Il nuovo stadio a Milano divide favorevoli e contrari
Mazzola: «Abbattere San Siro? Mi viene il mal di testa solo a sentirlo» Il sindaco Sala: «Sì, però il Comune resti proprietario». Ma i club non ci stanno
MILANO. Chi lavora al dossier assicura che «sarà lo stadio più bello d'Europa». Serve ancora un mese circa per mettere a punto il progetto architettonico con cui Milan e Inter provano ad andare oltre San Siro, realizzando nei suoi parcheggi una nuova casa in grado di ospitare meglio le due squadre e generare più ricavi, dal naming rights al merchandising.
Intanto è partita la polemica, fra chi spinge per la soluzione più moderna e chi non vuole vedere demolito uno tempio del calcio, come Sandro Mazzola («Abbattere San Siro? Mi viene mal di testa solo a sentirlo, forse vale la pena mettere a posto qualcosa ogni anno e tenere l'attuale impianto»). Il sindaco Giuseppe Sala aspetta di vedere nero su bianco concept, cubature, impatto e tutti gli altri aspetti relativi all'opera, avvertendo che poi «bisognerà trovare una formula perché sia di proprietà del Comune, con una concessione a lunghissimo termine. È chiaro che noi non possiamo perdere la proprietà dello stadio». Difficilmente andrebbe bene alle società dopo un investimento di 500-600 milioni di euro. Se si arriverà in fondo a questa vicenda dall'epilogo non scontato, andrà concordata una formula economica. Il Comune incassa circa 10 milioni di euro all'anno per concedere San Siro: non vuole rimetterci, ma non è riuscito a convincere i club a ristrutturare il Meazza, 80mila posti, ottima visuale, e vari limiti strutturali, dalle hospitality al museo (chiuso per lavori, fino a quando non si sa), dai punti di ristoro alla sala stampa. E l'ipotesi dei due stadi non regge.
Comunque l'amministrazione non ha preconcetti: San Siro è «storico» ma per l'assessore allo sport, Roberta Guaineri, «non si può bloccare il progresso» se è possibile «creare realtà più belle, innovative e affascinanti».
Giorni fa Sala ha incontrato i vertici delle società. Ora anche l'Inter dei cinesi di Suning è schierata per il nuovo stadio, asset considerato fondamentale dal fondo d'investimento proprietario del Milan, Elliott, che punta a rivendere il club fra qualche anno.
I dirigenti hanno visitato insieme alcuni stadi negli Usa, incluso il MetLife di New York condiviso da due squadre di football. L'ad milanista Ivan Gazidis, che segue in prima persona il progetto, all'Arsenal ha visto l'Emirates diventare il quarto stadio più redditizio d'Europa.
Pare non ci sia però un modello di riferimento per il nuovo impianto milanese da 60-65 mila posti, che può essere pronto fra il 2022 e il 2024. «Il progetto c'è, manca il vestito», si limita a dire chi lavora al dossier.
Quando verrà presentato, si capirà l'impatto sul Pgt. Servirà un passaggio in Consiglio comunale, dove Lega, Forza Italia e M5s, con qualche adesione dalla maggioranza, hanno lanciato un comitato contro la demolizione di San Siro, che fra l'altro è nel dossier di Milano-Cortina 2026.
Se arriveranno in fondo, Inter e Milan faranno una gara internazionale per il costruttore.
Paolo Cappelleri

