Il pari non basta, la curva processa i biancazzurri

29 Novembre 2014

Baroni e una delegazione di calciatori sotto la Nord: i tifosi ci chiedono di più Il tecnico: «Punto d’oro, ma dobbiamo “sputare sangue”». Melchiorri: che gioia!

PESCARA. All’ultimo respiro. Lo stadio si stava svuotando, i tifosi imbestialiti stavano gridando tutto il loro disappunto verso squadra, allenatore e società. I titoli di coda scorrevano a tutta velocità. Il Lanciano in lontanza vedeva il traguardo.

Tutto bello, ma i rossoneri non avevano fatto i conti con quel ragazzotto di Macerata con la maglia numero 9 biancazzurra. Mancano pochi spiccioli alla fine e Federico Melchiorri evita il tracollo segnando un gran gol. Roba da stropicciarsi gli occhi e che gli sono valsi i complimenti del difensore della Roma Castan: «Grazie Melchiorri, aspetto di tornare grande come te, complimenti per il gol!».

Alla fine il Pescara è riuscito a strappare un punto quasi insperato. Grande gioia all’Adriatico, ma al fischio finale è serpeggiata un po’ di tensione tra le due squadre. I tifosi della Nord hanno chiesto la squadra sotto la curva, ma nel parapiglia finale il Pescara ha imboccato il tunnel degli spogliatoi. I tifosi della Nord, entrati in curva con 15’ di ritardo in segno di protesta, a fine partita non hanno lasciato lo stadio pretendendo un confronto con la squadra. Dopo un quarto d’ora una delegazione di giocatori composta da Grillo, Pesoli, Maniero, Da Silva, Salamon, Aldegani e l’allenatore Marco Baroni hanno sono tornati in campo per incontrare la tifoseria. Il tutto sotto lo sguardo vigile delle forze dell’ordine.

Poco meno di un quarto d’ora di confronto serrato in cui i tifosi hanno chiesto più impegno in campo e più attaccamento alla maglia. Cori e qualche petardo esploso mentre la delegazione tornava negli spogliatoi, mentre Marco Baroni si è intrattenuto un po’ di più con gli ultrà.

In sala stampa poi ha spiegato: «Spetta a noi riconquistare i tifosi. A fine gara c’era un po’ di tensione ed ero rientrato negli spogliatoi per salutare qualche mio ex calciatore. Sono tornato in campo insieme ad alcuni calciatori», prosegue il tecnico, «per incontrare i tifosi, che ci hanno chiesto di “sputare il sangue”». A tal riguardo anche il bomber Federico Melchiorri ha toccato l’argomento: «Chiediamo scusa ai tifosi; se ci sono stati degli errori, abbiamo cercato di chiarire. Ora promettiamo il 200% per rimediare».

Parlando della partita, Baroni ha sentenziato così: «È un punto d’oro che vale quasi come una vittoria. Siamo partiti bene, specie nei primi venti minuti la squadra ha retto bene poi, però, sono uscite fuori alcune delle nostre fragilità, contro una squadra solida come il Lanciano. Dopo il gol subìto abbiamo buttato via troppi palloni e la loro rete ha complicato un po’ le cose».

Baroni spiega anche l’utilizzo di Sowe dall’inizio e lo spostamento di Melchiorri sulla fascia: «Era una cosa che avevo preparato. Ho messo Sowe per non dare punti di riferimento, calcolando che i due difensori centrali della Virtus sono molto bravi e fisici ad attaccare l’uomo». Alle parole del tecnico biancazzurro fanno eco quelle di Federico Melchiorri.

«In attacco abbiamo cambiato più volte le posizioni per non dare punti di riferimento alla difesa del Lanciano. Era una cosa preparata», ha confermato il bomber dei biancazzurri, che sprizza gioia: «Il mio è un gol che vale tanto e la soddisfazione è stata devastante». Dopo la rete è stato preso d’assalto. «Sinceramente non ricordo come è andata, se parliamo dell’esecuzione, per la grande bolgia che c’era allo stadio. Ho solo visto che la palla entrava e rete e poi sono esploso dalla gioia». Il 27enne attaccante marchigiano è all’ottava rete in stagione, un record personale. «Sono contento per me e, soprattutto, per la squadra che è riuscita a rimettere in piedi la partita più importante dell’anno».

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