentro Gabbiadini che al 69’ raddrizza la situazione. Nuovo calcio di rigore, stavolta l’attaccante ex Atalanta è freddo e fa esplodere di gioia il San Paolo. Una gioia che però dura fino all’86’ quando Aboubakar segna l’incredibile (e per certi versi sorprendente) gol del definitivo 3-2. Una rete contestata, con la difesa che si addormenta e Reina che non esce. C’è pure la posizione dubbia dell’attaccante bianconero a far infuriare un Napoli che, a conti fatti, si è fatto male da solo. Poteva essere la notte dell’accesso agli ottavi, è stata invece la serata del passo indietro. E delle occasioni sprecate.

